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Friday, May 21, 2004 - ore 10:57
a *night* less ordinary
(categoria: " Riflessioni ")
John trova Yoko, Yoko gli cava la vita. O, meglio, gliene da una nuova, scrivono un casino di canzoni, fanno dei film in un letto ma John chiama Paul che lo va a trovare e si fanno i cannoni di nascosto. Se non ci fosse stata Yoko John sarebbe forse ancora vivo? E che avrebbero fatto quei due? E se non ci fosse stata Yoko come sarebbero stati i Beatles? E come sarebbe stato lui? Dubbi esistenziali che salgono quando intorno alle due di notte decidi che è il caso di rivedere "I am Sam". Nel primo giorno di zanzariera abbassata, di cicche in finestra sperando di non sentire rimproveri
out of time. Che poi era il nome di un album del '90, divorato dalla puntina dei miei piatti, rosicchiato screccola di vinile dopo screccola di vinile da una Stanton malvagia. Quattordici anni. Tanto tempo a dire il vero, e ieri sera in un capannone della fiera, sobrio e sorridente vado a dare una spintarella al fegato con un bicchiere di Cosmo. Non l'ha fatto Diego però stavolta, è più pesante ma c'è più ghiaccio. Parte un remix che oggi scopro ufficiale di "losing my religion". Una canzone che ormai, rubando i termini al mio coinquilino di Bologna, "non se pò sentì". Il deserto intorno, i Rem nelle orecchie, un amico vicino, Jeff Buckley in testa, venti secondi di svolta per la serata.
Oh sit down, oh sit down, oh sit down, sit down next to me, sit down, down, down, down, down, in sympathy. Te ne stai al tavolino, Lucky accesa e sorso che scalda il gargarozzo.
E ti rendi conto di quanto le maledirai ma, cazzo, quanto son buone. Dagli anni '60 in poi la gente vuole scappare in India od in Marocco per ritrovare se stessa. E se uno da se stesso volesse invece scappare esiston forse due vie, chirurgia plastica + documenti falsi oppure isole caraibiche dove chiunque nel pensiero comune apre un bar e si diverte come pochi arricchendosi. Non ne ho mai visto uno tornare, ma non importa. Restare se stessi stonati forse è più gratificante, per cui ritengo normale sognare di passare le proprie giornate e serate all'interno di un limone in materiale plastico vendendo succhi di frutta. "Apri il tuo bar". Sticazzi. Mi ci vedo in grembiule giallo. Poi conosci colui che ha inventato questa cosa. Ha l'aria stravolta e non si è fumato niente, l'abbigliamento non l'ha certo comprato da D&G e il capello probabilmente sogna uno shampoo. Ti cerca di tirare fuori 15000 euro, una cifra irrisoria. Parla pieno di entusiasmo dei suoi 20 baracchini in giro per l'Italia, ti fa sognare una gabbia a forma di limone trasformarsi in una piscina di monete d'oro, come il deposito di zio paperone.
Light another cigarette and let yourself go, ma questo parla, parla, parla e il tuo sguardo si distrae. Forse quello che vende fiori impazziti che innaffiano il terreno circostante con precisione browniana o, forse, lisergica, è più felice. Non capisce un cazzo d'italiano però lì a parlare con lui in inglese per dieci minuti ci stai volentieri. Quasi da dirgli sì ad andare a vendere fiori impazziti sotto al palo della cuccagna alla sagra di Villanova o simili.
I'm sick from this city, it burns in my side. Sogno un telo a terra in Prato e qualche ora con il sole confuso tra quello che resta degli alberi, le urla dei bambini schizofrenici ed i versi ed i colpi dei maniaci della Capoeira. Ed è proprio vero che la vita va avanti grazie ad istantanee celebrali che ti porti dietro. Mi preoccupo solo di quanto tempo ci metterà ad esaurirsi la scheda di memoria.
E rimani così, intontito a guardare qualche cosa, che forse, non potrai raccontare. Se parli, se racconti, se cerchi di spiegare, di spiegarti, sei fuori. Come quello che ho scritto. Forse. Un impegno concreto: riguardare al più presto e trovare il dvd di "A life less ordinary". O "Una vita esagerata" che dir si voglia.
A LIFE LESS ORDINARY - ASH
I smoke myself into a haze in the afternoon
Enveloped heart, and the air is cool
Put on your dress, white Goddess
And settle in, as the weather folds
In the slow haze of the afternoon
Swaying hips, made like a gun
Blackest sails, the most beautiful, star
In the world, in the air, on my tongue
Before my eyes, beyond the stars, beneath the sun
So, take me in your arms again
Lead me in my dreams again
So, what is it worth?
I'll sell my soul, what is it worth?
Only you know
You were conceived in my heart, came like a dream
To save me from my mortality
Put on your dress, white Goddess
And settle in, as the weather folds
Our lives will be entwined, even when I die
You'll see me through 'til the end of time
No earthly bride, the most beautiful, star
In the world, in the air, on my tongue
Before my eyes, beyond the stars, beneath the sun
So, take me in your arms again
Lead me in my dreams again
So, what is it worth?
I'll sell my soul, what is it worth?
Only you know
Take me in your arms again
Lead me in my dreams again
So, what is it worth?
I'll sell my soul, what is it worth?
I'll sell my soul, what is it worth?
I'll sell my soul, what is it worth?
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