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Wednesday, February 13, 2008 - ore 18:53
La posizione ( post ridicolo astenersi gente seria
)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina
tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il
perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: "MAI, MAI appoggiarsi sul
gabinetto" e poi ti mostrava "la posizione" che consiste nel
bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a
contatto con la tavolozza.
"La posizione" è una delle prime lezioni di vita di una bambina,
importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto
della vita. Ma ancora oggi, da adulte, "la posizione" è terribilmente
difficile da mantenere, quando hai la vescica che sta per esplodere.
Quando "devi andare" in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne
che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad
aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le
gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di "me la sto
facendo addosso".
Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con "la bambina
piccola che non può più trattenersi" e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono
tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona
che esce. Entri e ti accorgi che non c’è la chiave (non c’è mai); non
importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c’è (non c’è
mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e
non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima,
piena com’è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali
non usi ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che
non c’è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l’altra ti abbassi
i pantaloni e assumi "la posizione"... AAhhhhhh... finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria,
con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la
circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5
chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire
la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non
succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa "non sederti
mai su un gabinetto pubblico!", così rimani nella "posizione", ma per un
errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei
fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere "la posizione" richiede
grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi
il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n’è...! (mai). Allora
preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci
sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci
pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno
la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti
vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli "O-CCU-PA-TOOO!!!",
continuando a spengere la porta con la mano libera, e a
quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano
sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla
di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare
il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in
casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso
momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non
sarà tanto difficile trovare l’interruttore! Riaccendi la luce con la mano
del kleenex, perché l’altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti
restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi
dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile.
Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo
per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle
calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse
così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno
pubblico, perché davvero "non sai quante malattie potresti prenderti qui".
Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non
senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!
Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la
borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori
automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una
posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino;
l’asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei
pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci
passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe
incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente,
cosciente del fatto che hai passato un’eternità là dentro. Sei fortunata
se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio
ancora con la cerniera abbassata! A me è capitato una volta, e non sono
l’unica a quanto ne so! Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal
bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace
mentre ti aspettava. "Perché ci hai messo tanto?" ti chiede irritato.
"C’era molta coda" ti limiti a rispondere.
E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per
solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l’altra ti tiene la
porta e l’altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi
concentrarti solo nel mantenere "la posizione". E la dignità.
E’ tutto vero

Una giornata di lavoro assurdo mi fa partorire questo tipo di idee...
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