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Thursday, February 14, 2008 - ore 12:14
si vede che era destino..
(categoria: " Riflessioni ")
A te, proprio te, che guardi dal buco della serratura, che sbuffi dicendo addio a un altro sogno, che scosti un pochino la tenda per vedere meglio il colore dell’erba del vicino, che sospiri rileggendo la lettera che non hai mai spedito, che credi ancora a un destino già scritto e immutabile, oh quanto ti sbagli. Non c’è una sola foglia che non viva perché non vuole vivere, e non c’è una sola idea che non venga lasciata morire perché nessuno ha trovato il coraggio e la forza di realizzarla. Che stiamo a fare qui? aspettiamo che si compia un disegno scarabocchiato e indecifrabile? come se noi fossimo la punta di una matita che un gigante invisibile muove sulla superficie della terra, con meridiani e paralleli a formare i quadretti di un enorme foglio di carta riciclata.
“
Porca boia ho forato ancora e sono arrivato troppo tardi in aeroporto!! Beh si vede che era destino che non prendessi quell’aereo..”. Destino un paio di palle, sei tu che guidi peggio di mia nonna (che ha 107 anni, le cataratte e una gamba di legno di mogano, coi tarli) e quando fai le curve becchi sempre gli spigoli dei marciapiedi facendo dei tagli sul copertone. Ovvio che prima o poi la gomma esplode. Se poi la gomma decide di esplodere proprio quando stai andando a prendere l’aereo per le Canarie beh...questa è solo una sfortunata coincidenza, o sfiga, chiamala come vuoi. E se negli ultimi 3 anni non hai pensato di andare dal gommista gay che hai vicino a casa non incolpare il Padre eterno, Prodi o Bin Laden. Sveglia amico, sei in una giungla e hai con te tutto ciò che ti serve, ossia solo un coltello e il manuale delle Giovani Marmotte. Smettiamola di incolpare sempre qualcuno o qualcosa, come i tennisti italiani che perdono sempre per colpa del vento, o dell’arbitro, o del net. La fortuna esiste, certo, ma è una ruota che gira e si ferma qui o là in maniera perfettamente casuale, o casualmente mirata; è donna e come tale è incomprensibile, spiazzante, poliedrica. Ma essendo la fortuna imprevedibile è impossibile tener conto di essa, capire se e come influenzerà le nostre azioni, tanto vale metterla fra le probabilità e gli imprevisti del Monopoli, sapendo che magari passeremo la nostra intera vita senza mai dover pescare nemmeno una carta, oppure ne pescheremo senza accorgercene più di qualcuna leggendoci buone o cattive notizie. Ma nel frattempo, fra un dubbio e un altro, liberiamoci per favore dalla morsa dell’indecisione e smettiamola di chiederci se e quando dovremo andare in prigione direttamente e senza passare dal VIA. Apriamo quel dannato manuale, proviamo a costruire una bussola usando una foglia, un ago e un po’ d’acqua e cominciamo intanto ad orientarci. Impariamo a maneggiare il coltello intagliando il legno e sbucciando pompelmi, poi magari lo capiremo da soli quando sarà il momento di usarlo. La differenza tra una vita serena e una vita felice sta nel trovare la forza di rischiare e il coraggio di difendere le proprie idee. Ed è la stessa differenza che c’è fra la punta di una matita impugnata da una mano sconosciuta e il pennino di un sismografo posto volontariamente nell’epicentro del terremoto.
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