(...) quand’ecco un coniglio bianco dagli occhi rosei passarle accanto, quasi sfiorandola.
Non c’era troppo da meravigliarsene, né Alice pensò che fosse troppo strano sentir parlare il Coniglio, il quale diceva fra sé: “Ohimè! ohimè! Ho fatto tardi!” (quando in seguito ella se ne ricordò, s’accorse che avrebbe dovuto meravigliarsene, ma allora le sembrò una cosa naturalissima): ma quando il Coniglio trasse un orologio dal taschino della sottoveste e lo consultò, e si mise a scappare, Alice saltò in piedi pensando di non aver mai visto un coniglio con la sottoveste ed il taschino, né con un orologio da cavar fuori, e, ardente di curiosità, traversò il campo correndogli appresso e arrivò appena in tempo per vederlo entrare in una spaziosa conigliera sotto la siepe.
Un istante dopo, Alice scivolava giù correndogli dietro, senza pensare a come avrebbe fatto poi per uscirne. [L. Carroll,
Alice nel Paese delle Meraviglie, I,
Nella conigliera]
Sorvoliamo sul fatto che oggi è San Valentino (accetto però ben volentieri gli auguri per il mio
onomastico) e parliamo di desideri irrealizzabili... Io ho fin da piccola
un sogno nel cassetto: vorrei poter andare nel
Paese delle Meraviglie... proprio il Paese della favola di Alice... per conoscere lo
Stregatto ed il
Bianconiglio, la
Regina di Cuori, il
Cappellaio Matto ed
Humpty Dumpty...
Alice rise: «È inutile che ci provi» disse «non si può credere a una cosa impossibile». «Oserei dire che non ti sei allenata molto» ribatté la Regina «Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione».
Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (spesso contratto in
Alice nel Paese delle Meraviglie, titolo originale
Alice’s Adventures in Wonderland) è un opera letteraria, pubblicata per la prima volta il 4 luglio 1865, scritta dal Reverendo Charles Lutwidge Dodgson (1832-1898), matematico e scrittore inglese, sotto il ben più noto pseudonimo di
Lewis Carroll, dedicata alla figlia del rettore del Christ Church College di Oxford, Henry Liddell,
Alice Pleasance Liddell (1852-1934).
«Ma io non voglio andare fra i matti» osservò Alice, «Beh, non hai altra scelta» disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta», «Come lo sai che sono matta?» disse Alice, «Per forza» disse il Gatto «altrimenti non saresti venuta qui»....stanotte ho sognato di
entrare nella conigliera... ho preso il the con il Cappellaio Matto, ho battibeccato con lo Stregatto ed ho rischiato di farmi tagliare la testa dalla Regina di Cuori...
« Allora dovresti dire quello a cui credi», riprese la Lepre Marzolina. «È quello che faccio» rispose subito Alice «almeno credo a quello che dico, che poi è la stessa cosa». «Non è affatto la stessa cosa!» disse il Cappellaio «Scusa, è come se tu dicessi che vedo quello che mangio è la stessa cosa di mangio quello che vedo!»....mi sono svegliata con in testa
la filastrocca di Humpty Dumpty...
Humpty Dumpty sat on a wall.
Humpty Dumpty had a great fall.
All the king’s horses and all the king’s men
Couldn’t put Humpty together again.
(Humpty Dumpty sedeva su un muro.
Humpty Dumpty fece un gran capitombolo.
Tutti i cavalli e tutti gli uomini del Re
non bastarono a rimettere insieme i pezzi di Humpty)
[Filastrocca inglese]
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...
qualcuno, per caso,
mi sa indicare dov’è la conigliera? Voglio entrarci il prima possibile per evadere almeno per un po’ di tempo da questo triste e caotico mondo...
mi urge una rigenerante fuga liberatoria...