
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Friday, February 15, 2008 - ore 15:11
Teatrismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Io e Lemon ci stiamo demolendo psicologicamente a vicenda, così, per ridere, per farci del male gratuito, come se non fossimo già abbastanza nervosi. Io gli faccio pesare che deve farsi prendere a calci nel di dietro e che deve camminare goffo e zerbino. Lui sottolinea come i miei personaggi siano gravemente esposti in solitaria al pubblico, e come la mia parte di araldo sia ridicola, sì, estremamente ridicola.
Stiamo progettando una fuga oltre oceano. Lem propone il polo, dice che è abbastanza distante. Non ci faremo trovare, scompariremo senza lasciare traccia. E porteremo con noi scorte alcoliche, perché il maestro non vuole che beviamo prima dello spettacolo. Gli abbiamo fatto notare che non siamo mai arrivati alle prove completamente sobri, perché facciamo sempre aperitivo prima, io Lemon e Violetta. Ma il maestro, che è un maestro coi fiocchi, ha detto che ci fa fucilare se ci avviciniamo all’alcol prima della prima. Prima della prima. Prima della prima. Lo potrei scrivere altre mille volte e l’ansia non mi passerebbe.
Io poi sono un caso a parte. Ho un mio particolarissimo e personalissimo modo di sfogare l’isteria: io rido. Ho il riso isterico. Ridacchio, sorrido, mi sconcentro e rido. Rido che più scema non potrei. E io sono il boia. Un boia che ride non si è mai visto. Sento che mi metterò a ridere, appena si alzerà il sipario. Appena mi renderò conto che cinquanta persone mi stanno guardando e aspettano di ridere loro, perché è una commedia. Non di veder ridere me.
Sono impaurita a morte. A morte, come un boia. Un boia spaventato a morte. Ma cos’è, humor inglese?
Ho passato la mattina a cucirmi il costume da fratino unendo due sacchi da patate. Ieri mi sono fatta lo stendardo e l’ascia, ho stirato il vestito, sto decidendo che scarpe sono più consone per 5 personaggi che più diversi non si potrebbe. Ho fatto la corona d’argento per la regina che sicuramente oggi arriverà senza. Ma è una diciannovenne patata, e tutto le è concesso. Sono andata a lavorare, in comune poche news. Sto aspettando che Max mi chiami per dirgli che oggi non posso scrivere niente perché ho le prove che cominciano alle 4, e io alle 4 massimo vorrei partire. E sono già in ritardo.
E sono in ritardo soprattutto perché sto scrivendo un inutile blog sfogo in cui trasferire tutte le mie paturnie e le mie paranoie. E se mi dimentico una battuta? E se anticipo? E se scivolo?
E se mi rimane il sorriso isterico per tutta la durata della rappresentazione? E se faccio una figura di merda? Che me lo sento, sarà una figura di merda. Io in confronto agli altri ho poche battute, poco da ricordare. Ma entro sempre, avanti e indietro, cambia vestito, esci e ricambia vestito. Tutta una. Sono inquieta. Sono irrequieta.
E non posso drogarmi di calmanti perché neanche quelli possiamo assumere. Niente alcol, niente calmanti. Niente di niente. Uno spritz? No, zero. Rischiamo la fustigazione.
Sono nervosa. La mia prima e prevedo ultima apparizione sul palcoscenico. Mucha mierda.
“Isabella, tre caravelle e un cacciaballe” di Dario Fo.
Enzo: padre Galeros, vescovo accusatore
Marisa: spettatore, saggio accusatore, fratino
Francesca: spettatore, saggio accusatore, marinaio, fratino
Stefano: Colombo 1, marinaio, fratino
Sandro: Colombo 2, fratino
Alvise: Colombo 3, Quintinilla
Marta: regina Isabella, marinaio, fratino
Lemon: re Ferdinando
Violetta: messo, ancella, accusatore
Silvia: boia, ancella, araldo, donna, marinaio, fratino
regia di Daniele Coreggioli
(del quale ho trovato una foto troppo vecchia per poterla mettere…)
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