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Vitto, 5 anni
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ORA VORREI TANTO...

Un passaporto malese.
E chiamarmi Yanez.

STO STUDIANDO...

Sono alla ricerca di me stesso.

Oh...eccomi! ero sotto al comò.

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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Friday, February 15, 2008 - ore 18:11


Haircutters
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Trovare qualcuno che ti tagli i capelli, se sei maschio, non è semplice.

Ci sono tre macrocategorie di botteghe, addette alla rasatura del pelo masculo, e tutte e tre, pur offrendo ognuna i suoi pro, impongono dei terrificanti CONTRO.

Nella prima categoria si collocano quelle botteghe da barbiere che conservano ancora gelosamente la poltrona anni cinquanta su cui si sedette uno che poi divenne lo zio del nonno del cugino dell’assessore al commercio di Cadoneghe...conservano purtroppo anche le stesse lamette, con segni marroni che non sai se sia ruggine o sangue altrui rappreso...
Il corso frequentato negli anni quaranta, in tempo di guerra, offriva due tipi di taglio (corto-lungo) e due tipi di sfumature (alta-bassa).
E BASTA.
Qualsiasi richiesta aggiuntiva non viene percepita, solitamente, e se per caso così fosse, viene repressa, con taglio diagonale secco del lobo dell’orecchio.

Nella seconda macrocategoria, ci sono i figli dei barbieri della prima macrocategoria, che hanno ereditato l’arte dai padri assieme alla bottega.
Hanno rinnovato gli arredi tra gli anni 70 e gli anni 80, mettendo in esposizioni profumi, gel e lacche, tra cui spicca sempre, immancabile, IL PROFUMO DELLA FERRARI. L’arte, a differenza dell’arredamento, non è cambiata. Semmai, al taglio si è aggiunta la possibilità di shampoo, e qua i giovani (negli anni 70) si sbizzariscono, offrendoti ogni tipo di trattamento (evitando di specificare il prezzo). Un’occhiata alla capigliatura sparsa sulla loro testa basta a sconsigliare chiunque, ma ci vuol del bello e del buono per convincerli che NO...ME LI SON LAVATI IO STAMATTINA, GRAZIE!, anche perchè poi ti tengono il broncio, e se non tagliano il lobo, come facevano i padri, si vendicano comunque piazzandoti il phon a un centimetro dagli occhi per dieci minuti dopo il risciacquo.

La terza macrocategoria è quella dei PARRUCCHIERI. Se capisci quanto gli sia costato l’arredamento di alto design, puoi già fare una stima del conto che ti verrà presentato (altra variabile, il tasso di omosessualità del parrucchiere...direttamente proporzionale al prezzo...a meno che tu non gli stia...simpatico)
In questi saloni, il taglio è appena la minima parte del trattamento cui puoi essere sottoposto. Vieni messo di fronte a cataloghi e cataloghi di moda, con modelli dalle capigliature improbabili anche per le feste tribali di Papua Nuova Guinea...finchè non gli dici...MA IO VERAMENTE BOH...FAI TE...CORTI...MA NON TROPPO...UN PO’ PIU’ LUNGHI IN CIMA...NO GEL.

Quando dici NO GEL, il parrucchiere, la cui crapa è solitamente glassata con brillantina monoblocco, si demoralizza, e per punizione ti lava i capelli (non si scomoda nemmeno a chiedere se vuoi lavaggio...) con uno shampoo ai mirtilli e mango, che appena esci dal salone vieni assalito da stormi di api in calore...



Tutte e tre le categorie praticano, in ogni caso, l’incesto e la coprofagia.
E non si perdono una puntata del Grande Fratello.

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