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Tuesday, February 19, 2008 - ore 17:25


RAGAZZA UCCISA METRO, MORTE CONSEGUENZA NON VOLUTA
(categoria: " Vita Quotidiana ")




"Doina Matei intendeva ferire Vanessa Russo e colpendola ne ha provocato la morte come conseguenza non voluta, nemmeno nella forma del dolo eventuale, della propria condotta". E’ uno dei passaggi delle motivazioni della sentenza, depositata oggi, con la quale il 17 dicembre scorso il gup del tribunale di Roma, Donatella Pavone, ha condannato, con il rito abbreviato, a 16 anni di reclusione Doina Matei, la ragazza romena che il 26 aprile scorso colpì con la punta dell’ombrello, penetrata in un occhio e poi nel cranio, Vanessa Russo nella stazione Termini della metropolitana di Roma. Vanessa morì il giorno successivo. Il gup, confermando l’imputazione di omicidio preterintenzionale (la procura aveva chiesto l’omicidio volontario con dolo eventuale) spiega che "l’imputata non poteva immaginare (e nessuno avrebbe potuto farlo) che, colpendo con un ombrello la ragazza che le stava di fronte, l’avrebbe uccisa". Il gup Pavone, invece, concorda con le conclusioni del pm Sergio Colaiocco (il quale ha annunciato ricorso in appello) quanto alla sussistenza dell’aggravante dei futili motivi contestata a Doina.

"I testimoni - si legge nelle 13 pagine delle motivazioni - riferiscono tutti che tra l’imputata e Vanessa Russo (le due ragazze, come si evince dalle motivazioni, viaggiarono in metropolitana sedute l’una al fianco dell’altra prima di alzarsi e avvicinarsi all’uscita del vagone e poi litigare) è nato un dissidio a causa delle spinte date, forse involontariamente, da Doina Matei alla persona offesa e della reazione di quest’ultima. Tenuto conto della folla presente all’ora di punta sulla metro, le ragazze avrebbero dovuto chiedersi reciprocamente scusa per le spinte date e ricevute ed invece Vanessa ha proferito parole rabbiose ("che te spigni str..."), l’altra colpire violentemente con l’ombrello". Il gup, sempre in merito al comportamento di Doina spiega che "l’imputata accortasi subito che il colpo inferto era stato violentissimo tanto da vedere Vanessa Russo portarsi le mani al volto, cadere per terra e perdere copiosamente sangue (un lago di sangue secondo alcuni testimoni), non si è fermata per soccorrerla, ma dopo averle gettato addosso l’ombrello, quasi con disprezzo, è fuggita con l’amica (Costantina I., la minorenne che era con Doina tornata in Romania)". Il gup Pavone spiega ancora che "appreso della morte della ragazza, avvenuta il giorno successivo, non ha avuto alcun moto di animo, ha fatto i bagagli, ha lasciato la pensione dove alloggiava ed è partita per le Marche preparando la fuga nei minimi particolari". Il gup si sofferma anche sulle circostanze della cattura delle due romene rifugiatesi nell’abitazione di Tolentino. "L’atteggiamento in cui è stata vista Doina - si legge nelle motivazioni - al momento dell’arrivo della polizia appare significativo: era in camera da letto, in pigiama, in assoluta tranquillità. Doina Matei, del resto, intendeva allontanarsi ulteriormente alla volta di Bologna o Ancona".

Sempre più disgustato da questa giustizia...


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