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Tuesday, February 19, 2008 - ore 23:10


é uscito il nuovo film di uno dei miei registi preferiti dove vado?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vendette incrociate, terrorismi di ogni risma, teorie di complotti che rimbalzano dalle hall di grandi alberghi internazionali al soggiorno di una modesta abitazione americana
(tutti vogliono giocare a questo gigantesco
risiko in cui ogni indizio sembra falso ma in
cui pare riflettersi, deformato, un mondo reale).
Le spiegazioni sono paradossalmente incomprensibili,
l’agente della CIA (Jeff Goldblum) sciorina fatti a velocità
supersonica: non importa far capire cosa accade ma intasare il meccanismo, estenuarlo, metterlo in crisi.
Fay metatesto e metacinema, è divertimento godardiano, è un garbuglio inestricabile, un enigma a chiave che coinvolge chi non c’entra nulla (“l’uomo onesto è sempre nei guai”),
è un film che flirta col mystery interessandosi solo alle figure e alla struttura ma sconquassandone la sostanza,
è un viaggio luperiano alla ricerca di un uomo che lascia le sue tracce in giro per il mondo è una ricognizione nel meccanismo della narrazione (i salti temporali, i raccordi sottolineati, le didascalie gigantesche).
Il film si propone come surreale caccia-al-tesoro-che-non-c’è
che vede, come coatti protagonisti, individui strappati
al livido quotidiano
cui il regista costringe generalmente i suoi personaggi borderline,
per essere catapultati in un intrigo situazionista e,
ancora una volta, surreale

Hal Hartley, forse il più importante
autore indipendente statunitense degli ultimi anni,
sicuramente il più rigoroso e ardito,
artefice di un cinema antispettacolare
di stampo tutt’altro che americano,
imbevuto com’è di una portentosa sensibilità letteraria gira in digitale un nuovo impedibile gioiello:
usa i fermo-immagine con una espressività disarmante,
taglia le scene con piani inclinati,
pone in precario equilibrio i suoi personaggi scentrati,
persi nel disordine globale.
Fay Grim, cinema colto e intelligente.
Un film meraviglioso.
In Italia non uscirà mai.

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