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Wednesday, February 20, 2008 - ore 06:22
Collaborazione con Epolis Roma
(categoria: " Riflessioni ")
CON I PIEDI PER TERRA "Dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei.
O, almeno, ci provo"
di don Marco Pozza
da EPolis Roma, mercoledì 20 febbraio 2008, pag. 6
E’ bagaglio di elementari studi che la generalizzazione sia uno dei virus più letali che s’insinui nell’umano ragionare. Sotto tale categoria ho inserito la fotografia scattata da Franc Rodé - prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita Consacrata – per dipingere le nuove generazioni di preti e di consacrati. Un quadro scoraggiante e parziale: “Mondani, restii ad indossare l’abito talare e a obbedire ai superiori, poco interessati alla preghiera e alla vita comunitaria”.


Accettiamo pure che, aprendo gli armadi (almeno il mio) sarà impresa ardua imbattersi in calzini neri, polsini dorati, colletti alla romana e talari filettate di nera austerità. Ne tantomeno si scoveranno con le mani tessuti dai colori più sgargianti come aspirazione di sogni “proibiti” in future carriere. Nati in un secolo che nella sua brevità ha tentato di annullare la figura del padre, saremo pur restii e ostili al servilismo, ma di fronte a padri autorevoli (non autoritari) poniamo ancora fiducia e obbedienza. Certo: al padre spetta l’onore per comandamento divino! Ma il figlio ha il dovere di chiedere l’onorabilità del padre per esigenza umano-divina. Vivere in comunità forse ci costa, perché moltiplicare i talenti è impresa meno scontata che sommarli in un anonimo calcolo.
All’alba non ho infilato i polsini! Però ho aperto il mio breviario e ho pregato. Per la Chiesa Universale: perché, seppur con la felpa della Kappa addosso, ad essere sacerdoti di Cristo oggi è di una bellezza tutta moderna.
Quasi che Cristo ti vestisse a colori!
Don Antonio Mazzi: "Il vero scandalo è il lusso dei vescovi"
«Lo scandalo non siamo noi preti restii a indossare l’abito talare e a obbedire ai superiori, ma le vesti costose di ecclesiastici e vescovi: sono l’immagine più cruda dell’imborghesimento della Chiesa e dello spreco di soldi. Sono diventato prete tardi e in comunità con i tossicodipendenti farei ridere in clergyman». E’ diretto come sempre don Antonio Mazzi, fondatore della comunità «Exodus» e famoso anche per la sua «divisa», in jeans e maglione. E aggiunge: «Nel guardaroba non ho giacche, né camicie, né pantaloni con la riga. Altro che talare, oggi nella Chiesa la crisi è l’assenza di carisma. E quando manca il carisma, ci si attacca alle regole. Mai come in questo periodo la Chiesa è senza profeti».
(Giacomo Galeazzi, La Stampa, 15.02.2008, pag 22)
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