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AHAHAHAHAHAHAH HO FINITOOOOO!!!!!!!!!!!!!

OGGI IL MIO UMORE E'...

... in questo periodo ci sto proprio dentro di bestia (come direbbe il Manzo)!!!!!!

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Wednesday, February 20, 2008 - ore 09:24


Stasera, che sera.... (e ieri...)
(categoria: " Sport ")


Credo di poter dire di essermi ripreso ieri sera, tra le 22:30 e le 22:40.

Ma iniziamo dal principio. Ore 20:45, in osservanza dei miei riti scaramantici decidiamo, con mio padre, di guardare Roma-Real, per non innervosirci con i cugini e il loro proverbiale culo di questo periodo. Ma, tanto per dare un’occhiata alle formazioni, per farci venire la pelle d’oca sentendo dal vivo "You’ll never walk alone" della K.o.p., per visionare i primi 5 minuti e vedere l’andazzo, decidiamo di iniziare la serata da Liverpool. C’è anche Maurizio Compagnoni al commento: ahia, porta bene alle italiane, di solito. Sorpresa però: l’Inter è schiacciata. Non lo credevo nemmeno io. Passano 5, poi 10 minuti. Mio padre:"Dai, volevi vedere la Roma?". Io, lapidario, intuendo la serata: "No, lascia qua!". In barba a tutti i pronostici, le scaramanzie della vigilia, non riuscivo a staccarmi da lì, non volevo perdermi neanche un momento, quasi pregustavo e sentivo che avrei dovuto vederla, godermela, secondo per secondo. In un attimo mi sono ritrovato più teso che per una gara del Milan. Forse non potete capire: io non sono appieno milanista, io sono anti-interista. I più ricorderanno il mio stricione goliardico per Atene, la mia mano quasi fratturata al gol del 3-2 in rimonta di Seedorf ad un derby di 3/4 anni fa, la tachicardia sofferta nel recupero di quella semifinale di ritorno del 2003, superiore anche alla tensione dei rigori di Berlino con l’Italia. Io, sportivamente parlando, li odio. Con tutto me stesso. Ero a bere un bicchier d’acqua, e mi sono perso il primo giallo a Materazzi. Così, al 30°, al fallo su Torres, l’arbitro pescava nel taschino e mio padre esclamava: "E’ il secondo, è il secondo, va fuori!!". Un attimo di incredulità, poi la mia voce si è fatta flebile come quella del Bumba quando la perde, ed ho riproposto pari pari la scena dello stesso Bumba che imita il Manzo al casinò in un video storico dello Sgrillteam: "Uohohohoooo Uahahahaha". Il sentore della serata epica che cresce. La faccia di Mancini da ricordare, con quei ciuffi grigi laterali che lo fanno sembrare uno di quei procioni volanti dei cartoni animati. Il telecomando nascosto. La Roma? Chi? Chi è? Con chi gioca? Non ci si muove da Liverpool! Poi, dopo minuti interminabili di sofferenza, con la palla che non vuole entrare, il duro commento di mio padre: "Qua, se anche giocano tre giorni, non la buttano dentro". Era l’80°, e non faceva una piega. Già mi vedevo i titoloni: "Impresa dell’inter in 10 ad Anfield" - "Questi qua al ritorno li battiamo come niente". Tralasciamo in due rigori e mezzo che c’erano: è l’Inter, gli vogliono regalare anche la Coppa quest’anno. Poi, il momento decisivo, la rottura di Cordoba. Scusate, ma non ho potuto non godere. Primo, perchè anche noi ne abbiamo vista di gente a terra dolorante ultimamente. Secondo, perchè forse il colombiano è uno dei più odiati, con quella faccia da narcotrafficante, quella tecnica da boscaiolo che punta tutto sul fisico, simbolo del bacato calcio moderno. Scusate, ma Sandro Nesta è un’altra cosa. Era la svolta, me lo sentivo. Mi capitava un cuscino sottomano, stritolato e logoro per la tensione. Quando la rete si è gonfiata, sul gol di Kuyt, ha soffocato un urlo che avrebbe svegliato, alle 22:30, tutto il quartiere. Un parto. Un "Goooooool" tutto di rabbia urlato nel cuscino, che nemmeno ad un gol del Milan. Subito un commento: "Devono sfruttare la serata, devono fargliene un altro, qui a S.Siro le prendono". Sembrava un’utopia, all’85°. E invece il Capitano trovava un gol incredibile e beffardo, anche per quel porco di Julio Cesar. 2-0. Tutti a casa. Il cuscino salvava ancora i vicini. Le braccia alzate, il sudore sulla fronte. Avevo promesso di andare a letto subito dopo la fine, perchè stanco da 3 notti insonni e perchè stamattina sono di nuovo qua, ma come avrei potuto non vedere la faccia del Mancio e di tutti loro? E’ stato impagabile.

Sì, forse stasera ne prenderemo 4. Forse usciremo mestamente e, forse, loro si qualificheranno, al ritorno, con un’impresa degna degli anni ’60. Ma, sulla metropolitana, stamattina nessuno leggeva la "Gazzetta", e li ho visti quelli che, arrivati alle pagine sportive di "Metro" o "Leggo", giravano frettolosamente pagina per non rivangare la nottata insonne, mentre un ghigno solcava il mio volto. Mancano 3 settimane. Tre settimane di incubi, di mutande sporche. Finalmente, come gli compete. Comunque vada la nostra serata, tutto questo non ha prezzo, era giusto ricordarlo, dopo tanto. La nostra eliminazione per la loro? Non lo so, adesso come adesso portei anche accettare il compromesso. Ma noi siamo il Milan, i Campioni d’Europa. Che dico? I Campioni del Mondo. Noi abbiamo gente che i coglioni li ha sotto per davvero. Parlo di gente come Gennarino, come Alessandro, come Andrea, come Clarence, come Massimo, come il Capitano, Paolino. Gente abituata a mille battaglie. Sulla carta non c’è scampo: i Gunners corrono il doppio, se non il triplo, di noi. Hanno un gioco spettacolare, una velocità pazzesca, un grande mister, un’età media bassissima, sono la squadra per cui tifo da sempre, in Inghilterra, mi affascinano. Noi siamo lenti, vecchi, senza portiere e centravanti. Ma è tutto qui, in una gara secca, o ad eliminazione diretta, e stavolta siamo noi gli specialisti. Una sola parola: esperienza. A chi tremeranno le gambe stasera, a noi, o a loro? Non ho dubbi. Sì, è vero, baratterei la nostra eliminazione, ma siamo il Milan, e non abbiamo paura, di nessuno! Adesso è il tempo che ne abbiano gli altri...




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