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Bjiorn Borg: biografia di un uomo straordinariamente bello.

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La fine della stradina di Yanli, le sue colline sfacciate e la manine sventolanti di A & B.
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Un pezzo che non mi esce dalla testa e che canticchio al mattino appena sveglio dopo aver copiosamente orinato.

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Camiciuola svolazzante, ma di ruolo. Un ruolo. Quello che mi sono dato.

ORA VORREI TANTO...

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Tuesday, February 26, 2008 - ore 08:56


L’equazione del Frisbee
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Derubati,

non so nemmeno come iniziare.

A) Vi sono momenti nella vita di uomo…Nah, non mi piace..
B) Le Cassandre avevano gia’ sussurrato al suo orecchio la loro sentenza sibillina..no, troppo aulico..
C) Ne aveva le palle piene ed aveva il sacrosanto diritto di sentirsi pesante…no, troppo incazzato..

D) Giunto in quel preciso momento della sua vita da espatriato si rese conto- guardandosi allo specchio la mattina di un nevoso febbraio-che profezie di sventure o meno, si era veramente rotto i maroni di quella vita.
D’altronde i nefasti presagi erano stati avvistati un po’ ovunque e lui non poteva non tenerne conto:

Un’improvvisa carestia di concentrato di nettare muccoso (si, con due c)
L’automasticazione indigesta della capsula.
La scomparsa di Popo’
La depressione di Dou Dou
La foratura della Bull dell’acqua calda che aveva reso il suo letto un maxi assorbente.
L’auto rimasta senza batteria il sabato sera.

Il bello pero’ avea da venire..

Fattosta’ che la scorsa domenica sera avevo accettato l’invito a cena di Martin e che si fosse andati in un ristorantino nel centro. Un pasto frugale di qualche raviolo, due serpentelli e una salamandra niente male considerato che e’ un piatto fuori stagione.
Ci si saluta ed io m’incammino ignaro verso l’auto parcheggiata all’interno dell’area ristorante.
Ho sempre temuto un momento come quello. Diro’ nel corso della lunga nottata a Martin e ai resti di me medesimo al commissariato di polizia.

Sono le 21.30 and I’m fucked up. E’ l’unica esclamazione che mi esce a bocca spalancata nel vedere il finestrino della mia auto sfondato e caccole di vetri ovunque.

Il resto del mio comportamento ha l’intensita’ di un prelievo endovenoso e miliardi di piastrine incazzate.
Il bottino e’ di quelli non da poco: Sony Vaio portatile, macchina fotografica digitale (Sony Alpha), I pod da 80giga, borsa Montblanc e dulcis in culo il portafogli (Montblanc) con all’interno 5 carte di credito, varie tessere, patente italiana e PASSAPORTO.
Sono fottuto. Questa volta son proprio fottuto.

Tutto quello che segue e’ adrenalina-mista a momenti di intenso sconforto-latrati da notte stellata e una certezza: se ti deve accadere, meglio non ti succeda in Cina.
Perche’ so, con certezza cio’ che verra’ nelle ore e nei giorni successivi.
I poliziotti arrivano dopo tre minuti e si va al commissariato, che dista due minuti.
La notte sara’ lunga quanto la lista delle cose che mi hanno lautamente inchiappettato.
“certo che sei stato veramente un’idiota a lasciare la borsa ed il suo ripieno nel sedile posteriore della tua auto anche se-dici bene, oh straniero, che il fatto e’ accaduto di notte, avevi messo un maglione per coprire la borsa e i tuoi finestrini sono oscurati” mi dice il poliziotto obeso durante la stesura della denuncia.” in realta’, ora che me lo fai notare, non si vede una mazza da fuori”

Alla fine del rapporto la denuncia manca delle voci “Montblanc, Mastercard ed I pod " perche’ gli risultano linguisticamente intraducibili. Pazienza.

Rientro a casa. O le mie gambe indipendentemente mi ci trascinano.
Dormo male. Faccio sogni agitati. Qualcosa di oscuro prende possesso del mio subconscio onirico. Ne ho ribrezzo. E’ una visione antepodiana che ha a che fare con la Grande Muraglia in una notte di tempesta unita alla lunghezza della Lunga Marcia.

Il mattino appena sveglio fatico a distinguere la realta’ dalla finzione.
Cio’ che vedo fuori la finestra davanti al Mar Giallo e’ neve che scende copiosamente e che ha gia’ imbiancato il giardino del compound.

Connetto a tratti, ma ricordo perfettamente che ho un finestrino sfondato da cui entrera’ neve a palate (alcuni cinesi appositamente mi tiravano palle durissime dentro).

Poi vado dritto dritto nel luogo ove gia’ so passero’ l’intera giornata.
Se non avete vissuto almeno un anno in Cina non potrete capire. Non sentirete nelle mie parole il peso e la fatica di cio’ che un essere umano possa sperimentare a queste latrinitudini.

La sintesi e’ prassapoco questa: due ore al commissariato di zona (per vidimare la denuncia di furto emessa dallo stesso commissariato di zona la sera precedente):

Due ore al commissariato criminale per vidimare il report del commissariato di zona:


Due ore al medesimo commissariato di Zona (per un timbro)


Nel mentre consegno l’auto col finestrino da riparare al noto rivenditore Jeep che a stento trattiene un sorriso compiaciuto.

Trenta minuti al commissariato distrettuale (era il posto sbagliato che mi era stato indicato dal responsabile del commissariato di zona).

Due ore all’Ufficio Visti.


Un’ora di attesa dal rivenditore Jeep per ritirare l’auto riparata che mi era stato detto essere pronta, appunto, l’ora precedente.

Ed e’ successo li’ che ho realizzato tutto.

Mentre ero sul divanetto della sala d’attesa.
Mentre in TV davano Shaoling Soccer.
Mentre Jenny faceva la spola in bagno per via di un raviolo indigesto.
Accade li’. La presa di coscienza. Il riverbero delle verita’.

Me ne esce una formula, un’equazione inconfutabile:

Massa Asinina * Quantita’
-----------------------------------
Pazienza + candela
=
FRISBEE

Prima di spiegare concettualmente la formula aggiungo che verso le 10 del mattino la donna delle pulizie chiama per dirmi che e’ caduta e si e’ rotta il polso e che a Jenny sono stati rubati i guanti in uno dei commissariati di polizia solitamente pieni di poliziotti. Il ladro quindi e’ un poliziotto.

Lo so, il post e’ lungo. Ma e’ una mia catarsi. Lo faccio per me.

L’uomo e’ solo. Solo nella spiaggia deserta.
Anzi no. Ora che vedo meglio, e’ col suo fido cane.
L’uomo ha in mano un frisbee e lo lancia nel cielo minaccioso di pioggia.
Il frisbee e’ arancione. Le nuvole grigio scuro.
Il cane marrone chiaro. Come la sabbia.
L’acqua petrolio.
Non c’e’ nessuno.
Il frisbee e’ andato perduto.
Ma il cane e’ ancora li’.

Ho capito tutto.

Il perche’ della nota e atavica saggezza orientale.

Sono tanti. Per un fatto numerico proporzionale ci sono alte probabilita’ di imbattersi in molti di loro che non raggiungano la soglia minima di decoro.
E siccome hanno a che fare gli uni con gli altri da tempi immemori hanno sviluppato anche esteriormente a mo di crisalide, una sopportazione disumana.
In questo modo diventerebbe saggio anche il mio gatto.

Noi siamo invece come le candele: ci riducono al lumicino, ci prendono per sfinimento.
Ed oggi siamo arrivati al capolinea, al martirio della mia pazienza.
Che come un frisbee non torna piu’ indietro.

Alessandro

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