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Tuesday, February 26, 2008 - ore 09:35
Tacere
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il silenzio e il raccoglimento sono estremamente necessari nel nostro mondo inflazionato dalle parole, ma non dev’essere unicamente esteriore, come là dove nessuno parli e nessuno si muova.
L’umanità ha i nervi a pezzi per la mancanza di silenzio e per la superattività, del corpo e della mente. Quando il corpo riposa, l’uomo dice che dorme, ma la sua mente continua ad agire, come di giorno. In questo mondo competitivo, l’uomo è cento volte più indaffarato di quanto lo sia mai stato prima. Naturalmente egli necessita di più riposo, quiete e pace, che non una persona che vive nella foresta e che ha tempo a disposizione.
Silenzio significa che dovremmo badare a ogni parola e a ogni azione che facciamo . Forse qualche volta rifuggiamo il silenzio, preferendo qualunque rumore, parola o distrazione, perché la pace interiore è una cosa rischiosa: ci rende vuoti e poveri, disintegra le amarezze e ci conduce al dono di noi stessi.
Ogni persona veramente meditativa, ha imparato a servirsi del silenzio nella vita di ogni giorno. Chi ha imparato il silenzio nella vita di ogni giorno, ha già imparato a meditare.
Una persona che desidera imparare l’arte del silenzio deve decidere, per quanto lavoro abbia da fare, di conservare nella mente il pensiero del silenzio. Se non si tiene conto di questo, non si raggiungerà mai il pieno beneficio della meditazione.
A volte siamo apparentemente in silenzio, e tuttavia abbiamo grandi discussioni dentro di noi, lotte con compagni immaginari o con noi stessi. Calmare la nostra anima richiede una specie di semplicità.
Un momento di silenzio, anche molto breve, è come una sosta santa, un riposo sabbatico, una tregua dalle preoccupazioni.
Quando siamo agitati e irrequieti, abbiamo così tanti argomenti e ragioni per non perdonare e per non amare, ma quando “abbiamo calmato e reso quieta la nostra anima”, queste ragioni ci paiono insignificanti.
Cara amica, questo è il mio consiglio per te oggi: il SILENZIO.
Non parlargli, non cercarlo.
Lui sta cercando la sua pace interiore. E la tua voce gli è di disturbo.
E tu troverai la tua, se saprai ascoltare il tuo silenzio.
Cosi’ entrambi starete meglio.
Poi vedrai che sarà lui a cercare il suono della tua voce, ma solo dopo che avrà ritrovato la sua pace interiore, e quando sarà sicuro che tu avrai ritrovato la tua.
E’ un lavoro lungo e faticoso. Lo so bene. Ma è l’unico consiglio che posso darti, stea.
Un bacio e a dopo!
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