Rivedo ancora quella figura, scialba nella sua dignità, pietosa nella sua rispettabilità, incurabilmente perduta! Era Bartleby. [H. Melville,
Bartleby lo scrivano]
I would prefer not to (
Avrei preferenza di no): questa è la risposta di Bartleby, lo scrivano ad ogni domanda che gli si pone...
Bartleby è uomo di preferenze, non di assunti: egli non afferma né asserisce... preferisce, educatamente, seguire imperterrito la sua strada, senza dare spiegazioni a nessuno... Bartleby ad un certo punto preferisce non scrivere più e si mette a fissare muto ed assorto un muro... Bartleby, ormai in carcere, preferisce non mangiare più, e muore... La figura dello scrivano è una magistrale metafora della
potenza intesa come insondabile inerzia che caratterizza le cose e le creature ed anche della
potenza della parola che risiede nella sua capacità di fare silenzio... Dice
G. Celati nella sua
Introduzione a Bartleby lo scrivano: “
La potenza della scrittura non sta in questa o in quella cosa da dire, bensì nel poco o niente da dire, in una condizione in cui si annulla il dovere di scrivere. Ogni dover scrivere e voler scrivere è la patetica vittima delle proprie aspettative. La potenza della scrittura sta nell’essere senza aspettative, nell’essere rassegnazione e rinuncia al dovere di scrivere, possibilità di rimanere sospesa soltanto come ’preferenza’" ...
la scrittura come preferenza, come attitudine e mai come dovere... Questo racconto di
H. Melville (1819-1891) mi ha colpito ed incantato come non capitava da tempo: mi sono ritrovata nella figura di Bartleby, sia in positivo che in negativo...
Sono il Bartleby della situazione...