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Tuesday, February 26, 2008 - ore 23:56



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il sesso anale (in alcuni casi chiamato anche sodomia, in riferimento al racconto biblico della distruzione di Sodoma) è una pratica del comportamento sessuale umano. Consiste nell’inserzione nell’ano e nel retto, del pene, delle dita, della lingua, di giocattoli sessuali o di altri oggetti, allo scopo di ricavarne piacere.
Il sesso anale può risultare piacevole sia per chi penetra sia per chi viene penetrato. L’ano contiene infatti molte terminazioni nervose dello stesso tipo di quelle del pene e del clitoride. Nei maschi la presenza della prostata, solitamente la zona erogena maschile di maggiore sensibilità, se stimolata in modo adeguato, è una significativa fonte di piacere durante la penetrazione. In modo analogo, nelle femmine, la stimolazione di una parte dell’utero, solitamente poco coinvolto nel coito vaginale, può offrire un livello di piacere altrettanto intenso. Spesso la donna associa alla penetrazione anale la masturbazione clitoridea e/o vaginale, la quale, oltre a moltiplicare il piacere, contribuisce a rilassare la muscolatura anale, agevolando la penetrazione. Considerando che la zona anale contiene terminazioni nervose in quantità molto maggiori della vagina, adottando le dovute accortezze da parte del partner, la penetrazione può addirittura risultare più piacevole. Alcuni maschi la preferiscono rispetto alla vaginale; la forte stretta sul pene del muscolo dello sfintere, può offrire una sensazione di maggior piacere, e nel caso il passivo (quello penetrato) raggiunga prima l’orgasmo, le conseguenti contrazioni ritmiche dello sfintere sul pene del partner attivo, ne stimolano a sua volta l’orgasmo.
D’altra parte, specialmente per il soggetto passivo della penetrazione e in particolare le prime volte in cui lo si pratica, il sesso anale può anche risultare molto doloroso e addirittura provocare lesioni all’ano.
Tra gli eterosessuali il sesso anale viene statisticamente praticato con più frequenza nelle coppie stabili. Fra le lesbiche sembra che lo stesso venga praticato poco.[citazione necessaria]
Generalmente il soddisfacimento che deriva da questo tipo di rapporto non è solo conseguenza di sensazioni fisiche ma anche del piacere psicologico di infrangere un tabù, spesso riconducibile all’educazione cattolica e/o monoteista, la quale, in genere considera tale pratica sessuale una perversione collegata con entità maligne, pertanto vietata. Il sesso anale è ancora un tabù in alcune culture ed è illegale sotto alcune giurisdizioni.
Secondo voci non confermate sembra che il sesso anale sia in crescita come numero di praticanti che dichiarano di farlo.

Il rapporto anale praticato senza precauzioni, ovvero senza profilattico, espone ad un alto rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili (come l’AIDS o la sifilide). Alcuni patologi hanno inoltre ritenuto opportuno definire una sintomatologia nota come "gay bowel syndrome" o sindrome viscerale, collegata con questa pratica sessuale, che ingloba varie patologie come condilomatosi genitale, emorroidi, proctite infettiva batterico-micotica, fistole anali, ascessi rettali, ragadi anali croniche, amebiasi, poliposi benigna, gonorrea, sifilide, ulcere anali e linfogranuloma venereo di Nicholas - Favre e congestione prostatica. [1] [2].
L’ano non è in grado di lubrificarsi autonomamente come avviene nella vagina, pertanto generalmente durante l’atto, viene prestata molta attenzione alla lubrificazione della zona interessata; nel caso il partner sia femmina e abbia una fuoriuscita di liquido vaginale in quantità adeguata, dato le sue caratteristiche, può essere usato allo scopo, portandolo con le dita sull’ano, in circostanze particolari viene usato anche lo sperma, altrettanto efficace. Negli altri casi occorre ricorrere ad una lubrificazione esterna. Generalmente chi pratica sesso anale, ricorre a gel a base d’acqua (lo stesso usato per visite ginecologiche o per lubrificazione vaginale) reperibili in farmacia, nei sexy-shop.
È meno frequente e spesso riconducibile ai neofiti, l’uso di pomate a base di vaselina, olii cosmetici o alimentari, burro alimentare; sebbene questi prodotti appaiano sul momento efficaci, rispetto al gel oltre a non offrire lo stesso confort, sono sconsigliabili perché potrebbero essere fonte di irritazioni, reazioni allergiche, o accelerare il deterioramento del profilattico.
Occorre altresì dire, nel caso dei neofiti, che questa pratica andrebbe iniziata per gradi; non sono rari i casi in cui la donna, nonostante sia disposta sottoporsi al rapporto, dopo i primi tentativi non riusciti, si convinca di non essere in grado, per conformazione fisica o per soglia di resistenza al dolore, di sostenere la penetrazione del partner. La dilatazione anale richiede una preparazione graduale progressiva, anche a intervalli di giorni. Il partner dovrebbe avere molta pazienza e delicatezza, con l’ausilio di un buon lubrificante, iniziare con l’uso delle dita a massaggiare l’ano internamente con moto rotatorio e lento, prima un dito, poi due e così via, in questo modo allargando l’orifizio e abituando i muscoli anali alla dilatazione e a rilassarsi completamente, in previsione della penetrazione.
Nel caso (sconsigliato) non si faccia uso del profilattico e si voglia evitare il rischio di una gravidanza, occorre fare molta attenzione che lo sperma, durante la sua normale fuoriuscita dall’ano, non venga a contatto con la vagina.
Un comportamento rude e brusco o l’uso di oggetti non adatti a questo uso, potrebbero causare lacerazioni alla muscolatura e/o alla mucosa rettale con conseguenti lesioni sfinterali che devono essere tempestivamente valutati da un medico. Escludendo questi comportamenti non sembrano esistere casi documentati di perdita della continenza fecale procurati da sessualità anale. Uno studio dell’’American Journal of Gastenerology non ha individuato differenze significative nel livello di incontinenza (in un campione di 58 persone) fra individui omosessuali analmente ricettivi ed eterosessuali senza esperienze di sesso anale [3].





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