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mercoledì 27 febbraio 2008 - ore 00:40
Monselice ed Arquà Petrarca
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Monselice
Villa Duodo e la Chiesa di San Giorgio - che ospita le spoglie di San Valentino
Villa Duodo - Residenza di villeggiatura voluta dai fratelli Francesco e Domenico Duodo. La sua costruzione fu avviata tra il 1589 e il 1591 e venne affidata allabile architetto Vincenzo Scamozzi. Egli, però, non fu il solo a seguire i lavori. La villa venne costruita in due momenti: il corpo laterale sulla destra, opera prebarocca, fu eseguito nel 1593 dallo Scamozzi, mentre la parte frontale sarà aggiunta al prospetto iniziale nel 1740 su progetto dellarchitetto Andrea Tirali


Sette Chiesette - Attraversata la Porta Romana si accede al Santuario delle Sette Chiesette: sei cappelline intitolate ad altrettante basiliche romane alle quali il Papa Paolo V, nel 1605, concesse il privilegio dell "Indulgenza Plenaria", come testimonia liscrizione in latino "Romanis Basilicis Pares" sulla Porta Romana. Allinterno delle sei cappelle si trovano grandi pale daltare, dipinte da Jacopo Palma il Giovane, pittore preferito della Repubblica Serenissima Veneta.
La Rotonda - La Porta dei Leoni immette sulla Rotonda, una terrazza panoramica semicircolare, realizzata nel 1712 per volere di Nicolò Duodo dalla quale si può ammirare tutto il lato sud-est della città.
Il Duomo Vecchio - In stile romanico-gotico, edificato nel 1256 dallarciprete Simone Paltanieri in sostituzione della Pieve di Santa Giustina rasa al suolo per esigenze militari. La facciata presenta snelle lesene, due bifore e un severo rosone; il protiro è unaggiunta del Quattrocento. Sul retro (abside e torre campanaria merlata), è piacevole leffetto del rincorrersi degli archetti ciechi su diversi piani prospettici. Allinterno: vasta navata; tele di buona fattura (purtroppo non ben conservate); polittico di Scuola Veneziana sullaltare maggiore; quattro bassorilievi in marmo della Bottega dei Bonazza; resti di affreschi Trecenteschi; ossario cilindrico romano del I secolo d.C. sotto il pulpito.
Il castello - Il castello di Monselice è un complesso di edifici che si compone di quattro nuclei principali, edificati e ristrutturati tra lundicesimo e il sedicesimo secolo. La parte più antica, sulla destra entrando dal portone nella Corte Grande, è il Castelletto, con lannessa Casa Romanica, edificati tra l11° e il 12° secolo.Sulla sinistra sorge la massiccia sagoma della Torre di Ezzelino, del 13° secolo. Al centro, come nucleo di collegamento fra i due edifici esistenti, viene realizzato nel 15° secolo il palazzo Marcello.
Infine la Biblioteca del Castello, che sorge sullampia spianata antistante la Torre di Ezzelino, ricavata in un edificio preesistente alla fine del 16° secolo. La torre è costruita dal già citato Ezzelino da Romano nel 13° secolo, nellambito di un potenziamento militare-difensivo della seconda cerchia di mura della città. Allinizio del 14° secolo, quando la città viene conquistata dai Carraresi, i grandi stanzoni del palazzo di Ezzelino vengono suddivisi in sale di minori dimensioni, parzialmente adibite ad abitazione civile.
Nel corso del 14° secolo i Carraresi riutilizzano anche la parte più antica del complesso, realizzando nella Casa Romanica una grande Sala del Consiglio e costruiscono allinterno del castello tre caratteristici e monumentali camini veneti, che possiamo ammirare a tuttoggi.
Dopo la conquista di Monselice da parte della Repubblica Veneta, nel 15° secolo, il Castello passa in proprietà alla nobile famiglia dei Marcello che ne completa la trasformazione in residenza civile, edificando il palazzetto di collegamento fra la torre di Ezzelino e la parte Romanica. In questo edificio di bello stile gotico, allargato al piano intermedio della torre, i Marcello ricavano la loro residenza privata. La configurazione definitiva del Castello, così come la vediamo oggi, è già quasi completa alla fine del 1400: mancano solo la biblioteca, del tardo 500, la sistemazione del cortile veneziano interno e la cappella privata della famiglia edificata nel 700.
Nei primi anni dell800 la proprietà del Castello passa dai Marcello ad altre famiglie dellaristocrazia locale e incomincia un lento e inarrestabile degrado di tutto il complesso, con la spogliazione di mobili ed oggetti dellarredo interno. Alla fine del secolo la proprietà passa ai conti Girardi, da cui perviene per asse ereditario alla famiglia Cini. Nel corso della prima guerra mondiale il Castello viene requisito per scopi militari dal Regio Esercito Italiano, che lo lascerà, completamente devastato nel 1919.
Arquà Petrarca
Casa del Petrarca - Ledificio, fatto costruire dai Carraresi, per ospitare il poeta Francesco Petrarca, dal 1370 al 1374, mantiene ancora oggi gran parte delle sue originarie strutture trecentesche, nonostante i numerosi restauri e rimaneggiamenti e la cinquecentesca aggiunta della loggia. Sempre nel XVI secolo furono affrescate le stanze con un ciclo ispirato alle opere più famose del Petrarca, il Canzoniere e lAfrica.
Nel 1369 Francesco Petrarca (Arezzo 1304-Arquà 1374), stanco del continuo peregrinare e ormai anziano e malato, si fece riadattare una casa nel villaggio euganeo di Arquà e la elesse a rifugio degli ultimi giorni.
Qui trascorse in pace gli ultimi anni di vita, circondato da nuovi e vecchi amici e dai familiari. Qui morì nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1374, reclinando il capo sui suoi amati libri. La casa fu forse donata al Petrarca da Francesco I da Carrara, signore di Padova.
Il Petrarca decise di restaurare la costruzione preesistente adeguandola alle sue esigenze e seguendo personalmente i lavori. Adibì ad abitazione per sé e la sua famiglia la parte delledificio a livello inferiore, riservando la parte rustica, sita più in alto, alla servitù. Sul davanti cera il giardino, sul retro il brolo: alla cura delle piante il Petrarca dedicava molta attenzione, anche se con scarso successo.
Allinterno della casa il poeta fece modificare la distribuzione degli ambienti: la stanza a ovest fu divisa in due per ricavarne uno studiolo, la stanza centrale divenne salone di rappresentanza e di collegamento, illuminata da una pentafora dalla parte del giardino e chiusa da un camino dalla parte del brolo. Furono rifatte in stile gotico le finestre, furono aggiunti due balconi e tre camini.
Alla morte del poeta si succedettero diversi proprietari, ma la casa non subì sostanziali modifiche:cominciava già a prendere corpo il mito della casa del poeta.
Alla metà del 500 lallora proprietario Paolo Valdezocco fece dipingere gli affreschi che ancora si possono ammirare, ispirati alle poesie del Petrarca e fece aggiungere la loggetta esterna da cui a tuttoggi si accede al primo piano. Dopo numerosi altri passaggi di proprietà, che rispettarono però sempre la memoria del poeta, la casa pervenne al cardinale Pietro Silvestri, che nel 1875 la lasciò in eredità al Comune di Padova.
I restauri, iniziati nel 1906 e conclusisi dopo le varie fasi nel 1985, hanno eliminato dalledificio le inutili aggiunte, senza però ripristinare lantico ingresso. Allinterno sono esposte alcune edizioni degli scritti del poeta e alcune testimonianze dellammirazione tributatagli nei secoli. In questa piccola casa-museo si susseguono lo studiolo, la libreria e, tra i rari oggetti familiari al poeta, la sua sedia e la leggendaria gatta imbalsamata.


Monumento ai caduti
Arquà by night
ps:...grazie
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