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Wednesday, February 27, 2008 - ore 06:30
Collaborazione con Epolis Roma
(categoria: " Riflessioni ")
CON I PIEDI PER TERRA "Il paese dei giostrai sorridenti"
di don Marco Pozza
da EPolis Roma, mercoledì 27 febbraio 2008, pag. 6
Nel giardino dell’asilo stava una grande giostra: di un rosso arrugginito, con le sedie di ferro battuto, rotonda come il sole che la riscaldava nelle primavere di montagna. Era la nostra passione: ci sembrava di salire su un ottovolante diretto verso la luna. Ma c’aveva un difetto: essendo rotonda, c’impediva di vedere bene i volti di tutti i nostri compagni di viaggio. Così, se qualcuno volea numerare i compagni, doveva uscire dalla giostra e osservarla da fuori mentre girava all’impazzata, quasi fosse “in ritardo” sul mondo. Scendere: cioè andar fuori per un attimo, osservarla da spettatore, denudarsi dei panni del protagonista e indossare quelli del fotografo.
Da mesi ci penso: mi piacerebbe scendere dalla giostra chiamata “Italia” e vedere da fuori cosa si vede del nostro paese! Pagherei il necessario per essere per qualche giorno “straniero” che passeggia per le vie di Roma e scrutare il volto di questa donna che s’allunga dalle Alpi all’Etna, dal Tirreno all’Adriatico, dalle cime innevate alle isole assolate. Dalle postazioni dell’America ci vedono tristi e sfiduciati, le badanti straniere disegnano un popolo dimentico degli anziani, l’Europa ci vede trastullare nelle ultime posizioni. Solo le nostre gerarchie possiedono l’arte invidiabile di costruire castelli sulla polvere, speranza sui cadaveri, promesse sul nulla reiterato all’infinito. Con una tecnica sopraffine che non patisce vergogna: l’arte di sorridere.
Sorridere: anche se per sorridere ci vuole fegato e fantasia!
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