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Wednesday, February 27, 2008 - ore 18:33


svelato il mistero x noi maschietti..
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ un pò lungo, ma mi ha chiarito molte cose....

Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni ? che da bambina tua
mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro
con la carta igienica e poi ti spiegava: ’MAI, MAI appoggiarsi sul
gabinetto!’ e poi ti mostrava ’la posizione’ che consiste nel bilanciarsi
sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto
con la tavolozza.

’La posizione’ è una delle prime lezioni di vita di una bambina,
importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma
ancora oggi, da adulte, ’la posizione’ è terribilmente difficile da
mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.

Quando ’devi andare’ in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne
che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad
aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le
gambe e le braccia incrociate. è la posizione ufficiale di ’me la sto
facendo addosso’. Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con ’la
bambina piccola che non può più trattenersi’ e ne approfittano per passare
avanti tutte e due!

A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono
tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona
che esce. Entri e ti accorgi che non c’è la chiave (non c’è mai); non
importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c’è (non c’è
mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e
non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima,
piena com’è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali
non usi ma le tieni perchè non si sa mai. Tornando alla porta... dato che
non c’è la chiave, devi tenerla con
una mano, mentre con l’altra ti abbassi i pantaloni e assumi ’la
posizione’... AAhhhhhh... finalmente...

A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perchè sei sospesa in aria,
con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la
circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5
chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire
la tazza nè di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non
succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa: ’Non sederti
mai su un gabinetto pubblico!’, così rimani nella ’posizione’, ma per un
errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei
fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere ’la posizione’ richiede
grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi
il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...!

Non ce n’è...! (mai).

Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in
borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la
porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la
porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con
un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i
pantaloni abbassati. NO!! Allora urli: ’O-CCU-PA-TOOO!!!’, continuando a
spingere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato
che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare
la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci
rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il kleenex, vorresti usarne un
paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti
di uno, non si sa mai.


In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo
così minuscolo non sarà tanto difficile trovare
l’interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perchè l’altra
sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì
sudando perchè hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perchè in
questi posti fa sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo
causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che
ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma
che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perchè il suo
culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perchè davvero
’non sai quante malattie potresti prenderti qui’.

Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non
senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!
Finalmente vai al lavandino. è utto pieno di acqua e non puoi appoggiare la
borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con
i sensori automatici e tocchi tutto finchè riesci finalmente a lavarti le
mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel
lavandino; l’asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani
nei pantaloni, perchè non vuoi sprecare un altro kleenex per questo!

Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le
gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente,
cosciente del fatto che hai passato un’eternità lì dentro. Sei fortunata se
non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio
ancora con la cerniera abbassata! A me è capitato una volta, e non sono
l’unica a quanto ne so!

Esci e vedi il tuo uomo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è
rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava.
’Perchè ci hai messo tanto?’ ti chiede irritato.
’C’era molta coda’ ti limiti a rispondere.

E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per
solidarietà, perchè una ti tiene la borsa e il cappotto, l’altra ti tiene la
porta e l’altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più
semplice e veloce
perchè tu devi concentrarti solo nel mantenere ’la posizione’. E la dignità.

Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno
pubblico
e a voi uomini, perchè capiate come mai ci stiamo tanto


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