
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Saturday, March 01, 2008 - ore 21:13
Shaulismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dev’essere stata una donna straordinaria. Triste e straordinaria. Non c’è pessimismo nelle sue canzoni, è solo una tristezza che non vuole finire, o vorrebbe ma non ci riesce. C’è un dolore infinito, c’è un male che non se ne va via, un sentirsi piccola e sola; ma è una disperazione senza lacrime e senza commiserazione, è una disperazione che cerca coraggio nella voce e nella musica, come una
salvezza.
È a questo che serve cantare. E lo senti quando grida quelle canzoni strazianti e fortissime, che una persona che non l’ha mai provato non può capire. Che chi non è stato privato dell’amore non può comprendere davvero. Chi non ha maledetto il mondo perché non ascoltano, nessuno ascolta, non può leggere quelle canzoni. Ci sono le canzoni sussurrate, ci sono le canzoni urlate. Mia urlava per sopravvivere.
E tu piangi mille notti di perché. È tutto vero, è tutto lì dentro. Ci sono alcune parole che riesce ad usare con un significato preciso e incontestabile, che sembrano nate per stare lì in mezzo. E quando la ascolti riesci a mettere in dubbio una vita per cui hai lottato, quando la ascolti mentre ti racconta le sue canzoni.
Io mi chiedo questi critici. L’avete amata, l’avete odiata, l’avete ascoltata, l’avete sentita cantare, l’avete conosciuta meglio di me, in termini tecnici. L’avete ritenuta un genio o una perdente. L’avete vista dal vivo, avete percepito la sua grinta, la sua voglia di uscire da lì.
Ma sapete cosa vuol dire essere
ubriaca di malinconia? Avete mai provato a conquistare un padre senza mai riuscirci?
Per lui sbaglio sempre sono la sua figlia sgangherata. Avete sognato di
andar via con il primo che ti capita e che ti dice una bugia perché non ne puoi più di quello che hai addosso? E vorresti solo lavarlo, farlo scivolare via, come una macchia. Rischiand di buttare via una vita per non dover più reprimere e sopprimere, e chiudere e rimpiangere.
Mia Martini, così straordinaria eppure così dimenticata. Ogni tanto una pubblicità, e poi l’oblio. Prima lo sfregio di Elisa, che mai ho odiato così tanto come quando si è permessa, si è permessa. Poi un’auto, una nuova pubblicità, perché quella voce sa incantare sempre.
Minuetto suona per noi la mia mente non si ferma mai. Io e Cristina a Bologna che cantiamo davanti al nostro macchiatone col cacao, al Bar con il nonno Ros che ci guarda, appoggiato coi gomiti al bancone, e ci sorride. Cristina che adesso è una donna felice, e non canta più minuetto pensando a cose brutte, le ricorda ma non ci pensa, come non ci penso io. Spero che pensi a me, però, e a quello che abbiamo passato. E che si ricordi che abbiamo pianto insieme e ne siamo uscite. Distanti, ma con qualcosa che ci lega.
Ho un presentimento. Forse un desiderio, forse una voglia infinita. Sento qualcosa che non so cosa sia. Note su note.
Che se l’uomo in gruppo è più cattivo quando è solo ha più paura.L’avete mai provato, voi, a non essere amati dalle uniche persone che non dovrebbero lasciarti mai? Siete mai stati zittiti per aver espresso un’opinione a cena? Vi hanno mai tolto il saluto per 15 anni? Hanno mai preferito entrare dalla porta sul retro per non salutarvi? Hanno mai cercato pretesti per non dovervi fare gli auguri di compleanno?
La pazienza delle donne incomincia a quell’età, quando nascono in famiglia quelle mezze ostilità. Mia madre che mi diceva di ascoltarla, quella canzone, perché davvero gli uomini non cambiano. Non cambiano mai. Ero piccola, sono cresciuta. E ogni giorno vale di più. Sono passati tanti anni, eppure fra tante è una delle poche canzoni che parlano di una me che rimane zitta e vorrebbe gridare.
E allora la suono, la canto, la grido, e mi scende qualcosa sul viso.
Ma consapevole di essere diventata una donna che riuscirà a vincere, un giorno.
Senza scappare, a testa alta. Che conta solo sulle sue forze. Sogni e forze. Vorrei bastassero a darmi la forza, vorrei bastassero a farmi sognare.
I sogni sono forti o deboli? Mobili o immobili? Ci vuole più forza o debolezza per fare una cosa che non faresti, e che forse è l’unica cosa che vorresti?

Mia Martini - Gli uomini non cambiano
Sono stata anch’io bambina
Di mio padre innamorata
Per lui sbaglio sempre e sono
La sua figlia sgangherata
Ho provato a conquistarlo
E non ci sono mai riuscita
E lottato per cambiarlo
Ci vorrebbe un’altra vita.
La pazienza delle donne incomincia a quell’età
Quando nascono in famiglia quelle mezze ostilità
E ti perdi dentro a un cinema
A sognare di andar via
Con il primo che ti capita e ti dice una bugia.
Gli uomini non cambiano
Prima parlano d’amore e poi ti lasciano da sola
Gli uomini ti cambiano
E tu piangi mille notti di perché
Invece, gli uomini ti uccidono
E con gli amici vanno a ridere di te.
Piansi anch’io la prima volta
Stretta a un angolo e sconfitta
Lui faceva e non capiva
Perché stavo ferma e zitta
Ma ho scoperto con il tempo
E diventando un po’ più dura
Che se l’uomo in gruppo è più cattivo
Quando è solo ha più paura.
Gli uomini non cambiano
Fanno i soldi per comprarti
E poi ti vendono
La notte, gli uomini non tornano
E ti danno tutto quello che non vuoi
Ma perché gli uomini che nascono
Sono figli delle donne
Ma non sono come noi
Amore gli uomini che cambiano
Sono quasi un ideale che non c’è
Sono quelli innamorati come te.
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