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Wednesday, March 05, 2008 - ore 23:40


Il Mito della caverna
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Iniziamo così: Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il mito della caverna di Platone è probabilmente la più conosciuta tra le sue allegorie, metafore e parabole. L’allegoria è raccontata all’inizio del libro settimo de La Repubblica (514 b – 520 a).

Rappresentazione simbolica del contenuto del dialogo:

Si immaginino dei prigionieri che siano stati incatenati, fin dall’infanzia, nelle profondità di una caverna. Non solo le membra, ma anche testa e collo sono bloccati, in maniera che gli occhi dei malcapitati possano solo fissare il muro dinanzi a loro.

Si pensi, inoltre, che alle spalle dei prigionieri sia stato acceso un enorme fuoco e che, tra il fuoco ed i prigionieri, corra una strada rialzata. Lungo questa strada sia stato eretto un muricciolo, lungo il quale alcuni uomini portano forme di vari oggetti, animali, piante e persone. Le forme proietterebbero la propria ombra sul muro e questo attrarrebbe l’attenzione dei prigionieri. Se qualcuno degli uomini che trasportano queste forme parlasse, si formerebbe nella caverna un’eco che spingerebbe i prigionieri a pensare che questa voce provenga dalle ombre che vedono passare sul muro.

Mentre un personaggio esterno avrebbe un’idea completa della situazione, i prigionieri, non conoscendo cosa accada realmente alle proprie spalle e non avendo esperienza del mondo esterno (si ricordi che sono incatenati fin dall’infanzia), sarebbero portati ad interpretare le ombre "parlanti" come oggetti, animali, piante e persone reali.

Si supponga che un prigioniero venga liberato dalle catene e sia costretto a rimanere in piedi, con la faccia rivolta verso l’uscita della caverna: in primo luogo, i suoi occhi sarebbero abbagliati dalla luce del fuoco ed egli proverebbe dolore. Inoltre, le forme portate dagli uomini lungo il muretto gli sembrerebbero meno reali delle ombre alle quali è abituato; persino se gli fossero mostrati quegli oggetti e gli fosse indicata la fonte di luce, il prigioniero rimarrebbe comunque dubbioso e, soffrendo nel fissare il fuoco, preferirebbe volgersi verso le ombre.

Allo stesso modo, se il malcapitato fosse costretto ad uscire dalla caverna e venisse esposto alla diretta luce del sole, rimarrebbe accecato e non riuscirebbe a vedere alcunchè. Il prigioniero si troverebbe sicuramente a disagio e s’irriterebbe per essere stato trascinato a viva forza in quel luogo.

Volendo abituarsi alla nuova situazione, il prigioniero riuscirebbe inizialmente a distinguere soltanto le ombre delle persone e le loro immagini riflesse nell’acqua; solo con il passare del tempo potrebbe sostenere la luce e guardare gli oggetti stessi. Successivamente, egli potrebbe, di notte, volgere lo sguardo al cielo, ammirando i corpi celesti con maggior facilità che di giorno. Infine, il prigioniero liberato sarebbe capace di vedere il sole stesso, invece che il suo riflesso nell’acqua, e capirebbe che:

« è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile e ad essere causa, in certo modo, di tutto quello che egli e suoi compagni vedevano. »
(Platone, La Repubblica, libro VII, 516 c - d, trad.: Franco Sartori)

Resosi conto della situazione, egli vorrebbe senza dubbio tornare nella caverna e liberare i suoi compagni, essendo felice del cambiamento e provando per loro un senso di pietà: il problema, però, sarebbe proprio quello di convincere gli altri prigionieri ad essere liberati. Infatti, dovendo riabituare gli occhi all’ombra, dovrebbe passare del tempo prima che il prigioniero liberato possa vedere distintamente anche nel fondo della caverna; durante questo periodo, molto probabilmente egli sarebbe oggetto di riso da parte dei prigionieri, in quanto sarebbe tornato dall’ascesa con "gli occhi rovinati". Inoltre, questa sua temporanea inabilità influirebbe negativamente sulla sua opera di convincimento ed, anzi, potrebbe spingere gli altri prigionieri ad ucciderlo, se tentasse di liberarli e portarli verso la luce, in quanto, a loro dire, non varrebbe la pena di subire il dolore dell’accecamento e la fatica della salita per andare ad ammirare le cose da lui descritte.

ESEGESI DI LOSTWAVE: LA LIBERTA’ E’ BELLA ANCHE SE FA MALE

La caverna è l’Idaglia. Tutti si lamentano e tutti rimangono seduti, bendati e in catene a lamentarsi degli altri prigionieri. Ognuno vede quel che gli fa comodo vedere, e a tutti è mostrata un’informazione manipolata. Siamo terrorizzati da ombre proiettate su gelide pareti.
L’Idaglia è 1 galera in cui nulla è vero e così come dovrebbe essere: la scuola ci indottrina al nozionismo e al tranquillismo, l’università è un parcheggio/sala d’aspetto solo per i figli di famiglie abbienti (ma è pagata da tutti i contribuenti), il lavoro non riconosce merito e carreer opportunities e l’ascensore sociale è fuori servizio. Si lavora come asini medievali, non come uomini e donne del 3° Millennio. Come è possibile?

I CONTI DEL FALLIMENTO FATTO DA CHI CI HA PRECEDUTI E CHE NOI STIAMO GIA’ PAGANDO PER TUTTA L’IDAGLIA:

Siamo condannati a essere giovani – ma non adulti al 100%! - fino ai 50 anni e siamo discriminati per “ragioni” anagrafiche-generazionali.
La casa di proprietà non è 1 diritto.
La maternità non è 1 diritto.
Come lavoratori siamo animali da soma per chi è già ricco e, sbattendosene di 1 Mercato Unico Europeo e 1 Globalizzazione, non fa ricerca e sviluppo e fa pagare a tutti gli altri i costi della competizione globale.
Chi ha dai 50 ai 70 anni ha in mano TUTTO il potere economico, politico, finanziario.
I mass-media sono di proprietà di privati MA finanziati anche dallo Stato con i soldi di tutti.
La maggior parte dei giovani sotto i 35 è assunta come “precaria” e guadagna € 800-1000.
I vecchi (a 80 anni non si è anziani, si è vecchi) “godono” di pensioni di € 500-800.
La generazione del ’68 e quella del ’77 – quelli laureati con il 18 politico, che ha goduto del più spendaccione Stato sociale della storia del mondo – affamano i loro vecchi e mantengono in condizione di minorità i loro figli.
Nomi e cognomi delle responsabilità, dati, cifre, statistiche non li dà mai nessun politico: siamo informati in proposito da 1 comico: Beppe Grillo.
Beppe Grillo è considerato 1 pericoloso agitatore.
Chi si preoccupa è considerato 1 pericoloso agitatore.
Ci sono MILIONI di persone preoccupate che NON sono pericolosi agitatori ma persone preoccupate.
Le bollette di luce, acqua, gas, telefonia, Internet sono le più care d’Europa.
Le automobili costano in media 20-25% in più che nel resto d’Europa.
La benzina è la più cara d’Europa e aumenta ogni 7 giorni.
Paghiamo in media il 44% di tasse allo Stato che ci offre i servizi tra i peggiori servizi d’Europa.
Il 44% di tasse forse sono invece intorno al 50%.
Da 28 anni l’Idaglia ha il tasso di natalità più basso del mondo.
Da 3 anni la popolazione giovane è stata superata dalla popolazione di pensionati con pensioni da fame che tuttavia a breve sarà impossibile pagare.
Da 8 anni i salari sono invariati MA negli ultimi 7 anni le spese alimentari sono aumentate del 200-300% a seconda delle merci.
1 spesa al supermercato costa come 2 spese al supermercato.
L’ISTAT stima l’inflazione REALE (in Idaglia probabilmente abbiamo anche l’inflazione fittizia, quella pour parler, ecc.) all’8%, non al 2,6-2,7% come annunciato fino a 3 giorni fa.
181 è il numero di partiti che si presenteranno alle elezioni del 13 aprile.
1 assicurazione è ciò che a breve dovrò pagare per la mia 1 Vespa.
Negli ultimi 2 anni sono entrati in Idaglia 2 milioni di cittadini stranieri, di cui 1 milione di clandestini o irregolari o chissà come li intende la Bossi-Fini. In tutto ci sono circa 5 milioni di persone in condizioni disagiate in più rispetto a 1 lustro fa.
Dalla fine degli anni 60 l’Idaglia non sa cosa significhi edilizia popolare e non costruisce alloggi popolari.
Qual è l’unico Paese in Europa che non ha almeno 1 accordo transfrontaliero con un altro Paese UE? Esatto, l’Idaglia! Siamo in 1 Unione Europea ma stiamo per conto nostro.
Il 44% dei figli di dirigenti in Idaglia diventa dirigente. Solo l’8% dei figli di operai diventa dirigente.
Il 40% dei docenti universitari è sposato/a con un/una docente universitaria. 2 cattedre = 1 amore assicurato.
9 i ricercatori universitari sotto i 35 anni sul totale dei docenti universitari nazionale.
Il 60-70% dei figli di avvocati/medici/chirurghi/giornalisti/architetti dà soddisfazione ai propri genitori ricalcandone le orme in studio o in ufficio.
Fino 2 mesi fa ci dicevano che la Spagna non ci aveva superati riguardo al P.I.L., ora ci han superati anche la Grecia e il Portogallo.
Bastano 2 ore di auto e varcare 1 frontiera con il Mondo Libero per vedere più verde, più famiglie, più bimbi, meno traffico e meno capannoni industriali, meno pubblicità, MENO GENTE INFELICE.
4 le settimane di 1 mese. Dopo la settimana n° 2 inizia 1 agonia per il portafoglio.
Tutto ciò che in Europa è assolutamente NORMALE qui “da noi” è pericoloso e impossibile.
Ci vogliono minorizzare, ci vogliono imbavagliare, ci vogliono sostituire con immigrati ancor più poveracci e vogliono anche sentir dire dalle nostre labbra che siamo NOI a volere 1 “dolce dolce trattamento Ludovico Van”.

RESUME’ DA MALDICAPO:
1 anno: di produzione
6 mesi di lavoro: solo per le tasse
1 futuro: che inizia FORSE a 50 anni
1 auto che non somigli a 1 scatoletta di tonno: 1 sogno
1 famiglia: 1 mito
1 cazzo: noi non contiamo

Il nostro non è un Paese in declino. Il nostro non è un Paese. Il nostro Paese non è nostro.

Sa’, prepara l’Auto Nera, tra un po’ qui farà caldo.


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