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PARANOIE


1) "Incazzarsi davanti la negazione dell'evidenza"
2) quelle macchine che ti tagliano la strada e poi girano dopo 2 metri
3) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà
4) Uscire dalla doccia e non avere l'accappatoio lì vicino..
5) sapere che comunque, che tu scelga o non faccia nulla, qualcuno gioirà e qualcun'altro soffrirà
6) vedere che le persone molte volte aprono la bocca senza credere veramente in quello che dicono...
7) vedere tradita la mia fiducia

MERAVIGLIE


1) Chiudere gli occhi la sera e dire: ho fatto del mio meglio
2) vedere ogni giorno una nuova alba
3) capire che una persona non è come sembrava...ma molto meglio!
4) Accogliere (con fatica) una scelta non condivisa ed essere profondamente sereni: non mi sono venduto.
5) rendersi conto che nonostante tutto quello che gli altri ti hanno fatto di male, non riesci proprio ad essere un bastardo
6) Spiegare a qualcuno il nostro punto di vista, e sentire che anche se non è d'accordo con noi l'abbiamo colpito, e abbiamo lasciato qualcosa, anche di piccolo, nella sua vita.
7) La solarità





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Friday, March 07, 2008 - ore 10:59


dire o fare?
(categoria: " Riflessioni ")


« Basta! Non li sopporto proprio più!». Tutti, in Paradiso, trattennero il fiato. Nessuno aveva mai visto Gesù così arrabbiato. Ed era proprio lui che manifestava con voce tonante la sua divina collera. «Sono stato 33 anni in mezzo agli uomini, ho detto loro migliaia di volte che le opere valgono immensamente di più delle parole e per questo sono stato crocifisso; ho spiegato in tutti i modi che non sono le tante parole e le cerimonie vuote a qualificare i miei discepoli, ma l’amore realizzato. Ma quasi nessuno lo ha capito!

Predicano ai quattro venti, cantano inni commoventi, partecipano a celebrazioni coinvolgenti e toccanti, ma fanno così poco!». «Che cosa intendi fare?» chiese timidamente un angelo. «Toglierò loro la parola. Come è successo a Zaccaria, il padre di Giovanni Battista!» decise Gesù, e tolse a tutti i cristiani la facoltà di parlare. così di colpo, in tutto il mondo, fra i cristiani calò un gran silenzio. In un primo momento si stupirono. Molti si precipitarono in farmacia a comprare sciroppi e pillole per il mal di gola, erbe officinali e miele andarono a ruba. Poi cominciarono a preoccuparsi e infine si spaventarono. Come potevano pregare senza parole? Come facevano a dire a Gesù e al prossimo che li amavano senza parole? I grandi teologi non potevano più dire neanche «transustanziazione» e i predicatori senza parole forbite e profondi concetti si sentivano disoccupati. La gente comune non riusciva neanche più a litigare, ma quel che è peggio non sapevano come esprimere solidarietà, conforto, sostegno, compassione, comunione. A forza di pensarci arrivarono ad una semplice conclusione: «Quello che non possiamo più dire con le parole possiamo comunicarlo con i fatti!».

Molti la pensarono allo stesso modo. I grandi maestri della parola divennero spontanei e sinceri ed impararono ad esprimersi con lo sguardo, con il sorriso, con le carezze e gesti di servizio. Nelle università di teologia si aprirono mense e dormitori per i poveri e i disperati. Anche il catechismo divenne pieno di gioia e di giochi. Molti si vergognarono ricordandosi di quanto era facile mentire con le parole. Su qualche giornale apparvero articoli con il titolo: «Guardate come si amano!». Sempre più gente trovò questa fede molto interessante, sentendosi attirata dall’atmosfera di dolcezza, pace, serenità e vera accoglienza che si respirava tra i discepoli di Gesù. Quando, dopo un po’, Gesù restituì loro la possibilità di parlare, ne furono quasi rammaricati. Nel tempo del grande silenzio avevano sperimentato quanta tenerezza c’è nella fede cristiana.

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