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Sunday, March 09, 2008 - ore 12:36
DA LEGGERSI..ASSOLUTAMENTE!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perchè le donne stanno così tanto nei bagni pubblici?Il grande
segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina
tua mamma
ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il
perimetro con
la carta igienica e poi ti spiegava: MAI, MAI
appoggiarsi sul
gabinetto e poi ti mostrava la
posizione che consiste nel
bilanciarsi sulla tazza facendo come
per sedersi ma senza che il corpo
venga a contatto con la tavolozza.
La posizione è una delle prime
lezioni di vita di una
bambina, importantissima e necessaria, deve
accompagnarci per il resto
della vita. Ma ancora oggi, da adulte, la
posizione è
terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica
che sta per
esplodere.
Quando devi andare in un bagno pubblico, ti
ritrovi con una
coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad
Pitt. Allora ti
metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle
altre che
aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È
la
posizione ufficiale di me la sto facendo addosso.
Finalmente tocca
a te, ma arriva sempre la mamma con la bambina
piccola che non può più
trattenersi e ne approfittano per passare
avanti tutte e due!
A quel
punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe.
Sono tutti
occupati.
Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che
esce.
Entri e ti accorgi che non cè la chiave (non cè mai); non
importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non cè
(non
cè mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi
non ben
definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al
collo ed è
pesantissima, piena comè di cose che ci hai messo
dentro, la maggior
parte delle quali non usi ma le
tieni perché non si sa mai.
Tornando
alla porta... dato che non cè la chiave, devi tenerla con
una mano,
mentre con laltra ti abbassi i pantaloni e assumi
la posizione...
AAhhhhhh...
finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le
gambe... perché sei sospesa in
aria, con le ginocchia piegate, i
pantaloni abbassati che ti bloccano
la circolazione, il braccio teso
che fa forza contro la porta e una
borsa di 5 chili appesa al collo.
Vorresti sederti, ma non hai avuto
il tempo di pulire la tazza né di
coprirla con la carta, dentro di te
pensi che non succederebbe nulla ma
la voce di tua madre ti risuona in
testa non sederti mai su un
gabinetto pubblico!, così rimani
nella posizione, ma per un errore
di calcolo un piccolo
zampillo ti schizza sulle calze!!!
Sei fortunata
se non ti bagni le scarpe.
Mantenere la posizione richiede grande
concentrazione. Per
allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il
rotolo di carta
igienica maaa, cavolo...! non ce nè...! (mai).
Allora
preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in
borsa
ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare
La
porta, ci
pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la
porta
qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco,
altrimenti
tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni
abbassati.
NO!!
Allora urli O-CCU-PA-TOOO!!!, continuando a spengere
la porta
con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte
quelle
che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la
porta
senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne
ci
rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne
un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti
accontenti di uno, non si sa mai.
In questo preciso momento si spegne
la luce automatica, ma in un
cubicolo così minuscolo non sarà tanto
difficile trovare
linterruttore!
Riaccendi la luce con la mano del
kleenex, perché laltra sostiene
i pantaloni, conti i secondi che ti
restano per uscire di lì, sudando
perché hai su il cappotto che non
sapevi dove appendere e perché in
questi posti fa sempre un caldo
terribile. Senza contare il bernoccolo
causato dal colpo di porta, il
dolore al collo per la borsa, il sudore
che ti scorre sulla fronte, lo
schizzo sulle calze... il ricordo di
tua mamma che sarebbe
vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha mai
toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero non sai
quante malattie potresti prenderti qui.
Ma la debacle non è finita...
sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti
rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
Se non funziona
preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!
Finalmente vai
al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi
appoggiare la borsa, te
la appendi alla spalla, non capisci come
funziona il rubinetto con i
sensori automatici e tocchi tutto finché
riesci finalmente a lavarti le
mani in una posizione da gobbo di
Notredame per non far cadere la borsa
nel lavandino; lasciugamani
è così scarso che
finisci per asciugarti
le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare
un altro kleenex per
questo!
Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora
aspettano con
le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a
sorridere
spontaneamente,cosciente del fatto che hai passato
uneternità là
dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta
igienica
attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera
abbassata! A me
è capitato una volta, e non sono lunica a quanto ne
so! Esci e
vedi il tuo ragazzo che è
già uscito dal bagno da un pezzo e
gli è rimasto perfino il tempo di
leggere Guerra e Pace mentre ti
aspettava. Perché ci hai messo
tanto? ti chiede irritato.
Cera
molta coda ti limiti a rispondere.
E questo è il motivo per cui noi
donne andiamo in bagno in gruppo, per
solidarietà, perché una ti tiene
la borsa e il cappotto, laltra
ti tiene la porta e laltra ti passa il
kleenex da sotto la porta;
così è molto più semplice e veloce perché tu
devi concentrarti solo
nel mantenere la posizione. E la dignità.
Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un
bagno pubblico e a voi uomini, perché capiate come mai ci stiamo
tanto....e ditemi se non è così
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