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Sunday, March 09, 2008 - ore 16:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non riesco ad essere lucida. Si creano sprazzi. Tutto sembra filare per una certa direzione, in linea retta, per un po’. Poi ci sono dei vuoti, dei buchi, in cui cado e mi perdo. E non capisco più quale sia la strada da seguire. Non distinguo più giusto e sbagliato. Mi perdo. Mi perdo completamente. Non capisco quale stato corrisponda alla lucidità e quale alla pazzia, l’ossessione.
Come Dick, triste senza le sue ossessioni. Che gli hanno rovinato la vita. Ma lo hanno reso Dick. Io credo che provasse qualcosa di simile. Sapeva qual’ era il mondo reale ma non ne sopportava la banalità. E soprattutto si chiedeva chi e con quale autorità potesse stabilire che quello che tutti adottano per convenzione fosse “il mondo reale”. La storia è costellata di persone che “nel mondo reale” non hanno trovato spazio. O meglio, c’è spazio per tutti nel mondo reale. Se sei disposto ad accettarne le regole è una grande famiglia. Ma se sei tra quelli che sentono troppo spesso qualcosa che non gira..ti si rivolta contro.
Non c’è spazio per gli scettici se quello in cui si tratta di credere è che io sono io, tu sei tu e oggi è il nove di marzo e che è tutto quello che ti serve sapere per vivere senza eccessive turbe.
Vivere avendo a che fare solo con il proprio singolare destino non è accettabile per tutti.
Accettare che ci sia una regola che stabilisce dalla tua nascita che arrivata ad una certa età i giorni della tua vita diventeranno tutti uguali e tu ti metterai al servizio di qualcuno vendendo la tua esistenza e te stesso a un prezzo ridicolo sacrificando tutto. Questo è normale e accettato di buon grado dalla stragrande maggior parte delle persone ma io non smetto ancora di stupirmene. E di stupirmi che il mio…”disappunto” davanti a queste regole desti negli altri lo sdegno e il fastidio di un genitore davanti ai ridicoli capricci di un figlio.
E’ un capriccio voler vivere ed essere liberi?
Essere costernati davanti al non-sense del moto mattutino delle città?
E avvertire che tutto ciò che ti dà sicurezza, che ti fa sentire ben agganciato al "mondo reale” sottende una crudeltà che da meccanica sta diventando elettronica e che la speranza che si inceppi si riduce sempre di più?


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