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Sunday, March 09, 2008 - ore 19:13



(categoria: " Vita Quotidiana ")



ah però!!!


L’aggressione in un circolo privato dell’Arcella dove era stato organizzato un raduno con invitati da mezza Italia per il compleanno di una sedicenne

Padova, la festa fra cinesi diventa una battaglia

Un commando, giunto da Milano, ha aggredito a colpi di sciabola alcuni giovani che sono rimasti feriti: due sono gravi
Padova



Un ventiduenne è stato infilzato con una sciabola. La lama lo ha trapassato da un fianco all’altro. Un ventunenne, invece, è stato raggiunto da un fendente alla schiena mentre tentava di scappare. Altri tre sono stati colpiti di striscio. Sembrava un mattatoio un magazzino della zona industriale ora trasformato in un club dove l’altra notte una settantina di giovani cinesi stavano festeggiando il compleanno di una sedicenne. Un commando di orientali, vestiti di nero, con sciabole e pugnali ha fatto irruzione alle 2.30 cominciando una caccia all’uomo tra la folla che si è conclusa pochi minuti dopo con cinque feriti, due dei quali ricoverati in gravi condizioni. Scene da "Grosso guaio a Chinatown" per quello che è stato un vero e proprio regolamento di conti e che avrebbe potuto concludersi con una carneficina. Gli aggressori, almeno sei o sette, sono arrivati a bordo di due auto e secondo i primi elementi raccolti dagli investigatori dell’Arma guidati dal maggiore Ivan Petracca e coordinati dal pubblico ministero Matteo Stuccilli sarebbero giunti da Milano.

Venerdì sera. L’Afro Recreation Club, un’associazione no profit gestita da un nigeriano quarantacinquenne, ospita la festa di compleanno di una sedicenne cinese. Amici e conoscenti sono arrivati un po’ da tutta Italia, l’incontro sarebbe stato annunciato anche su un blog. Ad un certo punto sulla strada piombano due auto che si fermano vicino all’ingresso del club. Un istante dopo il commando è già all’interno del locale. Qualcuno tira fuori un coltello, altri la sciabola, uno forse impugna addirittura una pistola. Tra la folla comincia una vera e propria caccia all’uomo nel fuggi-fuggi generale. Ma gli aggressori sanno esattamente chi colpire. Uno dopo l’altro vengono raggiunti, e accoltellati, cinque cinesi tra i venti e i ventidue anni. Conclusa l’azione, il commando ritorna in strada e scappa. Qualcuno chiama il 118. Sul posto arrivano un paio di ambulanze che trasportano i feriti all’ospedale. Due, però, li trova la Volante della polizia che camminando per strada sanguinanti si stanno allontanando dal locale. Nel frattempo al civico 20 di via del Progresso arrivano i carabinieri, prima quelli della Radiomobile e poi gli investigatori del comando provinciale. Fin dall’inizio è chiaro, infatti, che non si tratta di una "banale" rissa. Intanto il club in pochi minuti si è già svuotato. Vengono comunque trovati alcuni giovani che vengono portati in caserma e sentiti. Come pure il gestore del circolo. Qualcuno non dice nulla, molti invece raccontano quel che è accaduto, spiegano che per quanto ne sanno gli aggressori sono venuti da fuori, da Milano. Il capannone viene perquisito e poi sequestrato. Di armi nessuna traccia.

Pochi i dubbi sul fatto che si sia trattato di un vero e proprio regolamento di conti. Quel che colpisce è che a fronteggiarsi siano bande di ventenni formate da immigrati della seconda generazione. Molti dei ragazzi che si trovavano alla festa parlano perfettamente l’italiano. Lo scorso novembre, all’Arcella, sul piazzale di quella che viene chiamata la "cittadella del divertimento", tanti capannoni trasformati i circoli privati, un diciottenne cinese era stato ferito ad una gamba con due colpi di pistola. Ai poliziotti aveva raccontato che era stato aggredito da due nordafricani che lo avevano rapinato. Forse, però, il giovane non aveva detto tutta la verità e probabilmente anche quello era un regolamento di conti tra cinesi. Il giorno seguente, la Squadra mobile aveva compiuto un sopralluogo rinvenendo un bossolo calibro 7.65 e ascoltando un testimone che aveva dichiarato di aver sentito, poco prima degli spari, due gruppi di orientali insultarsi.

Egle Luca Cocco

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