
chiara-ky, 33 anni
spritzina di Cosmopolita
CHE FACCIO? Arpista e Prof. di Arpa
Sono sistemato
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che ho una vita trooooppo incasinata, ma va benissimo così!
STO ASCOLTANDO
il silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
jeans e camicia
ORA VORREI TANTO...
Un po di vacanza?
STO STUDIANDO...
La mia tesi!
OGGI IL MIO UMORE E'...
Tranquillo, proiettato nel futuro
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) essere continuamente giudicati da persone che nemmeno ti conoscono
2) darti così tanto da fare per gli altri e scoprire che alla fine nè tu nè gli altri hanno fatto qualcosa per te...
3) rompere una corda nel bel mezzo del concerto...
4) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
5) ...aprire il vasetto e vedere che è finita la Nutella.....
MERAVIGLIE
1) vedere che nel giorno del tuo compleanno anche le persone che mai avresti immaginato...si ricordano di te!
2) ...svegliarsi la mattina guardare fuori dalla finestra e trovarsi la scritta, TI AMO PRINCIPESSA, dipinta nella strada.....
3) Quando giochi con le mani di una persona che ti piace e senti il cuore che accelera...
4) poter anche solo per un attimo mettere il cuore in stand-by per non provare alcun sentimento...per non soffrire
5) Sapere che per Dio sono speciale, che non si vergogna di me, che mi ama per quello che sono e di un amore immenso.
6) una gran risata di cuore insieme a 20 bambini che ridono con te, con lo stesso sentimento e la stessa intensità
7) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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Monday, March 10, 2008 - ore 16:58
Scavezzacollo #2
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Noi due non siamo capaci di fare le cose normali.
No no no...
Inutile pensare di essere una coppia normale come tutte le altre.
Noi dobbiamo distinguerci.
Anche nelle cazzate.
Notte tra venerdì e sabato.
Ore 23:36.
Solo due scavezzacollo possono decidere di andare in montagna a quest’ora della notte.
Ore 01:38.
Dopo circa due ore di sosta in un parcheggio (che non dirò dove si trova) con il muso della macchina addossato alla staccionata, decidiamo che è ora di ripartire.
Il Falco mette in moto la scatoletta di sardine che malauguratamente si trova a dover guidare.
La scatoletta va anche, ma non si muove, o meglio, va avanti di qualche centimetro prima di indietreggiare e morire.

Panico.

Scendiamo dalla macchina e con i fari accesi notiamo che le ruote anteriori della scatoletta sono di almeno dieci centimetri sotto al pantano e lei, essendo una scarrozza che non ha un briciolo di ripresa, non possiede la forza per indietreggiare e farci uscire dalla situazione. 
Avviso mia mamma via sms che ritardo.
La risposta é: "Non accetto più questo comportamento!"
Parole di minaccia che non mi preoccupano più di tanto...
La priorità era uscire!!!
Come se non bastasse, si sentivano versi inquietanti provenienti dal bosco: civette, gufi...
Avevo paura che un lupo venisse a sbranarci!

Il Falco scende e rientra.
Scende e rientra circa 10 volte...
Dopo una mezz’ora, per l’ennesima volta scende, riempie le scarpe di pantano e va alla ricerca di un tronco o qualcosa come un pezzo di legno da mettere sotto le ruote per avere l’aderenza necessaria ad uscire.

Penso che il Padre Eterno abbia cercato di risolvere il problema, perché gli abbiamo talmente rotto le scatole con le preghiere che all’una e quarantacinque circa, a mezzo kilometro di distanza dall’auto troviamo un palo di legno già mezzo divelto.
Era pesantissimo.
In due cerchiamo di portarlo verso l’auto e davanti alla scatoletta, il Falco studia come sistemare l’improvvisato cric in maniera da non distruggere la mascherina dell’auto.
Dopo un attento studio, risaliamo in macchina e magicamente usciamo dal pantano.
La macchina da blu è marrone, tutta piena di fango.
I tappettini interni sono imbrattati di pantano, così come le parti interne dell’abitacolo dove abbiamo appoggiato i piedi.
Mi arrivano da mia mamma sms minacciosi...
L’unica cosa è correre a Belluno e tornare a casa prima possibile...
Arrivo davanti al portone di casa alle 3 del mattino, con gli stivali sporchi di fango, la borsa e un sacchetto di carta pieno di libri.
Pensare che dopo tre ore e mezza sarei dovuta andare a lavorare a Godego, mi fa sentir male... 
Salgo le scale (65 gradini di sofferenza) e davanti alla porta di ingresso mi tolgo gli stivali di dosso.
Mentre faccio questo, il sacchetto di carta con dentro i libri si squarcia e per tutta la rampa di scale si disperdono libri e partiture.

Ovviamente esce fuori l’inquilina del piano sottostante rivolgendomi insulti come fa di solito.
Mia mamma si alza dal letto e comincia ad urlare di finirla.
Al che si hanno i soliti scambi di opinione: quella di sotto che mi dà della troia e della battona ed io che le rispondo che se avessi avuto una madre come lei mi sarei già suicidata.
Vi lascio immaginare come mi sono alzata alle 7 e mezza con tre sole ore di sonno.
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