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Tuesday, March 11, 2008 - ore 13:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")


IL CORRIERE DEL VENETO
Espose un Cristo «osé» Indagato per vilipendio

di Andrea Priante
da Il Corriere del Veneto, martedì 11 marzo 2008, pag. 5

Ora sono guai seri. Perché un conto è attirarsi le ire della Chiesa, con l’Abate di Bassano del Grappa che grida allo scandalo e il parroco che organizza perfino una Via Crucis di «riparazione», ma quando ci si mette di mezzo la magistratura la questione si fa rischiosa.
Marco Chiurato, l’artista di Marostica finito nell’occhio del ciclone per aver esposto la statua di un Cristo rappresentato con il seno di donna e il pene in erezione, è stato iscritto nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato formulata dal sostituto procuratore Giovanni Parolin è di vilipendio alla religione. La procura di Bassano del Grappa vuole capire se la contestata esposizione allestita nell’ottobre scorso a Marostica dal giovane artista violi il comma 1 dell’articolo 404, che sanziona chiunque «offende la religione dello Stato, mediante vilipendio di cose che formino oggetto di culto, o siano consacrate al culto, o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto».


La mostra, intitolata «Sexhibitionist », aveva scatenato un polverone per via delle opere esposte, costituite sostanzialmente da centinaia di calchi in ceramica che rappresentavano genitali maschili e femminili. A “prestare” le parti intime per realizzare i calchi da trasformare in opere, erano state decine di donne. Con questa tecnica, Chiurato aveva immortalato nella terra cotta busti, sederi e perfino amplessi. E tra spermatozoi lunghi un metro e feti di ceramica, spiccava un’opera definita al limite del blasfemo: un Cristo a grandezza naturale. In testa la corona di spine, e su mani e piedi le ferite della crocifissione. Ma il Gesù del-l’artista di Marostica aveva il seno di donna e il pene in erezione, con tanto di preservativo. Opere che non erano piaciute all’arciprete di Bassano del Grappa, monsignore Renato Tomasi, abate di Santa Maria in Colle. «Il sesso viene rappresentato senza ricorrere a dei simboli – aveva spiegato Tomasi – ma così lo si snatura, privandolo della dignità. Credo vada rifiutato questo tentativo di entrare a gamba tesa nella fede. L’artista dovrebbe interessarsi al suo mondo, perché quello della religione gli è completamente estraneo».
A spingersi oltre, invocando l’intervento della magistratura, era stato il parroco di Marostica, don Franco Reghelin: «A volte per arte si può far passare della pornografia. Se si offendono pubblicamente i segni religiosi di una comunità o di singole persone dovrebbe vigilare l’autorità competente ».
Alle polemiche era seguita una Via Crucis per chiedere clemenza per «l’oltraggio compiuto nei confronti dell’immagine di Gesù», alla quale avevano partecipato oltre duecento fedeli. Ora si scopre che Chiurato, difeso dagli avvocati Ubaldo Franceschetti e Maria di Pino, è finito nel mirino della procura. L’artista accusato di vilipendio della religione ha già presentato una memoria difensiva. «Non volevo offendere nessuno – ha ribadito ieri – il mio Cristo rappresentava l’allegoria di un Dio che vorrebbe non generare altri figli perché non soffrano come è capitato a lui».


MEMENTO VIVERE
"Un Cristo con tette di donna e pene eretto"

di don Marco Pozza
da Il Vicenza, sabato 17 novembre 2007, pag. 6

Porta un mese di storia ma la vergogna non ha storia. Un Cristo con tette di donna e pene eretto vicino ad un accostamento di maria con Maria. E per una putrida par condicio, un burqa che ghermisce vagine volanti. Sarà anche arte quella frustratamene “vangata” da Marco Chiurato, ma aveva proprio ragione il poeta inglese G. Chersterton quando evidenziava che ogni bastone sembra buono per bastonare il cristianesimo.
Cronaca di quotidiani attacchi: dai dubbi insinuati sull’autenticità delle stigmate al frate di Pietralcina alle canzonette che musicano la malvagità di Dio. Dai video sull’impero del Male ai manualetti per piccoli atei di Piergiorgio Odifreddi. E poi, oramai sedotti da una cultura last-minute, un Papa maniaco sessuale datato 2046.
Sotto la polvere ventun secoli colorati di fedeltà e odorosi di tradimenti, profumati di passione ed errori, firmati da un messaggio ineguagliabile per estensione, altezza e vertigine. Le strade sembrano tappezzate dal cartello “Divieto di sosta e fermata per Cristo”. Salvo poi scorgerci buche deleterie per il viaggiatore, escrementi umano-animaleschi, dossi sfasciati e cunette ubriache di satellitari persi. L’amarezza è tutta nella bisaccia del “piccolo gregge”: derubato di un senso per la vita - i cui effetti collaterali le farmacie odierne non pubblicizzano quanto il prodotto messo in vendita – annuserà profumo di petali appassiti in stagioni ormai prossime. Continuiamo pure ad annoverare Satana tra le vecchie credenze. Preti compresi. Lui, nel frattempo, ringrazia per la preferenza accordatagli e si complimenta per l’ignoranza incrociata.
“Fuggita da Satana” (Piemme pp.168) è un libro-choc firmato da Michela, nome fittizio di una ragazza concretamente reale. E giovanissima. Racconto inquietante e agghiacciante consigliato a chi non capisce il messaggio annunciato nei moderni areopaghi culturalmente vuoti. E’ in gioco Cristo, ma non è in gioco Cristo: è in gioco l’uomo stesso! Una testimonianza che t’accompagna con il vomito tra le labbra tra ostie consacrate intinte in vagine abitate da serpenti, orge spietate e crudeli, sacrifici di bambini privati del cuore strappato, fiumi di droga, di sfrenatezza e di successo. Struttura perfettamente rovesciata di un cristianesimo conosciuto alla perfezione nella sua drammatica e splendida simbologia.
La formula “soddisfatto o rimborsato” è rimpiazzata da “fregato senza rimborso”.


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