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Wednesday, March 12, 2008 - ore 06:13
Collaborazione con Epolis Roma
(categoria: " Riflessioni ")
CON I PIEDI PER TERRA "Politici contro Tezenis: 0-1"
di don Marco Pozza
da EPolis Roma, mercoledì 12 marzo 2008, pag. 6
Un dubbio esistenziale abita i miei vivaci pensieri in questi giorni. Perchè la pubblicità di Tezenis campeggia nella strada immutata da due mesi, mentre nello spazio pubblicitario “affittato” dalla politica in tre ore vengono appesi – uno sopra l’altro – tre poster diversi di tre candidati sindaci diversi? In quello di Tezenis non ci stanno parole, in quello di Alemanno-Rutelli-Cicchito un barile di scritte a spiegazione del volto. La prima è abitata da uno sguardo, l’altra da una cascata di sillabe accavallate sterili una sull’altra.

Appresi alla scuola d’Ungaretti che più uno ha le idee chiare nella testa meno parole sarà costretto ad usare per illuminare d’immenso l’umano pensiero. Lo scrittore statunitense
Raymond Carter disse:
“nei miei racconti volevo mettere in fila le parole giuste, le immagini precise, ma anche la punteggiatura più efficace e corretta, in modo che il lettore venisse trascinato dentro e coinvolto nella storia, e non potesse distogliere lo sguardo dal testo a meno che non gli andasse a fuoco la casa”. Trascinare lo spettatore e coinvolgerlo nell’idea: perché una donna senza parole parla più di tre poster di dotta enciclopedia?
Forse chi ha ideato la campagna di
Tezenis ha intuito che l’uomo non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere. Un fuoco che s’accende se gli dilati l’immaginazione.
Ciò che potenzia la parola del poeta è la capacità di coinvolgere.
Non l’infecondità di parole vuote perché abusate!
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