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Saturday, March 15, 2008 - ore 15:58
Le passanti
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Che io sia strano, lo si sa, quei pochi che hanno avuto la discutibile fortuna di conoscermi bene confermeranno, ma tra le tante cose che di me si posson definire "strane" cè anche il fatto che la mattina mi sveglio al suono di una canzone. Non una canzone suonata dalla radiosveglia, sarebbe troppo semplice, ma di una canzone che mi rimbalza allegramente nella vasta e vuota scatola cranica, in continuazione, dal primo momento in cui mi sveglio fino a quando non faccio qualcosa per togliermela dalla testa, quindi normalmente fin quando non mi metto in macchina per andare al lavoro e quindi sento lautoradio e mi "descanto", come si suol dire in veneziano.
Oggi è stato il turno di un brano di De Andrè.
Cè da dire che adoro De Andrè, non lo considero un cantautore, ma un poeta in musica, lho sentito fin da quando ero giovanissimo e ho iniziato ad apprezzarlo quando ho avuto quel minimo di sensibilità per capirlo.
La canzone che mi rimbalzava per la testa era "Le Passanti", penso di aver già scritto qualcosa in passato su questo brano, forse perchè è uno dei miei preferiti, forse perchè mi sono riconosciuto e immedesimato in quelle parole, sta di fatto che non potevo non metterlo qui sul blog.
Per chi volesse il testo ...
Io dedico questa canzone ad ogni donna pensata come amore in un attimo di libertà a quella conosciuta appena non cera tempo e valeva la pena di perderci un secolo in più.
A quella quasi da immaginare tanto di fretta lhai vista passare dal balcone a un segreto più in là e ti piace ricordarne il sorriso che non ti ha fatto e che tu le hai deciso in un vuoto di felicità.
Alla compagna di viaggio i suoi occhi il più bel paesaggio fan sembrare più corto il cammino e magari sei lunico a capirla e la fai scendere senza seguirla senza averle sfiorato la mano.
A quelle che sono già prese e che vivendo delle ore deluse con un uomo ormai troppo cambiato ti hanno lasciato, inutile pazzia, vedere il fondo della malinconia di un avvenire disperato.
Immagini care per qualche istante sarete presto una folla distante scavalcate da un ricordo più vicino per poco che la felicità ritorni è molto raro che ci si ricordi degli episodi del cammino.
Ma se la vita smette di aiutarti è più difficile dimenticarti di quelle felicità intraviste dei baci che non si è osato dare delle occasioni lasciate ad aspettare degli occhi mai più rivisti.
Allora nei momenti di solitudine quando il rimpianto diventa abitudine, una maniera di viversi insieme, si piangono le labbra assenti di tutte le belle passanti che non siamo riusciti a trattenere.