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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
Sono sistemato
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Monday, March 17, 2008 - ore 20:55
PRIMAVERA: CAMBIAMENTO...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Guardare il fiume fatto di tempo e acqua
e ricordare che il tempo è un altro fiume,
sapere che ci perdiamo come il fiume
e che i visi passano come lacqua.
Sentire che la veglia è un altro sonno
che sogna di non sognare e che la morte
che teme la nostra carne è quella morte
di ogni notte, che si chiama sonno.
Vedere nel giorno o nellanno un simbolo
dei giorni delluomo e dei suoi anni,
convertire loltraggio degli anni
in una musica, un rumore e un simbolo.
Vedere nella morte il sonno, nel tramonto
un triste oro, tale è la poesia
che è immortale e povera. La poesia
ritorna come laurora e il tramonto.
A volte nelle sere una faccia
ci guarda dal fondo di uno specchio;
larte deve essere come quello specchio
che ci rivela la nostra propria faccia.
Raccontano che Ulisse, stanco di prodigi,
pianse di amore quando scorse la sua Itaca
verde e umile. Larte è quellItaca
di verde eternità, non di prodigi.
E anche come il fiume interminabile
che passa e resta ed è specchio di uno stesso
Eraclito incostante che è lo stesso
ed è un altro, come il fiume interminabile.
[J. L. Borges, Arte poetica]Sarà che ormai è primavera, ma oggi avevo decisamente voglia di aria nuova, di ritmi diversi, di cambiamento... Le due ore di latino di questo pomeriggio sono state decisamente pesanti (anche perché toccava ai due allievi più zucconi del gruppo) e la giornata (dal caffè mattutino con Silvia alle chiacchiere con mamma) è stata alla fin fine tutta allinsegna della voglia di altrove: come avrei voluto essere da tuttaltra parte, con attorno altre persone... Questo mio stato danimo mi rende più inquieta del solito e così, per passare il tempo, oltre a leggere le poesie di J. L. Borges (1899-1986), mi sono messa a spulciare i siti di abbigliamento goth sul web e ne sono uscite alcune idee per dei prossimi -probabilissimi- acquisti... Dentro e fuori sono in continuo mutamento...


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