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Bjiorn Borg: biografia di un uomo straordinariamente bello.

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La fine della stradina di Yanli, le sue colline sfacciate e la manine sventolanti di A & B.
Canini inclusi.

STO ASCOLTANDO

Un pezzo che non mi esce dalla testa e che canticchio al mattino appena sveglio dopo aver copiosamente orinato.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Camiciuola svolazzante, ma di ruolo. Un ruolo. Quello che mi sono dato.

ORA VORREI TANTO...

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Wednesday, March 19, 2008 - ore 08:30


Carrefour e SudTirol Vol Parteien
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Imbavagliati,

Un po’ come quello che fece Popo’ nell’oltrepassare il cancello della vita ed andare a cercare l’osso dell’immortalita’, cosi’ avevo fatto io
dicendo a Guardia B che sarei uscito per andare a prendere le sigarette e che sarei tornato presto:



Cosi’ mascherato dal berrettino copri “orribile segreto” ho cominciato a vagabondare per le strade di Yanli meditando sul corso degli eventi e sulle anomali vicissitudini del periodo.

Lo status ante e lo status quo:

L’alfabeto Morse che ricopre il mio cuoio capelluto sta assumendo le forme e i colori del culo di un panda.
Se si eccettua l’intrinseca morbidezza ed il fatto che non devo piu’ utilizzare il gel (cosa che ho fatto ininterrottamente nel corso degli ultimi 20 anni) non vi sono altri lati positivi.
Ho anche deciso di farmi crescere la barba in funzione di un percorso interspirituale che mi portera’ ad un’illuminazione fluorescente e alla diretta conoscenza (con stretta di mano reciproca) di una deita’ locale stimata da tutti. “Molto bravo”, secondo il parere di Guardia A.
Per dire che le sto provando tutte. E che forse il solo salto carpiato della fede mi pacifichera’ con questo corrotto mondo terreno infestato da bipedi senza cuore.

Dopo aver ottenuto dall’Ufficio Immigrazione il certificato multitimbro lasciapassare (ma con cautela e dovizia e dove vogliono loro) ed averlo inviato a Pechino, l’Ambasciata Italiana dopo soli 9 giorni 9 mi ha rilasciato il nuovo passaporto.
A cui pero’ manca il visto. Perche’ col furto pure quello e’ scomparso.
Cio’ richiede un nuovo visto. Ed un nuovo visto richiede una nuova procedura con ulteriori timbri. Incluso l’iter di cancellare il vecchio numero di passaporto dal database dell’ufficio immigrazione e fare richiesta di inserire il nuovo numero presso l’Ufficio del Lavoro”. Digitare le 7 cifre nuove dicono richieda 5 giorni.

Ed attenzione a cio’ che accade proprio stamattina perche’ ha del clamoroso.

Parcheggio l’auto davanti all’ingresso del Labour Office.

Mi fanno notare che nessuno puo’ piu’ entrare se ci parcheggio proprio davanti.
Regalo un pacchetto di sigarette a chi me lo fa notare. Come dare le noccioline alle scimmie; se dovessi decontestualizzare il fatto nel regno animale.
Mi sento sempre Homer Simpson quando utilizzo questo vecchio trucco e che consta di poche minuzie: parcheggiare a 57cm dal portone di ingresso dell’ufficio il che consente di aprire la portiera e di essere gia’ dentro nel palazzo. 57cm precisi e’ un calcolo che ho fatto in base al raggio della portiera, per evitare quindi di sbatterla contro la porta scorrevole e di ammaccarla. 57cm poi consente il solo passaggio di 3 cinesi di taglia media. 4 se ridotti o se vengono dal Sud.
E’ quindi una lotta a 4 o 5.
Entrano comunque prima loro. Porc..Put..
In realta’ l’atrio dell’ufficio e’ stracolmo. Lunghe file non allineate stanno in fremente attesa di essere ricevuti da un tentacolo del Partito del Bene.
Cacchio, non ci voleva.
Salgo al secondo piano per rendermi conto delle dimensioni reali di tanta moltitudine e mi accorgo dall’alto che le lunghe file compongono un segno noto che assomiglia presso poco a questo: $ .
Di questi tempi ho imparato a cogliere questi segni. Ad interpretare come un indovino queste apparizioni sotto mentite spoglie.
All’interno della giacca comincio a tastare nervosamente i miei jolly sempre pronti all’uso, ovvero 5 carte prepagate del Carrefour da 20 euri l’una.
Mando Jenny (Soggetto Volto & Capovolto A e B) a parlare con chi di dovere e le passo due delle suddette carte. Lo sguardo d’intesa dura pochi secondi. Meno il suo perche’ come sapete bene non ha le palpebre.
A me il passaporto serve subito. E ho l’auto in divieto di sosta apparente a meno che non vada subito a comprare delle altre noccioline.
Jenny mi telefona dal secondo piano dicendomi di attendere in atrio e di non dare nell’occhio. Io? Perche’ mai? Di solito-e senza barba e senza cappellino-passo inosservato.
Penso che potrei ingannare l’attesa direzionando gli spruzzini dei tergicristalli verso l’interno dell’ufficio e divertirmi con questi avventori, ma decido che staro’ in atrio ad osservare un numeroso gruppo di coreani che, come sempre, sono incazzati.
Nel frattempo Jenny ritorna con un fogliettino a quadretti in mano grande quanto il neo che ho nei pressi della carotide e mi dice di attendere che lo sportello 52 si liberi.
“Ora! Andiamo”. E mi trascina verso lo sportello 52 nella pausa tra un utente e l’altro.
Consegna il bigliettino alla donna che, noto con disgusto, ha dei baffi piuttosto vistosi.
L’incantesimo dura circa 15 secondi in cui a tutti e’ chiaro il motivo della nostra intrusione. Jenny consegna i documenti tra cui vedo sbucare una delle mie carte Carrefour. Il barbatrucco infimo e’ sotto i baffi di tutti.
“Fra un’ora” dice con soddisfazione la donna cannone.
Ed effettivamente in soli 60 minuti nel database del Bene risulto avere registrato il nuovo numero del passaporto. Altri attenderanno 5 giorni.
La stessa medesima scena si ripete poche manciate di minuti dopo presso l’Ufficio Visti che e’ il mio principale obiettivo. Il visto annuale poi richiede solitamente una settimana.
A me pero’ serve maledettamente prima, diciamo un giorno e mezzo.
Sento vibrare l’interno giacca.
Le mie carte Carrefour sono nervose e vogliono essere giocate. E questo e’ un gioco per professionisti. Da lanciatori di coltelli.
Il visto sara’ pronto venerdi’ notte. Ottimo.

Il retroscena del bigliettino e’ spassosissimo e tipicamente cinese.
Riporta la dicitura (in caratteri cinesi): “aiuta questo mio amico, grazie”.
Da solo pero’ non poteva bastare. Intendo dire: se mi presento al bancone e consegno all’oste di turno un simile bigliettino dal contenuto fosco, magari vengo preso per controrivoluzionario. E poi perche’ in seconda persona? E chi e’ l’amico?
Ma che baffo dici, O Straniero?”
Il trucco sta nell’incontro misterioso di Jenny al secondo piano.
E nella chiamata che l’impiegato dello sportello 52 ricevera’ da li a pochi minuti che immagino essere stata circa: “ Compagno, fai del bene a chi e’ in cerca del bene perche’ e’ per un bene piu’ grande. Ravioli e Olio di semi gratis per tre mesi, chiudo”.
Cio’ che non ha senso e’ cio’ che l’oscuro personaggio scrive nel foglietto.
Perche’ quella frase? Bastava che ne so, dirci di strizzare l’occhio destro. Utilizzare un segno della briscola. Farmi fingere di essere cieco. Fischiettare “bella ciao”.Scrivere sul bigliettino “quelli del bene”. Vabbe’.
Insomma se bisogna farle bene ste cose, facciamole bene.

Sono corrotto quanto il mondo.
Ne sono parte.
Capsule a parte. Taglio di capelli da cretino a parte. Con o senza barba. Con o senza Popo’. Insieme a Guardia A e B.

Vorrei aggiungere molte piu’ cose. Di quanto ad esempio ebutu non funzioni.
Di come vi siano problemi a leggere acilbbuper e di come kili di sabbia possano far sparire e tibettizzare gli oceani, ma si sa il tempo non e’ mai sufficiente e poi vi ho gia’ annoiato abbastanza.

Cio’ che conta e’ il bene della maggioranza.
Mica possiamo cambiare le regole per quelli del Sud Tirol Vol Parteien, giusto?

Fino a qui tutto bene.

Chiudo con un immagine di me medesimo in prospettiva futura, ovvero dopo aver superato i cataclismi contemporanei e mentre bivacco in un Puerto Escondido qualunque:



TEBIT EERF ALE

Ps. Ricordate il trucco di Leonardo da Vinci e dello specchio? Sempre utile per tutto cio’ che non risulta chiaro..



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