Giovanni Papini fu uno dei pochi che s’arrese di fronte al “mistero” di Giuda, l’apostolo celebre più per le labbra traditrici che per i piedi lavatigli dal Maestro in quella prima cena sacerdotale. Ma se c’addentrassimo con lo stupore in mano nel Vangelo della Passione, scopriremmo che la cittadinanza tra gli amici di Gesù non gli è mai stata revocata. Certo: il giovedì lo notiamo con i piedi lavati e profumati del discepolo. Venerdì si regalerà alla storia con i piedi gonfi del suicida anticipandoli con il tintinnio di trenta denari.
Eppure Cristo, nel lasciarsi baciare da lui, lo chiama “Amico”. Non s’avverte la minima variazione di linguaggio: fino all’ultimo gli venne ri-confermata la tenerezza del suo Rabbì!
Qualcuno insinua che l’aria si alleggerì all’uscita dal cenacolo di Giuda. Come sentimmo l’aria alleggerirsi quando s’aprirono le sbarre del carcere per Olindo e Rosa Bazzi, per Alberto Stasi, Amanda Knox e Patrick Lumumba, per AnnaMaria Franzoni e Filippo Pappalardi, per il boss della mafia, il mandante della camorra e il padrino della cosca. Dalla finestra della mia anima che s’affaccia sulla Scrittura, mi è di consolazione immaginare che, all’uscita di Giuda da quel cenacolo, pure una Donna si sia alzata per seguirlo. Lei, Donna Maria di Nazareth, sapeva che Satana riesce ad irrompere quando il cuore è incustodito dall’amore.
Dal primo Giuda all’ultimo giuda: Lei s’alza e, indomita, non s’arrende!
Pur rispettando il dramma della libertà appreso da suo Figlio.