![]() |
|
|
![]() |
|
Morandaz, 35 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Fumettaro Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO ![]() il PanStore tutti i giorni STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) pensare di essere l'unico alieno sul pianeta 2) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà 3) capire di essermi perso qualcosa, di non aver sfruttato ogni occasione per rendere la mia vita degna di essere vissuta 4) aver trovato la persona che ti fa trovare la gioia di vivere solo per ricevere un suo abbraccio e sapere di averla persa per la paura di affrontare insieme le tue ferite ancora da rimarginare MERAVIGLIE 1) Abbracciare qualcuno e sentire di aver trovato finalmente la tua casa.. 2) arrivare a casa sporchi, infagati, pieni di freddo, e consolarsi con una lunga doccia calda.. 3) Rendersi conto che non si vive per lavorare e non si lavora per vivere ma si vive per le piccole cose che la vita ci regala ogni giorno: l´amore, un sorriso, una carezza, uno sguardo intenso, un amico vero, una canzone... 4) Quando giochi con le mani di una persona che ti piace e senti il cuore che accelera... 5) Gli amici veri, i sogni che si avverano e un sorriso spontaneo. Le notti in città,i big beat party. BLOG che SEGUO: japan rutta L.Kapelot Di0 rebbell Raly blondy banana_joe ZorroBobo vel Mr. Blond ganon ebe Replicant Vampire Tomming TheCheCko Sampy styge Kaworu sortilegio split70 telete Sybelle paroxysm eimar grisupd BOOKMARKS panstore (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) UTENTI ONLINE: |
Friday, March 21, 2008 - ore 11:49 L’OMINO DISPERATO CHE ABBASSA LE BRACCIA MA SENZA ARRENDERSI ![]() L’omino disperato che abbassa le braccia, ma che non si arrende di fronte all’idiozia della guerra, il simbolo inerme che terrorizza gli armati, falchi, guerrieri, prepotenti, commissari e generali compie cinquant’anni e se disperato sempre rimane, ancora non si è stancato di non combattere. Era nato, molto opportunamente, un venerdì santo come questo, a Londra, a Trafalgar Square, nella marcia delle cinquanta miglia organizzata nel 1958 dai pacifisti inglesi per protestare invano contro il riarmo nucleare britannico. Come figlio di una potenza dei mari, fu quasi naturale che quel simbolo avesse ricavato la ispirazione grafica proprio dalle segnalazioni marine che le navi si scambiavano sventolando bandierine. La "V" rovesciata che sta alla base dell’emblema è in realtà la lettera "N", nella segnaletica marina, la iniziale di "Nuclear" e la linea eretta verticale sta per la "D", di disarmo. Dunque la figura completa vuol dire semplicemente "Nuclear Disarmament". Fu creato da un grafico, racconta la Bbc che ha ricostruito la storia di questo "marchio" divenuto talmente universale da apparire orfano, come se fosse stata la creatura spontanea di un tempo e di una ribellione. Si chiamava Gerard Holton, ed era stato obbiettore di coscienza durante la Seconda Guerra Mondiale, finita appena 13 anni prima. Convinse lui gli organizzatori della marcia delle 50 miglia che la loro manifestazione esigeva un logo, un marchio, qualcosa che si appiccicasse agli occhi e alla memoria. Pensò a una variazione sul tema della croce cristiana, ma gli parve già molto sfruttata e non necessariamente associata alla pace, nei secoli bui. E alla fine ripiegò sulla combinazione dei due segnali navali, per dire "No alla Bomba" e sì al disarmo nucleare. Neppure lui avrebbe potuto sperare che quel simbolo, subito accusato da alcune femministe di essere pericolosamente fallico, si sarebbe attaccato alla fantasia del mondo diventando immediatamente leggibile e riconoscibile dal Tibet all’Arabia Saudita, dove ancora compariva sugli elmetti dei soldati americani pronti a invadere Iraq e Kuwait nel 1991. L’omino disperato invase l’America, dalle strade della San Francisco hippy della "estate dell’amore" ai motoscafi dei soldati lungo il Mekong in Vietam. Occupò le marcie di Woodstock, si fuse con il Sessantotto, divenendone uno dei luoghi principali. Terrorizzò il governo del Sudafrica negli anni dell’Apartheid razziale, che tentò di dichiararlo ufficialmente fuorilegge con prevedibile insuccesso, perché nella sua assoluta semplicità grafica basta un pennarello, una bombola, una matita grossa per essere riprodotto all’infinito. Fu accusato, dai soliti fanatici del cristianismo bellicista americano di essere un simbolo satanico, un richiamo all’Anticristo, con quel sospetto di croce a testa in giù, venerato dai seguaci di Belzebù. Lo ripresero gli attivisti neri dei diritti civili, per indicare subito, con Martin Luther King, la loro filosofia di rivolta non violenta e di rifiuto di armi e sangue, rifiuto che non fu accolto da chi sparò loro addosso. Costrinse generali e ufficiali superiori a inseguire i soldati che lo esibivano, vedendovi un segno di scarsa bellicosità, di dissenso, di ammutinamento pacifico: in Vietnam era passibile di punizioni fino alla corte marziale, quando ancora era esibito da pochi renitenti, prima che divenisse troppo diffuso per essere represso senza mandare davanti alla corte intere divisioni di Marines e fanti. Si arrese infine, dopo la guerra, il governo americano stesso che lo immortalò in un’emissione di francobolli negli anni ’60, secondo il saggio principio del "se non puoi sconfiggerli, unisciti a loro". Finì su un pacchetto di sigarette molto fumate dai soldati americani, le Lucky Strike e nessuno osa calcolare quante volte e dove sia stato riprodotto in questi 50 anni, tra T-shirt e bandiere. E’ stato un po’ insidiato dai colori dell’iride, quell’Arcobaleno pacifista che, soprattutto dopo l’invasione dell’Iraq, ha cominciato a sventolare anche nelle strade di Londra dove l’omino depresso era nato. Ma questa curiosa ipsilon rovesciata che né il creatore inglese, né il suo corrispondente americano Ken Kolsburn vollero mai depositare e brevettare, rinunciando così a miliardi di royalties, vivrà ogni volta che l’umanità con un pretesto politico, religioso, economico, razziale, troverà un altro modo per massacrarsi. Cioè per sempre, il che spiega l’aria un po’ moscia e depressa del l’omino cinquantenne, ma ancora in piedi. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
|||