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Friday, May 28, 2004 - ore 15:53
I pantaloni bianchi ovvero della fighessa
(categoria: " Riflessioni ")
Cerco sempre d’essere imparziale. E così ho finito col convincermi che i maschi e le femmine hanno gli stessi desideri sessuali. Almeno dal punto di vista qualitativo. Sulla quantità credo l’umanità intera sia concorde sullo sbilanciamento del quadratico medio a favore dei maschi.
Palle!!! Non è mica vero. In questi giorni mi sto convincendo sempre di più che i maschi hanno fantasie mostruosamente più grandi anche sul versante della qualità. Nel senso che basta davvero poco ad un ometto per infiammare la sua immaginazione.
Prendete me, ad esempio. Dopo una sana giornata di lavoro, non lo nego, ho le stesse bramosie che tiene Rocco Siffredi dopo aver terminato di girare tre film di fila. Cioè molto poche.
Ho, più che altro, voglia di tuffarmi nel divano e di ricordarmi com’è fatto un cd od un libro o un film. Tutto il resto viene dopo.. insieme ad una buona cena si risveglieranno - poi - anche i sensi….
Ma torniamo a bomba sulle fantasie della nostra cavia. Mettete questo povero ragazzo in sella alla sua vespa, subito dopo nove belle ore di lavoro. Fategli fare la solita strada di casa in preda ai suoi pensieri… (pensieri è una parola grossa; diciamo delle reazioni automatiche a degli stimoli..) Prendiamo uno stimolo a caso: il semaforo.
Mettete ‘sto benedetto ragazzo in sella al suo motociclo davanti ad un semaforo rosso.
E’ un robot. Ha decelerato la velocità, sino a fermarsi, ha messo giù la gamba destra per non cadere, non pensa a nulla, se non al momento in cui la luce verde si accenderà. Mollerà il freno e contemporaneamente alzerà la gamba, accelerando. Il sesso è - in quel preciso istante - tra il 67° ed il 72° posto nella classifica dei suoi pensieri.
Fatto? Bene fategli sopraggiungere una moto con a bordo due persone. Quella dietro è una ragazza con pantaloni di cotone bianchi, da cui, per la posizione estremamente scomoda in cui è costretta, emerge una specie di tanga.
Beh, vi posso assicurare che la rapidità con cui cambia la classifica e la mole di concatenamenti fisico-nervosi scatenati da quella sosta semaforica, manderebbe in tilt anche il più potente dei sismografi.
Cribbio come può una mutanda sovvertire l’equilibrio psicofisico di un automa?
Ricomposti i sensi, e l’assetto… ho cominciato a ripensare ad un vecchio blog che ho letto giorni fa.. Sul fatto del bisogno di sentirsi fighi.
Ho concluso poche cose al momento. (Ricordatevi sempre della stanchezza e dello shock provocato dalla mutanda… insieme formano un bel mix distruttivo per i neuroni ancora attivi a quell’ora). Ma in compenso ci ho riflettuto a lungo nei giorni successivi. E’ inutile negarlo: tutti dobbiamo di sentirci desiderati. Anzi. Non solo osservati, ma proprio fighi. I più belli dell’universo. Almeno per un secondo e almeno da un’altra persona.
E’ vitale. Lo psicologo direbbe che… Non mi interessa. La questione è che bisogna non solo sentirsi fighi, ma trovare conferma della nostra unicità in fatto di fighessa. Anche per chi non è bello esteticamente, ci dovrà essere almeno un essere respirante che apprezzi appieno le sue qualità. Il suo emanare radiazioni positive, per usare un’espressione new age. La sua fighessa appunto.
Io non so se la tipa fosse bella (aveva il casco e poi non c’è stato tempo per fare tutta una serie di osservazioni) ma lei in quel momento per me era figa. Mi spiego, perché non vorrei passare per un ottenebrato morto di ciccia. Per usare un’espressione oxfordiana.
In quel preciso momento lei era una tipa da inseguire e conoscere, Poi magari avrei scoperto che era un cesso, che era banale o antipatica, che il compagno-marito-ragazzo non era interessato alle mie osservazioni antropologiche, ma andava fatto. Lei era figa!!!
Ci sono – per buona sorte – cose più importanti che mi fanno determinare il grado di interesse di una persona. Ma il top della riflessione è che altrettanto fortunatamente ce ne sono altre, magari banali come una mutandina che sporge, che ti catturano l’attenzione.
Per cui, io credo, che quasi tutti abbiano degli aspetti fighi in loro. Si tratta di capire quali sono, di elaborarli e perfezionarli quel tanto che basta, e di utilizzarli al momento giusto.
Chiudo subito. Il fatto di essere fighi non è una conquista. Non si può diventarlo. Lo si è, e basta. Non basta un vestito, o una macchina stratosferica per trasformarsi. Il problema piuttosto è che molti fanno una strana equazione. Macchina da sballo=anch’io sarò da sballo. (A dire il vero spesso tante persone fanno quest’errore e confermano l’equazione: quel tipo ha la BMW, allora è un tipo tosto… [Il vero problema è che lo sa anche la BMW] ma questo è un altro discorso). Io sono convinto che l’essere fighi sia comunque una questione passeggera. Uno stato di grazia. Preferisco puntare sulla bellezza. Esteriore o interiore che sia. In una persona ci sono qualità che mi fanno innamorare di lei (maschio o femmina poco importa). La gentilezza, lo sguardo, le mani, l’intelligenza.
Questa persona – per me- è davvero figa, se ha la consapevolezza delle sue capacità, e le usa senza farmelo pesare.
Stop. Scappo a casa. Oggi ho il giubbino di pelle. So on figo!!!
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