(questo BLOG è stato visitato 14233 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Saturday, March 29, 2008 - ore 10:50
L’EPOCA SBAGLIATA
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Dieci persone con la faccia stanca e annoiata da una vita nella bambagia, che si guardano con occhi arrossati da sopre il loro boccale di birra. Cosa facciamo stasera? Boh. Sono misantropi affabili con i nemici e odiosi con le persone vicine. Coltivano mille hobbies per fuggire al vuoto, paura del tempo per paura di pensare.
Loro hanno tutto, ma non sono mai contenti, si immergono in paradisi artificiali per essere naturali. Non hanno bisogno di niente, ma hanno bisogno di tutto. Non hanno soldi ma riescono a portare avanti brillantemente tante passioni. Che dura è la loro vita!
La panchina non basta più. Il giorno è fatto per riposare dalle dure fatiche di un lavoro qualsiasi, la vita è solo una finzione, la finzione è la vera vita. Tramite le esperienze estreme, ecco ricercare la norma. Il deviante è normale, il normale diventa deviante. Che fare se non essere uguali? E se la vita a loro fa schifo, deve far schifo anche a noi. Dov’è la gioia? Dov’è la contentezza? Il reale viene travisato e svuotato, mentre il falso assurge a unico scopo, pur professando l’odio alla falsità.
Nostro signore e tiranno, il giorno fugge, mentre noi lo guardiamo impassibili andarsene, assieme ai battiti del nostro cuore, nell’attesa della sera, e la sera se ne va, nell’attesa del giorno dopo, che sarà ancora una volta teso ad aspettare il tramonto. Noi vorremmo essere felici, ma al contempo snobbiamo la normalità della felicità.
Il bar del paese non basta più. Dove sono le grandi compagnie della domenica? Uscire soli e andare al solito bar, sapendo che al solito angolo sotto il solito ombrellone ci saranno i soliti amici a sorseggiare l’aperitivo mangiando sacchetti di patatine e discutendo sui programmi per il pomeriggio.
Il sabato sera non basta più. Odio, tutti escono, io sono misantropo e odio tutti, ma senza loro poi non vivo.
La domenica che fare? Noi siamo anticonformisti e originali, nonché odiamo tutti, quindi non è proprio il caso di divertirci la domenica: Non siamo certo come gli altri.
Per noi ci vuole qualcosa di speciale. E naturalmente, per goderlo appieno, ci vuole qualcosa che ci carichi. Se poi non lo abbiamo, tanto fa stare a casa: che festa sarebbe?
Nuovi significati. Così, giusto perché siamo tanto sfortunati, e non abbiamo soldi, poveri noi, l’unico modo per emanciparci dalla nostra condizione è solo, naturalmente, mostrare a tutti quanto noi siamo alternativi/drogati/alcoolizzati/falsi punk/falsi poveri/falsi comunisti/falsi ecologisti/falsi politicanti. Certo, noi abbiamo delle grosse sofferenze, e le diciamo anche a tutti, poveri, quanto stiamo male e quanto abbiamo bisogno di tutto! L’università, la famiglia, un fidanzato, soldi per vivere, mille hobbies e tanti amici non ci bastano, perché noi siamo tanto reietti, poveri noi.
D’altra parte si sa, chi non si lamenta mai è perché ha tutto, non come noi. Chi vive col sorriso è perché è contento, quindi perché non buttare le nostre sfortune su di lui? Anzi, magari potremmo anche odiarlo, perché significa sicuramente che per essere così ha qualcosa che ha sottratto a noi.
Riempire di niente ogni attimo, per paura del vuoto, per paura di vedere quanto dietro una maschera di snobismo si celi il nulla. Tante cose, tanti interessi, tante novità, nessun interesse profondo. Bisogno di aggrapparsi a qualcosa di non impegnativo, da poterlo abbandonare in ogni istante, perché noi amiamo la nostra libertà, viviamo per la nostra libertà di essere schiavi.
Progetti a scadenza, amori a scadenza, sogni a scadenza, divertimento a scadenza, passioni a scadenza.

Cosa DIAVOLO ci faccio io qui?
LEGGI I COMMENTI (2)
PERMALINK