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Che dei libri possano sconvolgere a tal punto la nostra coscienza e lasciare che il mondo vada a rotoli ha di che toglierci la parola.
Daniel Pennac

HO VISTO

Ecco che se ne va. Uno dei prototipi di Dio, un mutante ad alta potenzialità neanche preso in considerazione per le produzioni di massa. Troppo strano per vivere e troppo raro per morire.


"Che modo imbarazzante di morire". "Certo, ma niente è in confronto a Walter, mio cugino". "Com’è morto?". "Si è spezzato il collo". "E sarebbe imbarazzante?". "Se l’è spezzato cercando di succhiarsi il cazzo"


STO ASCOLTANDO


















ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

dire l’incredibile e fare l’improbabile



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...

La mia anima strafogata di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo.
Hank


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) ..i capelli in disordine! l'umido li increspa maledettamente...uffi!
2) rendersi conto di vivere una vita che non è la tua
3) Lo Squaraus in un posto frequentato e senza BAGNI!!!

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
2) essere i campioni del mondo e sfottere i vicini tedeschi,francesi puzzoni ecc..
3) vedere un sorriso dove non c'è mai stato
4) il kebab



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Sunday, March 30, 2008 - ore 03:08


jinn
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Accesi un’altra sigaretta, la terza nel giro di qualche minuto. Poi un fulmine di lucidità mi salvò il culo. Devo sparire da qui, subito.
Mi alzai e camminai verso il corpo. Era una donna, giovane, carina.
Merda, pensai, se fosse ancora viva me la scoperei.
Ma era morta, stecchita. Aveva gli occhi aperti e fissava il soffitto con un’espressione malinconica. Feci scivolare le mie dita sulle sue palpebre e le tappai gli occhi. Diedi un’occhiata intorno. Tappeto, coperta.
Andai in cucina ed ispezionai i cassetti: sacchi di plastica. Poi in camera da letto: coperte e lenzuola, ok.
Impacchettai per bene il cadavere, escludendo il tappeto che avrebbe reso troppo pesante il trasporto. Con del filo elettrico fissai per bene il travestimento: una mummia. Dovevo solo cercare un sarcofago.

Non potete immaginare in quanto poco tempo un cadavere cominci a puzzare. Se vi dovesse capitare di girare per la città con un corpo caricato in spalla non preoccupatevi dell’effetto visivo, nessuno può immaginare quello che state facendo. Ciò che attira maggiormente l’attenzione della gente è l’acre odore di morte che emana un cadavere umano. Quello vi può fregare.
Una precisazione, ma non per gli sbirri no, loro non ci crederebbero. Lo dico a te, lettore, se stai leggendo questo mio racconto a questo punto sicuramente penserai che io sia un assassino. Spero di non deluderti: non ho mai ucciso un essere umano. Da qualche anno sono pure vegetariano, quindi indirettamente ho smesso di uccidere anche polli, conigli, mucche, maiali e cavalli.
Peace & love, fratello. Sono un tipo molto tranquillo coinvolto in un gioco che, se devo essere sincero, ormai faccio con estrema scioltezza.

Ero abituato ad affrontare le situazioni più disperate, ma questa volta galleggiavo veramente nella merda. Quando mi resi conto del luogo in cui mi trovavo bestemmiai. Inutile, pensai, devo arrangiarmi. Come sempre.
Sollevai il cadavere e lo mollai vicino all’ingresso. Poi andai alla finestra e scostai leggermente la tenda. Riconobbi la città, ci ero già stato. Era una bella giornata primaverile, in teoria, ma a New York quella mattina il sole era oscurato da una cappa di smog. Mi trovavo in un appartamento tra l’ottantesimo e il novantesimo piano dell’Empire State Building.
Il cadavere era stato sventrato con un taglio dall’inguine alla gola, lo stomaco e gli intestini erano stati estratti e appoggiati sulla spalla destra della donna, il fegato appariva tagliuzzato, il rene sinistro e gli organi genitali erano stati portati via. Per finire, la vittima era stata come al solito sgozzata con un taglio fino quasi alla decapitazione.


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