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Sunday, March 30, 2008 - ore 09:44


Collaborazione con Il Mattino di Padova
(categoria: " Riflessioni ")


SULLA STRADA DI EMMAUS
Una torcia, Magdi Allam e l’abbacchio in canonica

di don Marco Pozza
da Il Mattino di Padova, domenica 30 marzo 2008

Quando la lancetta si fermerà sulle 8.08 locali del giorno 08.08.2008, a Pechino s’accenderà – o potrebbe accendersi - quel braciere che sancirà l’inizio delle Olimpiadi, dei sogni degli atleti, della passione degli sportivi. In qualche modo l’Olimpiade è già partita: il sacro fuoco di Olimpia ha acceso la torcia che – proteste, boicottaggi e ideologie permettendo – aggancerà il presente al passato dello sport e della cultura. Facile immaginare che sarà un percorso arduo, faticoso, geograficamente impervio e umanamente logorante. Rappresenterà il percorso della vita dell’uomo sulla terra: tra contraddizioni e aneliti, speranze e minacce trova sempre ispirazione per nuovi capitoli.



M’è naturale sposare l’immagine della torcia passata di mano in mano, per augurare un “in bocca al lupo” alla torcia dei cristiani: la Buona Novella. Dopo l’annuncio scandaloso e molesto della Risurrezione di domenica scorsa, lo Spirito Santo li costringerà ad abbandonare la sicurezza del cenacolo, l’anestetico della tranquillità, la sicurezza della tradizione perpetrata all’esaurimento per accompagnare la fiaccola su sentieri tutt’altro che pianeggianti. Ci saranno folate di vento a tentarne lo spegnimento, vallate pericolose perché inumidite di abitudinaria religiosità, chiese che si rifiuteranno di ospitarne il passaggio. Pur applaudendone l’iniziativa. D’altronde il mondo stesso s’interroga su come proteggere i diritti civili a Pechino e, contemporaneamente, come guadagnare il massimo dai giochi olimpici! Consola sapere che al Creatore della Scrittura Sacra importa la fatica dell’imperfezione che trascina il carico in salita, fallisce, riprova, si affanna nell’impossibile obbedienza e, senza raggiungerla, intanto si migliora. All’uomo di fede nessuno impone di colmare il compito, ma di non sottrarsi all’accanimento del tentare. Ce lo spiega G. Bernanos, scrittore francese, il perché di tale fatica: “Il buon Dio non ha scritto che noi fossimo il miele della terra, ma il sale”.
Il “sale” bruciante di Magdi Allam: forse la provocazione più bella per chi vorrebbe già spenta la torcia olimpica della Risurrezione. Afferrato e turbato da quel messaggio di salvezza che a noi sembra insignificante. Ignorando che se il Vangelo non ci turba più, qualcosa non va nel nostro modo di divorarlo!
Prova ne sono le parole di un giovane prete di Padova che, interrogato circa la conversione di Allam, con erodiana sicurezza si sistemò il colletto dicendo: “Questione di marketing”.
Forse annusava già il profumo dell’abbacchio con le patate al forno…


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