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![]() dpa, 44 anni spritzino di Praglia (PD) CHE FACCIO? Altro... Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Quanto basta ![]() Ho scoperto che Dio è come Gesù di Nazaret e non viceversa: attenzione! Ehi cfr. Gv 1,18 HO VISTO Chi incontro ogni giorno ![]() Guardando negli occhi STO ASCOLTANDO Chi mi parla! Esercizio quotidiano ABBIGLIAMENTO del GIORNO Porto un abito uniforme: lungo e di colore nero. L’abbigliamento che non si vede è normale, che più normale non si può... ORA VORREI TANTO... Camminare ![]() In montagna STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... Aperto alle imprevedibili sorprese della vita ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) "Incazzarsi davanti la negazione dell'evidenza" 2) quelle macchine che ti tagliano la strada e poi girano dopo 2 metri 3) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà 4) Uscire dalla doccia e non avere l'accappatoio lì vicino.. 5) sapere che comunque, che tu scelga o non faccia nulla, qualcuno gioirà e qualcun'altro soffrirà 6) vedere che le persone molte volte aprono la bocca senza credere veramente in quello che dicono... 7) vedere tradita la mia fiducia MERAVIGLIE 1) Chiudere gli occhi la sera e dire: ho fatto del mio meglio 2) vedere ogni giorno una nuova alba 3) capire che una persona non è come sembrava...ma molto meglio! 4) Accogliere (con fatica) una scelta non condivisa ed essere profondamente sereni: non mi sono venduto. 5) rendersi conto che nonostante tutto quello che gli altri ti hanno fatto di male, non riesci proprio ad essere un bastardo 6) Spiegare a qualcuno il nostro punto di vista, e sentire che anche se non è d'accordo con noi l'abbiamo colpito, e abbiamo lasciato qualcosa, anche di piccolo, nella sua vita. 7) La solarità |
Sunday, March 30, 2008 - ore 17:49 Gv 20, 19-31 - in mezzo a loro La gioia dell’unico giorno di Pasqua, declinato liturgicamente in una ottava – da Domenica a Domenica: oggi è l’ottava di Pasqua – ci vede insieme per accogliere la presenza del Risorto: la sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro (v. 1 e 26). ![]() E’ una presenza che dona pace piena e vera, shalom: pace a voi! (v. 1, 21 e 26), e carica di responsabilità come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi (v. 21). L’avventura di Gesù di Nazaret non è terminata, continua grazia ai discepoli di allora e di oggi, continua grazie a noi: responsabilità grande se ci pensiamo un po’ dire Dio con noi nella nostra vita quotidiana. Attorno alle nostre realtà di vita non ci sono uomini che non credono nel senso pieno del termine, bensì uomini che vogliono credere e hanno bisogno di vedere cosa vuol dire: penso anche con apprensione alle giovani generazioni, per cui siamo un passo avanti sulla strada della vita. E’ una presenza che incontra i discepoli allora come ora sì nella loro concreta fragilità, ma amata da Dio. In questa terza icona di Gv 20 sono evidenziati e lasciati intuire i sentimenti della comunità cristiana. Sottolineandoli: mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei (v. 1) lascia intuire il disorientamento dovuto alla perdita del punto di riferimento del proprio cammino quindi meglio stare nascosti; ancora la paura della realtà. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù (v. 24): intuitivamente si era dissociato dal gruppo, chi glielo faceva fare di stare con gli altri! Tommaso veicola anche il dubbio: se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò (v. 25). E il Risorto incontra questi uomini, non l’immagine tipo del discepolo senza cedimenti. Bello anche il fatto che gli altri discepoli cercano Tommaso: gli dissero allora gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!” (v. 25). ![]() Ecco una pagina evangelica che porterei di peso nella realtà di oggi, perchè il nostro essere cristiani deve essere incarnato lì altrimenti facciamo solo filosofia, diciamo belle parole e poi? Non si può dividere vita quotidiana e vita di fede: la vita è una realtà unica va vissuta pienamente e per questo va orientata. Allora in tutti i nostri contesti (famiglia, amici, ecc.) proviamo ad accorgerci davvero che non siamo soli. La responsabilità di continuare oggi l’avventura di Gesù di Nazaret ci sprona anche a darci una mano per fare dei nostri contesti quotidiani i luoghi primari per vivere. ![]() Attenzione alla sottolineatura: darci una mano è altra cosa da darci una spinta, che forse ci viene più facile. Darci una spinta tiene conto della forza personale e chi mi è vicino può non sopportarla e cadere. Darci una mano invece tiene conto anche dei tempi e momenti dell’altro. Buona settimana ![]() LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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