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pinkie82, 27 anni
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Anche se metterei del tritolo qua e là....

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) sentire di avere il cuore pieno di amore...ma scoprire che la persona a cui lo vorresti donare non e' disposta a riceverlo...
2) il terrore di aver consegnato il proprio cuore ad una persona che ora può anche decidere di spezzarlo e annientarti...
3) non assaporare abbastanza i momenti di gioia e di felicità che la vita ci da'

MERAVIGLIE


1) sentirsi dentro un film, pensare che quel momento sia troppo bello per essere vero, rendersi conto che é tutto reale e ritrovare la speranza
2) avere 24 anni e dimostrarne 19
3) Imboressarsi fino alle lacrime senza un motivo!!





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Sunday, March 30, 2008 - ore 18:36


Allora Clarice, gli agnelli hanno smesso di gridare?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un post su di lui... L’uomo della mia vita... lo devo fare!

Da "Hannibal "...

Buenos Aires, Argentina 3 anni dopo.
La sera era cominiciata da poco, Barney e Lillian passeggiavano vicino all’Obelisco sull’Avenida 9 del Julio. Erano arrivati a Buenos Aires a pomeriggio troppo inoltrato per andare al Museo Nacional, dove esponevano un Vermeer prestato da un altro museo. La missione di Barney di visitare tutti Veermer del mondo. Barney aveva già visto un quarto dei Vermeer, e ne mancavano ancora molti.
Cercavano un caffè piacevole dove mangiare qualcosa all’aperto.
Le limousine si susseguivano davanti al Colòn, lo spettacoloso teatro dell’opera di Buenos Aires.
Davano il Tamerlano, con un cast eccellente, e a Buenos Aires vale sempre la pena di vedere la gente che va a una prima.
"Barney, ti senti pronto per l’opera? Penso che ti piacerebbe. Sgancio io."
In quel momento, una Mercedes Maybach blu scuro e argento frusciò vicino al marciapiede. Un portiere corse ad aprire la portiera.
Un uomo, snello ed elegante nell’abito da sera, scese e porse la mano ad una donna. La vista di lei provocò un mormorio ammirato nella folla attorno all’ingresso. Portava i capelli accorciati in un elegante caschetto platinato e indossava un morbido tubino color corallo ammorbidito da un velo di tulle. Al suo collo scintillava il verde degli smeraldi. Barney la vide solo per un momento, da sopra le teste della gente, poi lei e il suo cavaliere furono accompagnati dentro il teatro.
Barney osservò meglio l’uomo, che aveva la testa lucida come una lontra e il naso arcuato, imperioso, come quello di Peròn. Il portamento lo faceva sembrare più alto di quanto fosse in realtà.
“Barney? Oh, Barney” stava dicendo Lillian “quando torni su questa terra, ammesso che ci torni, dimmi se vuoi andare all’opera.
[…]
Un attimo prima che si abbassassero le luci in sala, scrutando il teatro dai posti economici, Barney li trovò, la signora biondo platino e il suo accompagnatore. Erano appena entrati ne palco vicino al proscenio attraverso i tendaggi dorati. Quando la donna si sedette, gli smeraldi che aveva al collo scintillarono alle luci brillanti della sala.
Barney ne aveva appena intravisto il profilo destro, mentre faceva il suo ingresso a teatro. Ora poteva studiare il sinistro.
Gli studenti attorno a loro, abituati ai posti ad alta quota, si erano portati dietro i più svariati aggeggi per vedere meglio. Una di loro aveva un potente cannocchiale, così lungo che disturbava la persona di fronte. Barney contrattò per averlo. Fu difficile trovare di nuovo il palco nel limitato campo visivo del lungo tubo, ma quando lo inquadrò, la coppia parve sorprendentemente vicina.
La guancia della donna aveva una specie di voglia, nella posizione che i francesi chiamano courage. Lo sguardo di lei passò sulla platea, passò sulla galleria e proseguì. Sembrava animata e perfettamente capace di controllare la bocca color corallo. Si piegò verso il suo accompagnatore sussurrandogli qualcosa, e risero assieme. Mise la mano su quella di lui e gli prese il pollice.
“Starling” disse Barney, senza fiato.
“Come?” bisbigliò Lillian.
Barney fece molta fatica a seguire il primo atto dell’opera. Non appena si riaccesero le luci per l’intervallo, puntò di nuovo il binocolo verso il palco. Barney mise a fuoco il profilo dell’uomo, concentrandosi sulla forma delle orecchie.
Mentre Barney guardava, l’uomo mosse la testa come per cogliere un suono lontano e là voltò verso di lui, poi si portò il binocolo agli occhi. Barney avrebbe giurato che fosse puntato nella sua direzione. Si coprì il viso con il programma e scivolò sul sedile, tentando si sembrare di altezza normale.
“Lillian” disse “voglio che tu mi faccia un piacere, quando si spengono le luci, ce ne andiamo. Prendiamo l’aereo per Rio stasera stessa. Niente domande.”
Il Veermer di Buenos Aires è l’unico che Barney non vide mai.

Vogliamo seguire la bella coppia che esce dal teatro dell’opera? D’accordo, ma con molta prudenza…
[…]
A cena, il dottor Lecter e Clarice Starling parlano spesso in lingue diverse dal nativo inglese di lei. A volte, dopo cena la nostra coppia balla. Altre volte, non finisce di mangiare ciò che è in tavola.
Per Clarice, il loro rapporto ha molto a che fare con la penetrazione, che lei incoraggia e accoglie avidamente. Per Hannibal Lecter, invece, ha molto a che fare con il profondo coinvolgimento, che va ben oltre i confini della sua esperienza.
E’ possibile che Clarice riesca a spaventarlo. Il sesso è una splendida struttura che loro arricchiscono giorno dopo giorno. Clarice sta sviluppando anche un suo palazzo della memoria. Condivide anche alcune stanze con quello del dottor Lecter – lui l’ha scoperta là molte volte – ma cresce in modo indipendente. E’ pieno di cose nuove. Starling può visitarvi suo padre. Hannah vi pascola. C’è anche Jack Crawford, quando lei vuole vederlo chino sulla scrivania…
Starling ha saputo della morte di Crawford durante una della visite regolari che il dottor Lecter fa al sito Web pubblico dell’Fbi per ammirare la poca somiglianza fra sé e il suo ritratto esposto nella pagina dei Pericoli pubblici maggiormente ricercati. La fotografia usata dal Bureau rimane in modo rassicurante due facce indietro, rispetto a quella attuale.
[…]
E’ difficile sapere che cosa ricorda Starling della sua vecchia esistenza, che cosa sceglie di conservare. Le droghe che l’hanno tenera sotto controllo durante i primi giorni, da molto tempo non fanno più parte della sua vita con il dottor Lecter.
Di tanto in tanto, volutamente, il dottor Lecter lascia cadere una tazza perché si frantumi sul pavimento. Rimane soddisfatto, quando i frammenti non tornano insieme. Ormai, da molti mesi, non vede più Mischa nei suoi sogni.
Forse, un giorno, una tazza si ricomporrà e tornerà intera. O, da qualche parte, Starling sentirà la nota della corda di una balestra e avrà un indesiderato risveglio, ammesso che dorma veramente.
Ora ci ritireremo, mentre loro danzano sulla terrazza… Il saggio Barney ha già lasciato la città e noi dobbiamo seguire il suo esempio. Per ognuno dei due, scoprirci sarebbe fatale.
Ci è concesso di sapere solo fin qui, se vogliamo continuare a vivere.



Questo testo è tratto dall’ultima parte di "HANNIBAL" della saga del dottor HANNIBAL LECTER...
Chissà quale sarà il seguito di questa oserei dire strana coppia...

Spero che un giorno il buon Thomas Harris di decida a scrivere il seguito di questo libro.. Lo attendo!




CIAO DOTTOR LECTER!!

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