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Wednesday, April 02, 2008 - ore 06:11
Collaborazione con Epolis Roma
(categoria: " Riflessioni ")
CON I PIEDI PER TERRA “Totus tuus ego sum”
di don Marco Pozza
da EPolis Roma, mercoledì 2 aprile, pag. 6
2 aprile 2005: un milione di chilometri percorsi, 1400 incontri con personalità politiche, 222 udienze a primi ministri, 1100 udienze generali, 104 viaggi internazionali, quasi 27 anni come successore di Pietro, ribelle pescatore di Galilea. E come sintesi provocatoria, milioni di volti giovani che, stregati dalla semplicità divina di quel vecchio prete polacco, han fatto rimbombare nei loro cuori la domanda che i discepoli di Emmaus hanno scandito al silenzio della luna: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino?” (Lc 24) Un uomo che ha vinto la scommessa che sembrava essere la più assurda: ri-accendere nel cuore dei giovani il sorriso parlando loro non delle conigliette di Play-Boy, dei gossip mondani o di un’insulsa sessualità, ma raccontando Gesù di Nazareth.

E quella preferenza mai nascosta - che troppi infastidì - per una giovane donna, straniera eppure assai familiare, per quella ragazza così dolce e sensuale che si è servita dei lunghi silenzi di Efeso per rileggere la sua storia attraverso le vetrate della Risurrezione. Per lei, Maria di Nazareth, la dichiarazione d’amore più trasparente ed elegante:
“Totus tuus ego sum”.
Storia di un uomo che nella vita è andato controcorrente, non contromano. Storia di un profeta che i suoi giovani celebrano già santo. Storia di un testimone che c’ha insegnato la cosa più illogica: per diventare grandi, mettetevi in ginocchio!
Grazie
Giovanni Paolo II!
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