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Wednesday, April 02, 2008 - ore 14:37
(categoria: " Riflessioni ")
Gioventù usa e getta "Cocaparty, storie di ragazzi fra sballi, sesso e cocaina": dall’inchiesta di Federica Angeli ed Emilio Radice il libro che racconta gli adolescenti di oggi
di Alice Voltolina
«Ho capito che la cocaina era la mia rivincita sul mondo quando sono riuscito a far secco un gatto: Il Gatto!», racconta Manò, iniziato alla polvere bianca a 12 anni e mezzo da "un amico" trentenne del fratello, spacciatore, e ora sulla piazza, anche lui, a vendere droga agli altri ragazzini. «Ve lo spiego io cosa succede - gli fa eco Lorenzo, uno dei tanti liceali della Roma bene, - quando... esco con Luigi... non faccio altro che sballarmi pippando cocaina. La sniffo, la fumo, e una volta vorrei pure provare a schizzarmela». «Con la coca ho cominciato così, nel bagno della scuola - dice invece il 17enne Paparo - con mezzo foglio di protocollo già usato... mi è venuta su rapida e ... in un istante mi sembrava tutto più chiaro». Ma c’è anche chi a 16 anni con la droga ci lavora e la vende insieme al sesso per serate speciali da duemila euro minimo, fra neve purissima (perché in rete si impara tutto, ma proprio tutto, anche come renderla più "pura") e le attenzioni di due splendide fanciulle rumene, chi vuole solo sballarsi il sabato sera, chi si fa ma perde l’amore e chi la coca la ingurgita per necessità e si trasforma in una delle tante mule che dal sud del mondo contrabbandano droga nella "pulita", "educata", "economicamente più evoluta e sviluppata" Europa.
Sono queste alcune delle storie che Federica Angeli ed Emilio Radice, giornalisti di la Repubblica, hanno raccolto durante "una passeggiata nel cuore della capitale". Una passeggiata che li ha portati a scoprire un mondo allucinante e allucinato fatto di giovani in balia di disarmanti fragilità e scioccante cinismo, di solitudini mai dichiarate e un mondo televisivo e web capace di plasmarli a volte fino all’inverosimile. Nasce così Cocaparty (Bompiani, 176 pagine, 13 euro), da un articolo-inchiesta che si è andato via via ampliando fino a dinentare un libro da leggere tutto d’un fiato, in cui a parlare, col loro linguaggio duro, disinibito, sono proprio loro, i ragazzini di oggi, adolescenti di borgata ma anche pariolini, liceali che pippano in classe e fuori, che si danno a orge di sesso e alcool, che usano la droga come "passepartout" per entrare in contatto con l’altro, senza problemi, senza pensieri, né coinvolgimenti emotivi, senza pudori nè timori, e del resto poi "chissenefrega", baby-pusher spavaldi ma dai sogni così ingenui che ti viene solo da pensare a quanto sono piccoli, anche quando si tratta di spregiudicate prostitute 16enni pronte a vendersi per una casa lussuosa.
Sono italiani, ma anche rumeni e brasiliani, i protagonisti di queste storie. Hanno 12 anni, ma anche 17. E poi ci sono quelli che non ce la fanno, quelli che sulla strada dello sballo trovano la morte, perché il cuore non regge, perché i sensi alterati li sfracellano sull’asfalto. Lo sanno bene i medici del pronto soccorso, gli unici, forse, che conoscono questa realtà da vicino. Gli unici che non fanno, perché non potrebbero mai, finta di niente. I genitori no. Loro sembrano non sapere, non vedere. Forse preferiscono rimanere nell’ignoranza. Forse non vogliono accorgersi di quello che sta capitando proprio sotto i loro occhi. Perché una cosa è certa: quello che si racconta in Cocaparty è quello che c’è là fuori, in ogni strada e in ogni scuola, in ogni città e in ogni provincia, mentre la ’ndrangheta calabrese resta a guardare, controllando tutto e facendo i suoi affari.
Da leggere, perché la realtà non è quella della statistiche (secondo la Relazione del Ministero della Salute sullo Stato Sanitario del Paese relativa agli anni 2005-2006 un quarto degli adolescneti fra i 15 e i 19 anni sa uso di cannabis mentre il 5% è passato alla cocaina): è molto più agghiacciante.