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Wednesday, April 02, 2008 - ore 19:15
La morte è uguale per tutti! Però...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A riguardo di Matteo, il tifoso del Parma deceduto domenica!
Dobbiamo avere la forza di separare i discorsi senza farci tirare in una polemica che tende a sgretolare quel che rimane del nostro movimento.
Matteo è morto e questa è una tragedia per la famiglia e per gli amici. Inutile dire che ognuno di noi ha avuto lutti simili e comprende la portata del dolore e della disperazione, ma nonostante questo abbiamo il dovere, pratico e morale, di schierarci e dire esattamente qual’è il pensiero di chi, ultras per davvero, non se la sente di finire nel tritacarne dei perbenisti.
Matteo è morto dopo aver aggredito, insieme ad altre cento persone facenti parte del gruppo dei Boys Parma, un pullmann di un club, azione tra le più vigliacche e deprecabili nel nostro mondo. Qui non esistono più bandiere o squadre, esiste solo un modo di vedere il calcio che per gli Ultras è rappresentato da un codice d’onore. Matteo non può e non deve essere equiparato a Gabriele, vero Ultras, ucciso dalla follia di un poliziotto. Matteo è morto dopo essersi macchiato di un reato gravissimo nella nostra comunità, quello di aver assalito persone che non volevano lo scontro e cercavano di sottrarsi al contatto.
Io non considero Matteo uno di noi e, lo dico sinceramente, anche il suo gruppo dovrebbe subire forti critiche da chi vive la curva in un certo modo. La nostra credibilità, e quando dico nostra intendo quella di chiunque creda nella logica Ultras al di là dei colori che si amano e difendono, passa anche attraverso prese di posizione come questa. Nessuno all’epoca si è permesso di criticare i parmensi quando ci si scontrò in campo, ma nessuno oggi deve permettersi di far passare questa morte come un qualcosa che ci appartiene.
Cosa c’è di Ultras nello sfasciare la carrozzeria di un pullmann pieno di persone normali? Cosa c’è di Ultras nello strappare una sciarpa a chi non tirerebbe un cazzotto neanche sotto tortura?
Non è reato andare con una prostituta consenziente, lo diventa se questa ha 10 anni ed è obbligata dal suo padrone come accade nell’est asiatico.
No, non ci sto, non me la sento di essere complice di una vigliaccata.
Ed anche il silenzio, le dichiarazioni reticenti a mezza bocca, il voler cercare di nascondere la verità e salvare il salvabile contribuiscono solo ad inasprire ulteriormente la repressione.
Quando si sbaglia, e soprattutto quando si sbaglia così, bisogna ammettere l’errore e chiedere scusa a tutti.
Domenica i Boys Parma hanno infangato il movimento Ultras macchiandosi di un comportamento ignobile. Ed hanno continuato a farlo trincerandosi dietro un silenzio smascherato dai fatti e dalla logica.
Matteo non era uno di noi.
Torno a ripetere che rispetto il dolore della famiglia e degli amici, ma morire con onore è un’altra cosa.
E Matteo è morto senza onore.
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