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Wednesday, April 02, 2008 - ore 22:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")




In sintesi : Questo non è il racconto dell’onda furiosa della Grande Storia sul destino di un popolo. Non solo questo. È una storia piccola, che ha il nome e il volto di una bambina. Zubaida vive nel deserto dell’Afghanistan, in un villaggio che la "guerra al terrore" non ha ancora travolto. Ha nove anni. Non sa niente del mondo oltre il suo villaggio, poco della travagliata storia del suo paese, dei cingolati dell’Armata Rossa, della lotta dei mujaheddin, del regime dei talebani che ha proibito anche gli aquiloni, degli elicotteri con la bandiera a stelle e strisce. Cammina danzando, a piedi nudi, al ritmo di una musica che le suona dentro. Ma non dopo quel giorno. Non da quando un terribile incidente le ha ustionato le mani, il viso, il corpo. Da allora, la musica si è spenta. In un paese privo della più elementare assistenza medica, e in cui la vita di una figlia femmina vale ben poco, non sembra una fortuna che Zubaida sia sopravvissuta. Ma non per suo padre, non per l’ostinata determinazione di un uomo disposto a tutto pur di non arrendersi. Dovesse camminare fino all’inferno per salvare quella bambina ferita, piagata, fasciata in mille bende, che ora urla per affermare la propria esistenza. Fino ai campi militari degli americani, con le loro regole incomprensibili. Fino a oltrepassare la linea di demarcazione tra due culture, tra "loro" e "gli altri". Perché Zubaida possa tornare a danzare al ritmo della sua musica.


Recensione: Zubaida è una bambina di nove anni che vive in uno sperduto villaggio del deserto dell’Afghanistan e che ha la particolarità di esprimere la propria vitalità danzando. Un giorno, in seguito a un incidente domestico, cade preda del fuoco e riporta ustioni mortali che la riducono a uno stato vegetale e la sfigurano completamente. Nonostante le possibilità di salvezza siano scarse, il padre la porta in diversi ospedali, sempre per sentirsi dire che i mezzi a disposizione non permettono le cure necessarie; l’uomo tuttavia non si dà per vinto e la porta fino al campo militare degli americani. Qui incontra un soldato che, colpito dalla sofferenza e dallo sguardo intenso di Zubaida, contravviene alle regole militari e decide di aiutarli: inizierà così l’odissea che porterà padre e figlia in America. Il romanzo, scritto con un linguaggio da reportage giornalistico, semplice e scorrevole, appartiene a quel genere di libri che sanno arrivare direttamente al cuore dei lettori perché racconta una storia – vera – di speranza nella tragedia: la piccola protagonista vince la morte grazie al proprio attaccamento alla vita e allo stesso tempo grazie a tutta una serie di personaggi capaci di gesti di grande umanità. Una storia di incontro tra due culture estranee sapientemente raccontata dall’autore, che nella vita è anche sceneggiatore per la Touchstone Pictures e per Discovery Channel. Sicuramente toccante senza essere lacrimevole, La danzatrice bambina è un libro adatto a chi cerca una lettura edificante e poco problematica, con un messaggio positivo che possa contraddire quello che si legge quotidianamente sui giornali.
Serena Corallini



un libro che permette di riflettere e poter apprezzare meglio le ’libertà’ che regalano la vita occidentale

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silvy82, 25 anni
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