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SONDAGGIO: COSA NE PENSI DELLA MUSICA INDIPENDENTE DI PADOVA E PROVINCIA?


Facciamo una prova...vendiamo a quanti interessa la musica della città in cui viviamo...L’’urlo "SOSTENIAMO LA MUSICA INDIPENDENTE" inizia a farsi strada? Vediamo un pò....Si accettano suggerimenti per un sondaggio più "evoluto"...

Noiosa, poco originale
Interessante, ma c’’è di meglio
Ottima...chissà che qualcuno faccia il "botto"
Ce n’’è tantissima di musica buona ma pochissimi quelli disposti a farla suonare
Vorrei un festival estivo per i gruppi indipendenti di padova e provincia
Non me ne frega un Kaiser!

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Monday, April 07, 2008 - ore 17:52


LONDRA: QUATTRO GIORNI SENZA RESPIRO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


jazZBass & blackNniKa di nuovo on the road, questa volta nella terra del punk, dei pub e del pudding

Meravigliosa.
Londra è la città più bella che abbia mai visto dal punto di vista globale. Roma e Venezia rimangono le più belle dal punto di vista storico e architettonico ma Londra, che cmq ne ha di cose da mettere in mostra, è più affascinante dal punto di vista umano. Una capitale modiale, metropolitana e cosmopolita. Caotica e ospitale, indifferente e roboante.
I londinesi, che si possono dividere in molte categorie ben distinte, non si sono poi dimostrati così freddi come ci si aspetterebbe ma anzi abbiamo incontrato gente ospitale e gentile, di ogni estrazione sociale e colore.
Ma iniziamo il racconto.
Sabato mattina sveglia all’alba o quasi e partenza da via Kennedy in direzione di treviso accompagnati dal grande capo addirittura in giacca e cravatta.



Dopo le normali operazioni di imbarco l’aereo è partito puntualissimo e dopo un paio d’ore, in mezzo a una bella e ventosa nevicata, traballando abbiamo toccato il suolo londinese!
Fortuna che stansted è un aeroporto piccolo…mi pareva già abbastanza grande quello…peccato che gli aerei della Ryanair e easyjet erano tutti piccolini.



Subito dopo ci siamo affrettati verso il treno che ci ha portato direttamente in Liverpool Street e da qui, grazie alle indicazioni di un simpatico infoman dell’infopoint abbiamo preso biglietto della metro/autobus e biglietto per il London Eye.
C’è voluto un po’ per ricapitolarsi con metro, strade, autobus ma abbiamo cmq raggiunto abbastanza velocemente il nostro albergo, Holland Court in Holland Road nel quartiere di Earl’s Court.
L’albergo era situato in una palazzina tipica londinese con tutte case a schiera diremmo noi, una accanto all’altro e con l’ingresso tipicamente inglese.
La Stanza 318 era un loculo english style davvero esagerato: letto in un angolo, tavolino con sopra tutto il necessaire per il tè delle cinque, televisione ancorata al muro di marca sconosciuta, moquette e carta da parati e per finire qualche quadro decisamente orribile alle pareti.
Cessroom minuscolo ma acqua sempre di bollio.
Dopo una velocissima rinfrescata ci siamo subito incamminati a casaccio per le vie di Londra, nel freddo gelido e nel vento implacabile che ci ha accompagnato per tutto il week end pasquale.



Subito dopo ci siamo affrettati verso il treno che ci ha portato direttamente in Liverpool Street e da qui, grazie alle indicazioni di un simpatico infoman dell’infopoint abbiamo preso biglietto della metro/autobus e biglietto per il London Eye.
C’è voluto un po’ per ricapitolarsi con metro, strade, autobus ma abbiamo cmq raggiunto abbastanza velocemente il nostro albergo, Holland Court in Holland Road nel quartiere di Earl’s Court.
L’albergo era situato in una palazzina tipica londinese con tutte case a schiera diremmo noi, una accanto all’altro e con l’ingresso tipicamente inglese.
La Stanza 318 era un loculo english style davvero esagerato: letto in un angolo, tavolino con sopra tutto il necessaire per il tè delle cinque, televisione ancorata al muro di marca sconosciuta, moquette e carta da parati e per finire qualche quadro decisamente orribile alle pareti.
Cessroom minuscolo ma acqua sempre di bollio.
Dopo una velocissima rinfrescata ci siamo subito incamminati a casaccio per le vie di Londra, nel freddo gelido e nel vento implacabile che ci ha accompagnato per tutto il week end pasquale.



Tanti turisti ma anche tanti inglesi e cittadini di Londra.
Bellissime le casette colorate che risaltavano, sul lato destro della strada, con il cielo plumbeo, in odor di pioggia, ma che lasciavano anche filtrare qualche raggio di sole.
Inutile dire che eravamo affamati. Ci siamo lanciati in un doner kebab e abbiamo mangiato, assieme a mercanti clienti, turisti e fannulloni, delle buonissime porcherie a buon prezzo…del resto la fame non ammetteva altri indugi!



Dopo il lauto pasto, da Portobello ci siamo diretti verso Piccadilly Circus, luogo che nel mio immaginario sognavo di vedere da tempo. Uno dei luoghi metropolitani simbolo, almeno per me, da sempre!
La metro si dimostra davvero efficiente e velocissima…infatti in men che non si dica eccoci riemergere dall’Underground proprio in Piccadilly Circus, con le sue insegne luminose che illuminano la piazza di notte e la statua dedicata a Cupido!
Ammirato sia la frenesia dei turisti che dei londinesi ci siamo avviati verso Trafalgar square, per una prima rapida occhiata, scoprendo per la prima volta, in lontananza il mitico Big Ben, che favoleggia dentro di me fin da bambino



Subito dopo Leicester Square, altra zona colorata e agitatissima, piena di ragazzi-cartelloni cioè dei tipi che tenevano in mano dei cartelli che pubblicizzavano questo o quel locale!
Una fiumana di gente passava da ogni angolo della piazza e noi ci siamo tuffati in quel fiume coloratissimo. Si perché i londinesi si vestono con abbinamenti cromatici assolutamente personali, mescolando il più possibile tinte unite quasi fluorescenti a colori pastello vivissimi fino ai colori più vitange e sdruciti.



Di notte Soho si trasforma nella Dirty London…sexy shop, sexy bar, locali gay con musica a palla e ballerini lap…una piccola Amsterdam misteriosa e provocante, trasgressiva e inquieta che offre uno spaccato di realtà cosmopolita non indifferente e quanto mai veritiera.
Noi passeggiavamo infagottati nei nostri piumini mentre alcuni ragazzi, mano nella mano, brulicavano per le strade del quartiere in adererentissime giacchine senza nemmeno una sciarpina.
Mah…come cazzo facevano??? Ci saranno stati almeno zero gradi…e come loro ragazze in minigonna, ballerine ma niente calze…scollature più che abbondanti per la felicità del vento che su di esse si infrangeva e via di mise di tutti i tipi…



La notte era ormai prossima ma come di consueto la premiata coppia jazZ Bass & BlackNnika non erano ancora paghi della giornata…così ci siamo avventurati verso la zona di Westminster per ammirare il Big Ben di notte…fantastico come primo assaggio…
La via del ritorno è stata piuttosto irta di difficoltà…infatti non ci era chiaro il percorso da fare per tornare all’albergo e se c’è qualcosa da trovare Londra è una città davvero enorme! Per fortuna grazie all’aiuto di alcuni londinesi ci siamo ricapitolati e siamo tornati sani e salvi all’Holland Court.



Il giorno dopo è Pasqua: auguri. Noi a malapena ci ricordiamo che Cristo è risorto. In effetti non è esattamente in cima ai nostri pensieri. Come i pagani ciò che ci interessava era una bella doccia e una buona colazione. Quelle dell’Holland Court non erano proprio il massimo. Quel giorno l’abbiamo integrata con una colazione da Starbucks…una catena di bar che si trovava praticamente in ogni strada di Londra.




Subito dopo siamo partiti con l’intento di recarci a Camden Town, una zona più periferica della città, famosa per il suo mercatino.
Naturalmente il tempo era variabile tra il nevoso e il piovoso. Ma questo ormai era già entrato nella normalità. Per recarci a Camden abbiamo usato l’autobus…davvero bello viaggiare per le vie di Londra, per le vie di una città mai vista prima…spostarsi in metro è veloce ma spostarsi a bordo di un routemaster, in pole position al secondo piano è davvero una esperienza splendida.



Camden Town in realtà è una via piuttosto lunga piena zeppa di negozi e negozietti che vendono di tutto, soprattutto per i giovani. E’ il posto ideale per un musicista, sia esso un punk, un metallone, un rockettino o un poppettone perché ci trova di tutto! Dai cd ai vinili e soprattutto l’abbigliamento…per tutti i gusti…una via multicolore che assorbe le persone, le ingoia e poi le digersce con il portafoglio un po’ più leggero. Imperdibile!
Ma non solo musica: anche i fanatici del fetish trovano pane per i loro denti, per il gothic, per il trendy, per il vintage e pure per il very vintage, ma anche per il contemporaneo e il cialtron-chic.



Oltre al mercato, e alla via dei negozi c’era il Camden Lock, uno stabile strapieno di altri negozi, bancarelle e via così, le Stables, credo fossero delle vecchie stalle dei cavalli, dove si trovava soprattutto il vintage di ogni tipo, e infine, nella parte più esterna, c’era una via all’aria aperta di baracchini mangerecci…ognuno di essi aveva una tettoia per ripararsi dalla pioggia così tutti insieme formavano una specie di via coperta e intrappolata dal fumo dei piatti bollenti provenienti dalle cucine di tutto il mondo: giappone, cina Thailandia, messico, Italia e chi più ne ha più ne metta! Mi ricordava in qualche modo BladeRunner anche se l’aria che si respirava non era certo pesante e inquieta come nel film. Li piuttosto l’atmosfera era di una baraonda festante e colorata!



Abbiamo assaggiato un po’ di cosucce qua è là e acquistato il live dei Muse in un negozietto dove la tizia aveva proprio messo su il loro live, intitolato HAARP, a palla e se la cantava a più non posso.



Dopo aver lasciato la brulicante Camden ci siamo diretti verso il London Eye, la gigantesca ruota panoramica al di là del Tamigi!
L’autobus è stato ancora il nostro mezzo di trasporto che ci ha fatto attraversa ancora la città, in direzione opposta, sotto un cielo plumbeo, carico di pioggia ma che ci ha graziato da un ormai imminente acquazzone.
Il London Eye è davvero impressionante in lontananza e naturalmente ancor di più da vicino. Per la sua posizione, in molte zone della città lo si vede dipinto nel cielo, solitamente vicino al Big Ben.
La coda era piuttosto lunga per entrare in una delle supposte che contiene circa dodici persone ma tutto sommato scorrevole. Una volta saliti a bordo, lentamente, la ruota gira, gira, e ti fa salire sempre più in alto, alla scoperta di una Londra che si perde a vista d’occhio.



La zona di Westminster, il Tamigi, Buckingham Palace, Hyde Park…una vista mozzafiato anche con un tempo decisamente brutto.
Il giro dura circa mezz’oretta, l’altezza che si raggiunge è davvero ragguardevole, addirittura 135 metri. In effetti blacknnika non ne aveva tenuto conto!!!



Finito il giro sopra Londra un altro imperdibile must che volevo assolutamente vedere era il Tower Bridge, il famoso ponte sul tamigi.
Spettacolare anche quest’ultimo. Il freddo della giornata era davvero pungente ma il sole aveva fatto capolino riscaldando i nostri visi ghiacciati. Bellissimo e imponente il Tower Bridge, le foto non gli rendono giustizia.
Abbiamo gironzolato nelle vicinanze per un po’ finchè non abbiamo deciso di riprendere l’autobus per tornare verso il centro. Una nuova sorpresa ci attendeva.



Eh si perché per tornare a Piccadilly Circus dovevamo prendere l’autobus n. 15 e questa è una tratta in cui corre ancora il vecchio, storico Routemaster, quello con ancora il bigliettaio a bordo! Una fortuna quasi sfacciata trovarlo fermo al capolinea ad attenderci. Abbiamo riattraversato mezza città a bordo del rumorosissimo quanto affascinante vecchio autobus rosso che vedevo fin da bambino. Esperienza unica!
Tornati in centro abbiamo visitato nuovamente Trafalgar square, con più tranquillità rispetto al giorno prima, e poi abbiamo vagato un po’ per le vie della zona centrale fino all’ora di cena. Le camminate quotidiane ci sfiancavano parecchio così la sera avevamo bisogno di essere ben rifocillati.



Mentre la sera prima ci siamo dati al giapponese da YO!SUSHI, per quella cena avevamo voglia di qualcosa di più consistente. Ecco che allora abbiamo scelto un ristorante della catena Aberdeen Angus che propone dal tipico fish and chips alle carni migliori ai ferri fino alle soup delicate….
Beh insomma il ristorante era buono, il pollo un po’ insipido, il fish normale, le chips davvero buone come anche la birra e il servizio davvero ottimo. Niente male per un paio d’ore di relax!



Per finire abbiamo riammirato Piccadilly Circus di notte anche a scopo fotografie; quest’ultimo, a detta di blacknnika, non è stato centrato appieno.



Good Morning London! Il giorno seguente abbiamo optato per colazionare in un’altra catena piuttosto diffusa li a Londra, manco a dirlo italiana, la Caffè Nero. L’itinerario di oggi prevedeva di fare shopping da Harrod’s Top Shop e via di seguito.



Tra le varie cose siamo riusciti a passare per Buckingham Palace godendoci una breve passeggiata attraverso Green Park, approfittando di un po’ di sole, appena dieci minuti, graziosamente concessoci dalle nuvole.



Harrod’s è davvero immenso e nei vari piani si trova davvero di tutto: dagli alimentari ai profumi, dall’abbigliamento griffato a quello extra-lusso a quello sportivo e per l’equitazione e il cricket…tutto super esclusivo! A noi poveri immortali in piumino e berretto e soprattutto sprovvisti di personal shopper e carta di credito gold illimitata era concesso, a malapena, di fare qualche acquisto nel reparto firmato Harrod’s di cose quasi esclusivamente a titolo di “presents from london”…si insomma i pensierini per i parenti.



Dopo un paio d’ore tra lustrini, turisti e inglesi malati di shopping senza tempo ci siamo diretti verso la residenza della regina la quale, a parte la maestosità della cancellata e della fontana dedicata alla regina Vittoria (se non erro) non ha nulla di particolarmente esaltante. Anche da qui in lontananza si vedeva il Big Ben e abbiamo deciso di proseguire ai lati del parco davanti Il palazzo della regina per raggiungere il parlamento, l’abbazia e appunto “la grande campana”.



”. Qui abbiamo avuto un incontro incosueto e inaspettato ma davvero bello. Il parco era casa di corvi e soprattutto scoiattoli…tantissimi scoiattoli che correvano ovunque e non avevano nessuna paura di avvicinare chi dava loro del cibo. Una coppia seduta su una panchina dava loro delle mandorle e loro velocissimi si avvinavano, si appoggiavano sulle mani per controllare cosa contenessero e dopo aver scoperto la mandorla la prendevano e si mettevano comodi per sgranocchiarla. Allora ci abbiamo provato anche noi ma al posto della mandorla abbiamo tentato con un cibo assolutamente irresistibile per qualunque essere vivente: il cioccolato. Blacknnika ha atteso pazientemente che il profumo della barretta di cioccolato raggiungesse le narici del golosone di turno con la coda e dopo non molto è arrivato un simpaticissimo scoiattolo che si è appoggiato sicuro sulle mani di blacknnika, ha preso il cioccolato e se l’è pappato di gusto. Sono stato felice di quel momento e di quello che ha fatto lo scoiattolo per noi. Ci ha donato un grande sorriso sui nostri volti.



Poco dopo abbiamo raggiunto Westminster con l’abbazia (dieci sterline per entrare…troppe!) the House of Parliament e naturalmente ancora, nuovamente, sua maestà il Big Ben! Sarei rimasto li ore a osservarlo, a contemplarlo…meno male c’era blacknnika altrimenti sarei ancora li!



Era ora della pappa…come al solito affamatissimi abbiamo dovuto decidere cosa mangiare…e stavolta abbiamo deciso di affidarci a un tipico pub inglese!
Decisamente gli inglesi non sanno fare da mangiare. La carne è buona, le patatine pure…ma le salse che buttano ovunque sono davvero pesanti come macigni…



Abbiamo trovato un bel tavolino con tanto di divanetto tutto per noi al pub Horses and Hounds dove ci siamo davvero ricaricati grazie ai “manicaretti” inglesi e alla birra “Proud of London”! Very Cool.



Ci servivano tutte le nostre energie per il pomeriggio a tutto shopping in un negozio che è tutto un programma…TOPSHOP.
Quattro piano di delirio tra t-shirt a tonnellate. Jeans, pantaloni, cardigan aderenti, gonne, top, scarpe, borsette occhiali ecc ecc ecc…. Inutile dire che la coppia from Italy ci ha dato davvero dentro in tutti i piani disponibili…e non contenti ci sono tornati pure il giorno dopo, prima della partenza…
Davvero avanti questi inglesi…avrei portato a casa tutto il negozio e molti altri ancora…mi divertivo a guardare come erano vestiti i commessi e le commesse e i clienti stessi…tutti con il proprio personalissimo stile, ognuno con gli accessori più impensabili, i capelli colorati e gli occhiali impossibili! Se per noi l’alternativo diventa quasi ossessione che sfocia nel ridicolo a Londra è alternativo il solo modo di essere, di pensare, senza fronzoli…ognuno è ciò che è senza paura di vedere la gente voltarsi o guardarti strano.



Ormai la vacanza giungeva al termine.
L’ultimo giorno londinese ci ha fatto vedere un’ultima cosa che ci mancava: il traffico. Impossibile quello diretto verso Piccadilly. Tutti in coda, tutti bloccati. Dalle metro fuoriuscivano migliaia di persone al minuto, strade affollate di gente, e anche i negozi nonostante fosse un martedì mattina qualsiasi. Fantastico!
Nel primo pomeriggio siamo tornati in Liverpool Street dove abbiamo preso l’autobus che a tutta velocità ci ha riportati a Stansted.
Abbiamo avuto così l’occasione di avere un piccolo assaggio della periferia londinese la quale devo dire ha qualche angolo interessante ma per il resto è monotona e un po’ sporca!
Ore 19.05: l’aereo parte in perfetto orario, direzione Treviso, Italia.



Arrivederci Londra, torneremo presto.



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