Cose politicamente troppo scorrette, non capireste
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Bene
STO ASCOLTANDO
Vecchio blues, poco jazz, un po di bossa nova, refoli di rock.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Mimetico, non mi riconscereste
ORA VORREI TANTO...
"Ti giuro si può"
Capitano del Popolo
STO STUDIANDO...
Musik
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Urticato ma attento
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Tuesday, April 08, 2008 - ore 14:18
Martin Medesky & Wood
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Inseguo questi tre signori da un bel po’ di tempo. Potrei quasi dire con buona approssimazione e verve adolescenziale che sono il mio gruppo preferito. La loro prima visita nelle mie orecchie è data 28/04/1994 quando all’Antonianum accompagnavano John Zorn nella primitiva (e più felice) incarnazione del progetto Masada insieme al mio mito a sei corde Marc Ribot. Oggi rompo gli indugi e spertico lodi come una fan dei Tokio Hotel. Unica data italiana, attesa da tempo, in un piccolo teatro di provincia a Correggio. Convinco gli amici a venire (avevo già guadagnato 4 ingressi in terza fila, così.. sulla fiducia). Entrando in Correggio scattiamo la foto dozzinale che tutti voi visitatori di tale paese avete fatto, ma vi peritate (come me, non sono eccezione) a palesare. Il teatro è piccolo e grazioso. L’osteria dove ceniamo ci regala gnocchi fritti, tigelle, affettati ed ottimo Sangiovese. Sotto l’egida di questo santo entriamo tardivi in sala con 4 posti vergognosamente invidiati dagli astanti in piedi. Il concerto è fantastico, segue le ultime direzioni musicali dei tre, con scarsissime concessioni al repertorio passato. Poco male, meno temi complicati e più groove. Meno jazz più psichedelia. Pochi brani, molto lunghi e camaleontici. Medesky suona contemporaneamente quattro tastiere (rhodes, clavinet ed hammond) manomettendo in continuazione un pedale Moogerfooger. Si concede ogni tanto qualche gita sullo Steinway e lì viene fuori tutto il gospel digerito. Billy Martin scivola sulla batteria e ti stupisci quanto riesca a spingere suonando così lievemente. Lieve invece non è Chris Wood che scardina il contrabbasso strappando le corde come fossero catene di cui liberarsi. Bis piaccioni con una Mercy mercy mercy un po’ scontata e Hey Joe sognante ed intensa. A voi tredici che li conoscete. A voi MMW che mi avete risparmiato un viaggio in Svizzera per ascoltarvi.