Immagini curiose e caratteristiche della mia trasferta berlinese: città che vai, scoperte e assurdità che trovi!
Questo è l’
Ampelmann, ossia l’omino del semaforo: è un simbolo della nuova Berlino ed esiste un negozio tutto dedicato a lui (io mi sono munita di spillina).

Dei check point (garitte dove stazionavano soldati americani da una parte e sovietici dall’altra) che servivano per passare il muro, è stato conservato solo il
Check Point Charlie e questo è il cartello che segnava il passaggio fra le due parti.
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Il primo giorno ho fatto una scoperta esilarante: dietro al mio albergo aveva sede il
Museo della marijuana.
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Andando a zonzo per le strade del Mitte (praticamente il centro storico), mi sono imbattuta in questo
curioso manichino, che da lontano pensavo fosse un’eccentrica berlinese, seduta a riposarsi: devo andare dall’oculista a farmi fare un controllo...
Jack Black mi perseguita: che sia un segno del destino?

Domenica si correva la
Maratona di Berlino: mi sono ritrovata in mezzo ai 20.000 partecipanti, perché la gara prendeva praticamente il via da Alexanderplatz, dove avevo l’albergo.
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A Berlino c’è una piazza dedicata a
K. Marx e F. Engels: ecco la mia foto-ricordo davanti al monumento a loro dedicato (che soddisfazione!).

Sparsi per il centro ho trovato diversi adesivi dedicati ad una mostra di
Obey: ne ho fotografati un paio, visto quanto mi piace il suo lavoro.

Il simbolo di Berlino è l’
orso: orsi di peluche di ogni dimensione venduti dovunque e posto d’onore all’orso bruno in carne, ossa e pelo allo zoo.
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Paese che vai,
skaters che trovi: anche ragazze però, non solo maschietti...

Ed infine, la
Trabant, simbolo della DDR e della Berlino del passato.