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![]() Ioria, 27 anni spritzino di Mist city... paese vicino Silent Hill CHE FACCIO? aspetto il 2012... Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO non leggo molto, scusatemi. HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO O bianco... o nero... ORA VORREI TANTO... Assaggiarti, sei la mia eroina preferita ![]() ![]() STO STUDIANDO... mi intriga il Buddismo... OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Wednesday, April 09, 2008 - ore 01:15 In sella: La guida sportiva. ![]() ![]() ![]() Niente come una corretta posizione di guida può aiutare nella condotta sportiva di una motocicletta, in cui il corpo del pilota assume funzione fondamentale di “bilanciatore” per garantire le massime prestazioni in tutta sicurezza. È perfino scontato dire che una moto è completamente differente da un’auto. Ovviamente, direte voi, ma il concetto di differenza che affrontiamo in questa sede è necessario per spiegare il comportamento dinamico di una moto. Nell’auto la guida è totalmente passiva: stiamo comodamente seduti su un sedile, giriamo un volante e le quattro ruote fanno tutto il resto. L’auto è in equilibrio stabile (sta in piedi da sola); la moto no, ha un equilibrio instabile e deve la sua velocità di percorrenza di una curva ad una complessa legge fisica. Ora non ci vuole molto per capire che un pilota in sella va a formare con la moto un tutt’uno, e che in questo complesso uomo + moto il peso del primo (circa 90 kg considerando anche l’abbigliamento tecnico) è in percentuale rilevante. Il posizionamento di questo peso è quindi fondamentale ai fini di una guida corretta, veloce e sicura. Ecco perché durante la guida sportiva (quella dove sono richieste le massime performance), i piloti sono in continuo movimento sulla sella. Frenata, accelerazione, ingresso in curva, percorrenza, accelerazione sono tutte fasi della guida in cui il mezzo è soggetto a trasferimenti di carico (dall’anteriore al posteriore, da destra a sinistra) e in cui il peso del pilota può e deve intervenire per dare la massima stabilità al mezzo. Andare in moto è un’attività fisica molto intensa, vi sono impiegati gran parte dei muscoli del corpo e in un circuito tortuoso non si sta praticamente mai seduti, ma si è in continuo movimento. Ma perché ci si sporge in curva? Semplicemente per percorrerla nel modo più veloce possibile, senza correre il rischio di cadere. Lo spostamento del corpo si rende necessario per abbassare la posizione del baricentro (punto in cui si pensano idealmente applicate tutte le forze), in modo da rendere il mezzo più stabile durante la percorrenza della curva stessa. In soldoni: la moto ha un suo baricentro (fisso e non modificabile), il pilota ha un suo baricentro. Il sistema uomo + moto ha un baricentro variabile a seconda della posizione in cui si sistema il pilota. L’obbiettivo di percorrere una curva il più rapidamente possibile è facilmente raggiungibile proprio spostando il peso all’interno della curva, abbassando di conseguenza il baricentro dell’insieme uomo + moto, senza dover per questo raggiungere inclinazioni limite. La stessa curva percorsa alla stessa velocità con un pilota che non si sporge richiederà angoli di piega decisamente superiori, a scapito della sicurezza. Inclinando maggiormente la moto si va, infatti, a diminuire la superficie di appoggio del pneumatico, con conseguente minore tenuta. Il movimento del corpo (tanto più ampio quanto più veloce è la curva) diventa pertanto fondamentale per una guida realmente efficace. Lo stesso dicasi per le fasi di accelerazione e frenata. In frenata il peso si trasferisce in modo evidente sulla ruota anteriore, tentando di sollevare la ruota posteriore; sarà il pilota, portando il corpo indietro, (e spostando ancora una volta il baricentro) a compensare il trasferimento di carico. In accelerazione la moto tende a sollevare l’avantreno, e sarà quindi compito del pilota dover compensare tale alleggerimento spostando per quanto possibile il proprio peso in avanti. Un vero e proprio moto perpetuo quello di chi sta in sella. L’unico moto che consente di correre forte in pista in tutta sicurezza. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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