dr claudio, 27 anni
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Wednesday, April 09, 2008 - ore 12:35
Viaggio in cima al mondo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Poco fa ho vissuto una delle esperienze più incredibili della mia vita.
Per lavoro ho dovuto portare una busta con dentro 70 mila euro in contanti (avete capito bene, 140 pezzi da 500) ad una facoltosa cliente. Da brividi. Ma non è stata questa l’
esperienza.
Sono stato nell’appartamento più alto di Milano, anzi, come appena verificato, d’Italia. Ed è stato uno spettacolo, che proverò a raccontarvi con semplici parole, anche se la cosa è quasi impossibile.
Dovete sapere che lavoro in un ufficio che sta, infatti, al pian terreno del famoso Grattacielo Breda, secondo edificio più alto di Milano (dopo il Pirelli), e uno dei primi 10 in Italia. Ma il più alto destinato ad abitazioni. E la cliente che voleva il contante (che definire facoltosa è dir poco), possiede interamente gli ultimi 3 piani. Ma veniamo al racconto..
Il custode mi accompagna in uno dei due ascensori privati, che funzionano solo inserendo una chiave da lui possieduta, pigio il numero 29 e , dopo che lo stomaco viene risucchiato dall’accelerazione, in pochi secondi arrivo. Non c’è un pianerottolo, la porta dell’ascensore dà direttamente su una porta di legno che è l’ingresso di casa. Mi accoglie il maggiordomo, naturalmente. Fortuna che sono vestito da lavoro, e ho pensato bene di mettere in nuovo giaccone di fay - penso - vorrei un minimo essere adeguato all’ambiente, ma è quasi impossibile. La signora (ormai molto anziana), che ho conosciuto qualche tempo fa, mi acoglie e, dopo le operazioni per cui sono salito (consegna dei contanti) , mi chiede se voglio fare un giro della casa. I modi sono quelli da nobildonna della high society milanese. Dire che mi sento inadeguato, anche se non mi considero un rozzo qualunque, è dir poco. Tutte le feste vip, gli amici più o meno facoltosi che ho conosciuto, sono nulla in confronto. E’ impressionante. L’appartamento, al terzultimo piano, è di forma interamente circolare: non ci sono muri, solo un’ampia vetrata, che costeggia tutta la casa, verso l’esterno. La vista è indescrivibile sulla città, siamo a 110metri di altezza. Anzi, sulla città: sulla Lombardia, sulla Pianura Padana, direi. Sembra di stare su Google Maps. La cosa impressionate è che ci sono 5 metri di terrazzo (in quanto gli ultimi due piani sono leggermente più "stretti") dove si alternano praticelli all’inglese, panchine, gazebo e statue greche. Mi immagino i banchetti, le passeggiate e quant’altro ci si possa fare lì sopra. Non c’è il parapetto alto, sarà mezzo metro, ma ci si può affacciare. Invitare un amico e sorseggiare qualcosa affacciati a 110 metri di altezza. Sto ancora immaginando, e mi ci vorrebbero ore per provare a pansare a tutto, quando mi invitano ad un giro all’interno. La casa è tutta circolare, ogni stanza è un salotto arredato con uno stile diverso, ma sembra dominare il barocco. I mobiletti, i divani, le tende, valgono da soli quanto il mio appartamento. Ne avrò attraversati almeno 5, facendo il giro. Sembra Harrods, dove ogni stanza cambia stile. I lampadari sono degni di un casinò, e il tutto è condito dalla più elevata tecnologia. Sembra una di quelle case da film, con la tv enorme (più alta di me) e la stanza delle telecamere dove, a voce naturalmente, si controlla tutto. Nel salone di ingresso salgono due scalinate barocche che portano agli ultimi 2 piani (che non ho visitato), dove mi dicono eserci la cucina, le stanze da letto, i servizi e chissà quant altro. Sono basito. L’ascensore viene chiamato premendo un tasto elettronico vicino all’ingresso, e ci salgo aprendo la porta come farei con quella di casa. Mentre scendo mi guardo allo specchio, e ho ancora la bocca spalancata.
Non so quanti soldi si possano avere, quanto possa valere una casa così (la proprietaria si avvicina ai 90 anni); so solo che, non me ne vogliano Moratti o gli altri vip di Milano, niente si può avvicinare a questo spettacolo. Nessun attico in centro o villa. Niente. Coniuga l’opulenza degli interni con una posizione unica e irripetibile; sembra, come mi ha detto la proprietaria, di non essere nemmeno a Milano, di avere un mondo indipendente. Sei solo, nessuno ti vede, sei in cima al mondo.
Ora che sono giù, al secondo piano della stessa torre a scrivere, non mi resta che pensare a quanto sia un puntino, in tutti i sensi, visto da lassù.

Ecco, per darvi l’idea, stiamo parlando dell’ultimo piano e dei tre superiori, quelli circolari, fino alle antenne....
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