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Friday, April 11, 2008 - ore 10:20


Elezioni Politiche 2008
(categoria: " Vita Quotidiana ")


É nostro dovere civico, ai sensi dell’art. 48 della Costituzione, l’esercizio di voto per esprimere la nostra preferenza sulla formazione politica e sugli uomini che delegheremo a governarci per i prossimi cinque anni. E saremmo anche entusiasti di poter concorrere, con la nostra croce su una scheda inerme e colorata, alla formazione del consenso popolare verso il partito che più ci aggrada. Solo che ci troviamo per l’ennesima volta di fronte a due problemi: la legge elettorale ed i partiti candidati.
La legge elettorale è probabilmente una delle più disoneste che siano mai state concepite. È come se ci venisse detto: voi scegliete il partito, che poi il candidato ce lo mettiamo noi. E che candidato... Anche questa volta sembrerebbe che il mostro ultraliberista, nella sua duplice variante di centro destra e di centro sinistra, sia destinato a rimanere saldamente al potere. Prima di suggerire la nostra indicazione di voto a sostenitori e simpatizzanti vorremmo passare in rassegna le principali formazioni che parteciperanno al prossimo gioco delle sedie

PARTITO DEMOCRATICO – perchè ci fa schifo Veltroni presidente

Il Partito Democratico deriva il proprio nome, per espressa ammissione del suo segretario, dall’omologo statunitense, ossia dal partito di Kennedy, Roosvelt, Bill Clinton, quelli che hanno condotto criminalmente le guerre di occupazione in Europa e in Asia. É stato creato in previsione di un bipolarismo perfetto tipo quello degli Stati Uniti, ma sarebbe stato pronto per la fine della legislatura bruscamente interrotta, e quindi si trova in ritardo sulla tabella di marcia. Forse è per questo che il faccione di Veltroni compare in ogni dove, anche prima delle proiezioni dei film nelle sale cinematografiche del suo nemico Berlusconi (questo a dimostrare, se mai ce ne fosse bisogno, l’assoluta interscambiabilità tra i due, proprio come negli Stati Uniti).
Nome nuovo a parte, il Partito Democratico nasce dalla fusione della sinistra democristiana, un tempo Margherita, e dal grosso dei DS. Si tratta dunque di un’operazione di facciata, di uno svecchiamento di quegli stessi uomini che negli anni si sono chiamati Progressisti, Ulivo, Unione, e che, governando il paese, hanno introdotto il lavoro precario, privatizzato selvaggiamente i servizi essenziali, smantellato lo stato sociale, partecipato ai bombardamenti sui quartieri popolari della Serbia nel 1999, appoggiato e sostenuto l’occupazione coloniale sionista in Palestina. Quando sono stati all’opposizione hanno saputo solamente mascherarsi dietro l’antiberlusconismo di maniera, ossia quello di chi accusa Berlusconi per ciò che è, anziché per ciò che fa (perchè i contenuti sono gli stessi).
A questo giro, candideranno tra le proprie fila, dopo averli lautamente pagati, anche esponenti Radicali (quegli stessi che disprezzavano i soldi del finanziamento ai partiti) e sono apparentati alla lista Di Pietro, Italia dei Valori, che si candida per conto proprio.

IL POPOLO DELLE LIBERTÀ – perchè ci fa schifo Berlusconi presidente

Il Popolo delle Libertà diventerà, quando sarà compiuto il processo di mutazione della colonia italiana in una copia esatta della madrepatria statunitense, l’omologo di quello che negli Stati Uniti è il Partito Repubblicano, ossia il partito di Eisenower, Nixon, Regan, Bush padre e figlio, quelli che hanno condotto criminalmente le guerre di occupazione in Europa e in Asia.
Si tratta della fusione di Forza Italia e del grosso di Alleanza Nazionale, sotto l’ecumenismo di Silvio Berlusconi, il televenditore ignorante e volgare come le sue reti televisive (che non sono solo tre, come ci fa credere il centro sinistra), responsabile dell’imbarbarimento del gusto del paese ed autore di una scalata che lo ha visto sopravvivere al tracollo delle strutture di cui si è servito, dalla Loggia P2 al Partito Socialista Italiano, uscendone sempre più rafforzato. Che tratta l’Italia come una delle sue aziende, e quindi la amministra non proprio trasparentemente, e si vanta di essere stato il maggiore americanizzatore dell’Italia, che oggi invita i poveri a sposarsi coi ricchi per risolvere i propri problemi, facendo l’ennesimo sfoggio della propria ignoranza. Che con il proprio cattivo gusto ha reso volgare, e strumentale al proprio delirio di onnipotenza, ogni settore di cui si è impadronito, spettacolo, sport, editoria. Oggi accusa il Partito Democratico di candidare i ruderi della prima repubblica ("sono sempre gli stessi!"), salvo candidare il maggior numero possibile di cariatidi politiche (da Margherita Boniver a Giorgio La Malfa).
Nome nuovo a parte, il Popolo delle Libertà è un’operazione di facciata di svecchiamento di quegli stessi uomini che negli anni si sono chiamati Polo delle Libertà, Polo per le Libertà, Casa delle Libertà, e che, governando il paese, hanno rafforzato il lavoro precario, privatizzato selvaggiamente i servizi essenziali, smantellato lo stato sociale, partecipato alle occupazioni militari dell’Afghanistan e dell’Iraq, appoggiato e sostenuto l’occupazione coloniale sionista in Palestina. Quando sono stati all’opposizione hanno saputo solamente mascherarsi dietro l’anticomunismo di maniera, ossia quello di chi vuole far credere che la cavalleria dell’oggi defunta Armata Rossa avrebbe abbeverato presto, con Prodi al potere, i propri cavalli nelle fontane romane.

SINISTRA ARCOBALENO – perchè ci fa schifo Bertinotti presidente

La Sinistra Arcobaleno è una formazione composta da quattro partiti, Rifondazione Comunista, i Verdi, i Comunisti Italiani e la Sinistra Democratica, per evitare che gli ultimi tre vengano spazzati via dallo sbarramento troppo alto di questa tornata elettorale. Non traggano in inganno le belle parole contro il precariato e volte ad invertire le tendenze ultraliberiste degli ultimi anni, perchè i Comunisti Italiani, i Verdi e la Sinistra Democratica sono stati, negli ultimi dieci anni, organici al centro sinistra di Prodi, e quindi alle privatizzazioni, allo smantellamento dello stato sociale, alle guerre ed al precariato. Diverso il discorso per Rifondazione Comunista, al cui interno esiste ancora una minoranza che soffre molto questo apparentamento e lo denuncia dalla scorsa estate sui propri organi di stampa, ma che nulla può di fronte allo strapotere del tandem Bertinotti – Giordano, che spacciano per comunismo un coacervo di parole d’ordine che storicamente con il comunismo non hanno nulla a che fare, dal femminismo al pacifismo ad oltranza, e che in realtà non si avvicinano nemmeno alla socialdemocrazia.
In un eventuale governo Veltroni la Sinistra Arcobaleno potrà ricoprire, a scelta, il ruolo di stampella o di ruota di scorta, fino all’inevitabile rottura interna quando si parlerà di lavoro e di missioni militari (è sempre accaduto dal 1996 ad oggi). Ma un’eventuale (e prevedibile) vittoria di Berlusconi potrebbe rafforzare i quattro partitini arcobaleno, che nell’opposizione alle "destre", come le chiamano Bertinotti e Giordano, troverebbero un omogeneizzante che temporaneamente azzererebbe le differenze interne.

PARTITO SOCIALISTA – perchè ci fa schifo Boselli presidente

Il Partito Socialista che si presenterà alle elezioni è una formazione nata da nemmeno un mese che accorpa molti dei reduci del vecchio PSI. Si è recentemente tenuta una costituente cui hanno partecipato lo SDI di Boselli, I Socialisti di Bobo Craxi, una fantomatica associazione La rosa nel Pugno, la frangia DS capeggiata da Angius ed esponenti del Nuovo PSI di Demichelis, fino a qualche giorno prima apparentato con il suo ex compagno di partito Berlusconi e con la Democrazia Cristiana per le Autonomie di Rotondi.
Anche questa volta non deve trarre in inganno il nome, perchè di socialista, in questo nuovo vecchio partito, c’è solo il nome, come dimostrano le parole e le azioni del suo capo Enrico Boselli (ex segretario nazionale giovanile del PSI craxiano, e poi alleato di coloro che lo hanno affossato, per finire insieme ai radicali alle politiche del 2006), propugnatore di un riformismo liberale nient’affatto socialista, e incentrato sul monotema non troppo originale della laicità (dogmatica) dello stato (per quanto l’ultimo manifesto rechi l’effige niente meno che di Gesù Cristo).

UNIONE DI CENTRO – perchè ci fa schifo Casini presidente

Casini presenta la propria candidatura da solo, alleandosi con la Rosa Bianca (ossia una costola dell’UDC appena staccatasi) ed affiggendo la sua faccia da attore in ogni dove, dai tram ai cartelloni 6 x 3, insieme a motti sulla famiglia, sulla necessità di un centro (per la verità fin troppo affollato, date le tensioni di Berlusconi e Veltroni) e sul fatto che non si è svenduto al Popolo delle Libertà come Berlusconi avrebbe voluto. C’è poco altro da dire, lo scudo crociato come simbolo parla da solo. Anche se pare che Berlusconi abbia comprato pure quello, apparentandosi con Giuseppe Pizza e Flaminio Piccoli, suoi legittimi proprietari.

LEGA NORD – perchè ci fa schifo Bossi presidente

Ci fa schifo perchè la Lega è organica al Popolo delle Libertà, e perchè maschera con il proprio populismo incentrato sulla pressione fiscale e sulla lotta agli sprechi, un razzismo povincialista ed un disegno di federalismo antisociale che mira a far morire le zone maggiormente disagiate del paese (come in Spagna, nel silenzio totale, ha fatto a suo tempo Franco).

LA DESTRA – perchè ci fa schifo la Santanchè presidente

La Destra, ossia una costola di Alleanza Nazionale che si stacca e si candida da sola, è un’operazione acchiappavoti pianificata a tavolino. Spostando il proprio baricentro verso il centro, Alleanza Nazionale avrebbe ragionevolmente perso un po’ di voti a destra, che sarebbero senza dubbio andati persi e che potrebbero tornare molto utili. Allo scopo, così come si è sempre fatto all’estrema destra ed all’estrema sinistra, si è costituito un contenitore per raccogliere i voti degli scontenti e riportarli alla casa madre. La riprova del tutto è che a capo della formazione c’è Daniela Santanchè, per nulla riconducibile all’identità missina che La Destra dice di rivendicare (anche se ora si affretta a far sapere che da giovane distribuiva i volantini di Almirante).
Quanto al programma, non si discosta molto dagli altri quanto al liberismo, all’americanismo ed al sostegno al sionismo in Palestina. Oltre ovviamente all’anticomunismo.

LA NOSTRA RICETTA: ASTENSIONE

Come detto e ridetto noi vorremmo il ripristino dello stato sociale, della previdenza, della sicurezza del posto di lavoro, della sicurezza sul lavoro, della sovranità monetaria, della sovranità nazionale. Vorremmo strutture pubbliche di assistenza efficienti, democrazia partecipativa sul lavoro, sistema scolastico che insegni e non istruisca, risoluzione definitiva del problema del caro vita e del caro casa. Vorremmo non pagare più spese militari per la Nato e vorremmo forze armate di difesa dell’Italia e dell’Europa, vorremmo non collaborare più ai massacri che gli Stati Uniti e i loro alleati, Israele per primo, compiono in giro per il mondo. Vorremmo una società a misura d’uomo, condotta con serietà, e la vorremmo subito. Abbiamo, in questi quattro anni, proposto molti spunti sulle concrete possibilità di come realizzare tutto ciò che vorremmo, proprio partendo dall’esempio di quei paesi che oggi si stanno muovendo in quella direzione. Ma non le ripetiamo in questa sede. Abbiamo scritto dei programmi perchè abbiamo delle idee, non perchè ci sono le elezioni, come hanno fatto i partiti sopra citati. Ci limitiamo a non vedere nemmeno uno spicchio di quello che vorremmo nell’accozzaglia di promesse che si sentono in questi giorni, perciò, di fronte a questa totale mancanza di serietà e di rispetto, proponiamo l’ASTENSIONE.

astensione come rifiuto di collaborare con questo sistema affamatore ed antisociale,
astensione per delegittimare lo stato attuale delle cose e chi lo vorrebbe riproporre all’infinito,
astensione perchè votando si firma una cambiale in bianco con il sistema,
astensione come obiezione di coscienza alla violenza occulta che ci viene ogni giorno somministrata sotto false spoglie,
astensione perchè in Italia, come negli Stati Uniti, c’è alternanza, non alternativa,
astensione perchè facendoci votare ci viene data la pericolosa sensazione di poter decidere del nostro destino, quando in realtà è tutto già deciso,
astensione perchè oggi la matita e la scheda sporcherebbero le mani della gente!
ASTENSIONE PASSIVA: non recandosi a votare


oppure


ASTENSIONE ATTIVA: recandosi ai seggi, facendosi identificare e poi rifiutando la scheda.
L’astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione (a differenza dei referendum dove è richiesto un quorum del 50%+1 degli elettori). Quindi se anche per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre
persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione
della volontà popolare e si procederebbe quindi all’attribuzione dei seggi
in base allo scrutinio di tre schede.
Altresì le schede bianche e nulle, fanno sì percentuale votanti, ma vengono ripartite,dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosi detto premio di maggioranza....(per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le sudette schede andrebbero attribuite nel premio del Pdl).
Esiste però un metodo astensivo, che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante), ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.
E’ infatti facoltà dell’elettore di recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale, RIFUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione.
E’ possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE,UNA BREVE DICHIARAZIONE
IN CUI, SE VUOLE, L’ELETTORE HA IL DIRITTO DI ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (es. "nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta").
Tale sistema rende inattribuibile il voto, in quanto la legge consente solo l’attribuzione delle schede contenute nell’urna al momento dell’apertura della stessa, creando una discrepanza tra percentuale votanti e voti attribuibili e di conseguenza un problema di difficile, se non impossibile attribuzione di seggi, infatti in linea teorica (non è mai successo) se la quantità di schede rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l’attribuzione di un seggio, tale seggio non potrebbe essere attribuito.
Il cittadino tenuto ad esercitare il proprio diritto di voto, che è anche un dovere civico, deve poterlo fare nella piena disponibilità dei diritti costituzionalmente garantiti. Se ritiene che i propri diritti siano stati lesi durante una delle fasi del procedimento elettorale, egli deve richiamare l’attenzione degli organi preposti, i quali sono tenuti ad utilizzare i mezzi dalla legge predisposti all’uso. La legge elettorale, infatti, punisce addirittura con pene detentive il segretario dell’ufficio elettorale che rifiuti di allegare proteste o reclami degli elettori ai verbali, e stabilisce anche che sia la Camera dei Deputati a vagliare le contestazioni ed a pronunciarsi su esse.
In conclusione, il cittadino che per qualunque ragione vuole rifiutare la scheda e fare verbalizzare le ragioni del proprio gesto, ha diritto a fare inserire nei verbali le proprie ragioni. Consigliamo, però, onde evitare di incorrere nelle sanzioni previste per la turbativa delle operazioni di voto, di non reagire, nemmeno verbalmente, di fronte ad un rifiuto di verbalizzazione da parte degli addetti, ma piuttosto di chiedere l’intervento della forza pubblica che piantona i seggi per fare valere il proprio diritto.

PASSIVA O ATTIVA, DUNQUE, PURCHÈ ASTENSIONE.

P.S. Se siete con me divulgate le possibilità di astenervi e non abbiate paura di recarvi al seggio e rompere un pò le palle.
E’ UN VOSTRO DIRITTO, FATELO VALERE

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