La
giornata di ieri a Bologna è stata
ritemprante: lo
shopping è stato
fruttuoso (bottino: le agognate ballerine blu della Converse, un paio di guanti neri spuntati in rete, un ombrello da borsa nero con i teschietti, una maglia nera e bianca a pois stile anni ’20 ed un paio di spille, nonché i desideratissimi nuovi bijoux fatti per me dalla Siza) e
Bologna riesce sempre a
mettermi di buonumore, probabilmente perché si respira un’aria diversa ed io mi ci sento a mio agio.
Oggi si ritorna alla
solita routine (studio-palestra-ripetizioni), ma il week end è alle porte e stasera l’Uomo passa a trovarmi.
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Detto questo,
durante la nottata ho dormito poco (penso che l’insonnia sia un ennesimo effetto di questa strana primavera) e quindi mi sono messa a
rimuginare sullo stato d’animo di questa mia settimana... e sono arrivata alla conclusione che l’aggettivo che meglio mi definisce a livello di relazione è “
disadattata”.
Disadattata si dice di
persona che vive in costante conflitto con il suo ambiente sociale: senza dubbio, sono da sempre in lotta con il mondo e, adesso più che mai, non ho nessuna intenzione
né di uniformarmi né tanto meno di sottomettermi... Sono arrivata alla conclusione che preferisco essere velenosa come sono piuttosto che snaturarmi e spegnermi intellettualmente... La tentazione di cedere le armi ogni tanto fa capolino nella mia testa, ma poi rinsavisco e continuo per la mia strada: sono
una combattente...
Meglio aver combattuto e perso che non avere neanche combattuto. [A. H. Clough]
Il pigro senza ambizione si rifiuta interamente alla lotta e decreta a se stesso il nome di filosofo. [W. M. Thackeray]