BLOG MENU:



Don Marco, 28 anni
spritzino di Vicenza
CHE FACCIO? Sacerdote
Sono sistemato

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO



HO VISTO



STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


[url=http://www.s

BOOKMARKS


Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!

UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 95761 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



Saturday, April 19, 2008 - ore 07:42


Collaborazione con Il Vicenza
(categoria: " Riflessioni ")


MEMENTO VIVERE
Tra cicoria, cavolfiori e intimo, la lezione della Lega: ascoltate la voce

di don Marco Pozza
da Il Vicenza, sabato 19 aprile 2008, pag. 6

“Basta poco e la gente subito ti riconosce per la strada…” - canta Vasco Rossi in una delle sue ultime canzoni. E’ bastata una battuta – cioè molto poco – perché Roberto Maroni incenerisse Piero Fassino durante la puntata di “Porta a Porta”. Questione di mercato, cioè questione di vita. Di mani rimboccate. Interessante la puntualizzazione di Maroni alla constatazione che anche la “Fassino compagnia” era andata al mercato, tra la gente, a rendere credibile il loro programma di risollevamento dell’italica sorte. Non basta andare al mercato, occorre saper ascoltare e capire il vissuto della gente. La voglia di rivalsa, di affermazione, di indipendenza. Prima di tutto nel pensiero. Relegare l’ondata verde ad una addizione di voti di protesta significherebbe sminuirne la portata. E, sinceramente, l’impegno profuso. Con onestà, come tutti del resto. Almeno si spera!
Perché un prete non potrebbe far tesoro di quest’appunto? Verde nel colore ma neutro nel significato. Ovvero: dell’importanza d’incontrare la gente nel suo vissuto, di captare il suo linguaggio, le sue aspirazioni, le loro grida silenziose ma dense d’attesa. E’ opinione maturata in una personale e studiata riflessione che la gente non sia allergicamente ostile al Vangelo. Anche se vorrebbe sembrarlo. Problematico è che la sua immaginazione non è più raggiunta dal linguaggio quotidiano della chiesa, le loro speranze non sono state risvegliate dal contatto con essa. La loro voce parla un alfabeto che, chiedendo traduzioni simultanee, smarrisce l’enfasi e la freschezza delle fonti originarie.


Da più direzioni giunge l’allarme che la chiesa tradizionale stia passeggiando - incurante del rischio - sul ciglio di un collasso. Per disastri osservabili da tutti. Viaggiando nel “mercato" della vita della gente mi consola il fatto d’avvertire che questi disastri li vedono solo quelli che versano lacrime di nostalgia per una chiesa istituzionale, conservatrice, bibliotecaria. Una chiesa appassionata d’antiquariato. Non so perché, ma a me la voce del mercato suggerisce un’altra idea, molto più esistenziale e, di conseguenza, emozionante: accettando la sfida dell’adeguamento (che non significa scoloramento dei valori ma ri-traduzione attualizzata), questi sono i giorni migliori che la chiesa potesse invocare.
Perché all’orizzonte si staglia un’occasione più unica che rara: lasciarsi ammaliare più dall’autorevolezza che dall’autorità.
Coscienti che non basta entrare nel mercato e passeggiare. Occorre sedersi nelle sue panchine e imparare il suo linguaggio!


LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK



APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30