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Vitto, 5 anni
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ORA VORREI TANTO...

Un passaporto malese.
E chiamarmi Yanez.

STO STUDIANDO...

Sono alla ricerca di me stesso.

Oh...eccomi! ero sotto al comò.

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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Thursday, June 03, 2004 - ore 15:18


2004, USA TRIP 2
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Al terzo giorno di permanenza negli States prendo finalmente contatto con colui il quale dovrebbe farmi da guida nella selva dei National Archives di College Park, Maryland: un ex colonnello dei servizi segreti della 5th Army ammericana, che operava in Italia organizzando le missioni congiunte tra partigiani e militari alleati.
Il caro Albert, 89enne, è sordo per metà.
Sa l'italiano, ma a volte se ne dimentica....e comunque strascica le parole alla stessa maniera sia nella nostra che nella sua lingua.
Tra una cosa e l'altra, capisco che non ha assolutamente capito che a me interessa lo studio del dopoguerra, e non della guerra in sè.
Non comprende come possa interessarmi qualcosa in cui lui non sia stato parte fondamentale e continua a parlarmi dei suoi vecchi compagni e delle sue missioni, sfidando la mia stolida indifferenza.
Gli escono i peli da sotto l'apparecchio acustico...è una cosa che mi blocca un poco.
Per fortuna almeno, conosce ventimila persone all'interno dell'archivio, e mi presenta a tutta una serie di persone che mi saranno molto utili nei giorni successivi...a partire dal monumentale afroamericano dalle braccia tatuate che fa da steward all'ingresso per arrivare fino al novantaduenne archivista esperto di affari italiani affetto da psoriasi.
Alle tre son libera di tornare verso casa, cercando di non far troppo casino con il sistema di metropolitana di Wash, non troppo complicato, a dire il vero...
Il problema è capire le distanze.
Parto da Padova col concetto delle fermate dell'Acap...ne sbagli una? poco male, due minuti a piedi e arrivi a quell'altra...qua no.
Soprattutto in periferia le distanze tra una fermata e l'altra si misurano in chilometri, e la cosa mi costerà parte delle suole.
Trovo la Piaga mezza sbronza in un pub finto-irlandese davanti alla stazione dei treni, una delle zone peggiori della città, che discorre amabilmente con due tipi irlandesi, sbronzi pure loro, marito e moglie che, essendo sabato pomeriggio, convertono in valuta irlandese (guinness) i loro dollari duramente guadagnati in settimana...
Giriamo lungo la rete della metro per trovare un negozio di elettronica per colmare le lacune nella nostra ipertecnologica dotazione.
Mi rendo conto della pochezza di Wash nel momento in cui mi accorgo che sempre più spesso sto al pc portatile e giocare a pinball (I' m a pinball wizard...dicevano gli Who...)...
Faccio fatica ancora a rendermi conto che il mio è pur sempre un viaggio di studio, perchè è davvero dura inserirsi in una realtà di lavoro diversa come quella degli archivi americani.

La sera, bel belle, ce ne iamo a mangiare in un ristorante pakistano...

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